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PESAVENTO: «Il CNDDU propone una lettura dei diritti umani attraverso l’opera di Rodari. Gli studenti di ogni ordine e grado, seguiti dai loro docenti, potrebbero inventare un percorso originale attraverso immagini, slogan, e-book che coniughi la realtà del nostro presente con le sue storie. Si propone la realizzazione di un logo, per l’anniversario da inviare alla nostra email, i più significativi saranno pubblicati sui nostri canali social.».

di Redazione —

Oggi, 14 aprile 2021, si commemora la figura delicata, colorata e pensosa di Gianni Rodari, morto il 14 aprile del 1980 a Roma, di cui, quest’anno, ricorre il 41° anniversario della scomparsa. Tutti conoscono Gianni Rodari, quasi, ciascuno di noi ha imparato a sillabare e a leggere attraverso le invenzioni geniali e fantasiose dello scrittore piemontese. Quello che forse alcuni di noi scordano e che abbiamo imparato anche a pensare attraverso le righe giocose e le rime melodiose delle sue filastrocche.
È stato un uomo che ha molto sofferto, facendo, del suo dolore, uno strumento, per conoscere il prossimo e sentirlo affine. Difendeva i deboli, gli esclusi, gli ultimi della società, in nome della libertà e della verità. Era stato pure partigiano, anche se, ripudiava la guerra e la violenza, con tutte le sue forze. Il suo pensiero andava sempre ai bambini, specialmente quelli sfortunati, come forse era stato anche lui.
Il poeta dava un peso enorme soltanto agli aspetti veramente importanti della vita che sfuggono ai più superficiali, agli adulti indaffarati. Eppure, la sua lungimiranza, in alcuni casi, diventa più eversiva di tanti autori osannati per l’audacia sfrontatezza o l’impegno politico.

«”Tutti gli usi della parola a tutti”: mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.». (Gianni Rodari)
I diritti civili non mancano mai nei suoi contenuti, come appare evidente nella favola “Giacomo di cristallo”, in cui il bizzarro Giacomo, omino trasparente, inizialmente penalizzato dalla sua impossibilità di nascondere il proprio pensiero in un regime dittatoriale, riuscirà ad affermare la forza della verità e della libertà: «[…] Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché’ la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.» (da “Giacomo di cristallo” di Gianni Rodari)
Conosceva tutta la sofferenza delle anime più indifese e lese, per loro invocava giustizia, istruzione e dignità, anticipando molti temi presenti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ONU.
«Quanto pesa una lacrima? La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.», (Gianni Rodari)
«Il CNDDU propone una lettura dei diritti umani attraverso l’opera di Rodari. Gli studenti di ogni ordine e grado, seguiti dai loro docenti, potrebbero inventare un percorso originale attraverso immagini, slogan, e-book che coniughi la realtà del nostro presente con le sue storie. Si propone la realizzazione di un logo per l’anniversario da inviare alla nostra email, i più significativi saranno pubblicati sui nostri canali social», dice il prof. Romano Pesavento, Presidente del CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, concludendo il ricordo di Gianni Rodari con un suo pensiero famoso, di cui gran parte di noi ha memoria: «Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.».  

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