IL CAMPANILE
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Insieme per la legalità |
di Anna la Cecilia
Il concetto di “legalità” non può
essere insegnato ai bambini solo con le
belle parole o imparando a memoria la
costituzione. Va appreso insieme, sul campo,
attraverso l’esempio, la pratica,
l’esercizio della cittadinanza attiva, lo
sforzo comune che “lega” scuola,
istituzioni, famiglia e terzo settore in un
vasto raggruppamento di persone unite dal
comune interesse di difendere i reciproci
diritti ed i beni comuni, continuamente
minacciati dall’illegalità diffusa.
Ed
è in questa prospettiva che si colloca la
visita guidata a tre terreni confiscati alla
mafia nel cerignolano da parte degli alunni
e delle famiglie del I Circolo Didattico “N.
Parisi” di Foggia e dell’”Istituto
Compren-sivo” di Carapelle, gemellate
nel progetto Pon “Leg(ali) al Sud: un
progetto per la Legalità in ogni scuola”,
giunto al suo secondo ed ultimo modulo.
Il progetto, ancora in corso, gestito dalla
Cooperativa Sociale Scurpiddu, ha
visto la riprogettazione degli spazi comuni
della scuola e del quartiere limitrofo ad
essa, nell’ottica di un’azione educativa
concreta capace di incarnare i concetti di
cura, difesa e responsabilità di quanto
deciso e costruito insieme, di ciò che è
patrimonio inalienabile della collettività.
Perché legalità è sforzo, fatica, voglia di
“sporcarsi le mani” insieme. Ed è
quanto hanno fatto i bambini nel PON e nella
gita culturale a Cerignola, inserita nel
progetto, che ha visto la partecipazione di
70 persone tra bambini, docenti e genitori
delle due scuole, accompagnati anche da
Mimmo Di Gioia,
coordinatore provinciale di “Libera -
Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.
La giornata è cominciata con la visita al
terreno situato in contrada Toro e
coltivato ad oliveto, intitolato a “Francesco
Marcone”, Direttore dell’Ufficio del
Registro di Foggia, ucciso da mani mafiose
il 31 Marzo del 1995, terreno affidato in
gestione nel Giugno 2010 alla Cooperativa
Sociale “La Pietra di Scarto”.
Adiacente al terreno una grande riserva
d’acqua per l’irrigazione dei campi ed un
magazzino di circa 150 mq, tutto murato in
cemento armato, provvisto al suo interno di
scale di ferro conducenti verso delle
piccole finestrelle scavate nel muro, da cui
gli uomini di mafia controllavano il
territorio circostante.
Ad accoglierci il presidente Pietro
Fragasso e Don Pasquale,
parroco di Cerignola, che hanno spiegato ai
bambini, con parole semplici, il concetto di
“mafia”, organizzazione di persone
che si riuniscono per raggiungere un
obiettivo personale, per dominare gli uomini
calpestando leggi, diritti e libertà.
“Gli alberi di ulivo che popolano questo
campo, non producono solo ossigeno, lavoro,
olio ed olive ma, cosa più importante,
partoriscono memoria dalle terre liberate
alla mafia, ogni albero è il ricordo del
riscatto di tutte quelle persone che hanno
sofferto per colpa della mafia. Questo
terreno è di tutti voi e di quanti lottano
per il bene della libertà”, ha
sottolineato Fragasso, facendo poi
riferimento alla Legge 109/96 sull’esproprio
dei beni dei mafiosi per il loro riutilizzo
a fini sociali. Don Pasquale ha esortato i
bambini a combattere sin da piccoli gli
atteggiamenti e la mentalità mafiosa, le
prepotenze, le minacce e gli atti di
bullismo che spesso infestano le scuole. Poi
ha continuato il suo discorso sollecitando i
presenti a fare antimafia sociale.
“L’antimafia sociale è la creazione di
un gruppo di persone che, in
contrapposizione al gruppo mafioso, ha il
coraggio di riunirsi e denunciare le
sopraffazioni, rinunciando all’atteggiamento
omertoso del “farsi i fatti propri”.
Il percorso è proseguito con la visita a “Villa
S. Luigi”, situato in contrada
Ripalta, in posizione strategica vicino
all’autostrada, primo bene confiscato nella
provincia di Foggia, gestito dal 2000
dall’Associazione di Volontariato “Emmanuel”,
nata nel 1986 da un gruppo di ex
tossicodipendenti.
A riceverci un uomo uscito dal tunnel della
droga che è riuscito a fare del suo inferno
personale un paradiso per gli ultimi.
Superato il cancello una piscina con
trampolino cattura gli sguardi dei bambini.
Vicino alla piscina una grande costruzione
in legno, edificata dai mafiosi sul modello
delle baite di montagna del nord ed
utilizzata per i grandi summit
internazionali, ossia per gli incontri tra i
boss mafiosi ai vertici dell’organizzazione
criminale. Oggi, dopo i lavori di
ristrutturazione e la costruzione di un
campo di calcio, è un centro autofinanziato
di animazione e socializzazione per disabili
e ragazzi che vivono un disagio sociale. Le
pareti della baita macchiata di sangue
riprendono i colori della vita con le foto
dei campi estivi che ogni anno si tengono in
questo luogo, affisse sulle pareti. Dopo
aver giocato a calcio e pallavolo le due
scuole hanno pranzato all’ ex orfanotrofio “Opera
Pia Monte Fornari”, da un anno
Laboratorio Urbano “ExOpera - luogo dato
al publico estro”, realizzato e
co-finanziato dalla Regione Puglia,
nell’ambito del progetto Bollenti
Spiriti, e dal Comune di Cerignola.
Alle 15.00 i bambini sono giunti all’ultima
tappa di questo “viaggio nella legalità”:
un bene confiscato alla mafia nel 2008 e
consegnato alla Cooperativa Sociale “Alter
Eco” nell’Agosto del 2011, sito in
contrada Scarafone.
Il terreno non ha ancora un nome ed essendo
stato dato in gestione da poco è ancora in
corso di trasformazione. Un tempo era la
residenza dell’esecutore materiale degli
omicidi di mafia, condannato a 5 ergastoli
nel maxi processo “Cartagine”.
Veniva utilizzato, inoltre, come discarica
abusiva di rifiuti edili. Dopo la confisca
il bene è stato completamente vandalizzato e
numerosi volontari hanno offerto il loro
lavoro gratuito per realizzare la “prima
vendemmia della legalità”, pulire il
sito, separare e differenziale i vari
materiali sparsi disordinatamente
sull’asfalto. A testimoniare il duro lavoro
svolto dai volontari provenienti da tutta
Italia, una grande piramide di pedane in
legno e di mattoni vari si erge fiera e
nobile nel silenzio di campi sterminati. I
ragazzi della Cooperativa hanno in mente di
realizzare una fattoria didattica per
destinare i 7 ettari di terreno ed i 40
alberi di ciliegio a fini educativi,
coinvolgendo le scuole nelle attività di
realizzazione dei prodotti agroalimentari. A
coronare la giornata, l’allegra semina dei
piselli realizzata dai bambini in tre letti
di terreno, predisposti dagli operatori
della cooperativa “Alter Eco”, con
l’auspicio del Coordinatore provinciale di
Libera, Mimmo Di Gioia, di “coltivare
dentro di sé, sin da piccoli, la cultura
della legalità e di veder crescere i suoi
semi in ogni gesto e comportamento.”.
Mettere le ali ai legami sociali, legando
sogno e concretezza, non è solo una chimera
se adulti e bambini seminano rispetto, cura
e fiducia nel futuro, se tutti insieme
lottiamo ad aneliamo all’ affrancamento dai
soprusi e dalle ingiustizie.
Perché “Leg(ali) al sud” è
possibile.