IL CAMPANILE
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La condizione dell'edilizia scolastica |
Dopo gli ultimi accadimenti di lunedì 9
gennaio 2012 il crollo di un pezzo di
soffitto in aula all’istituto superiore “C.
Poerio” di Foggia e l’evacuazione di 4
classi al Liceo Classico “De Santis”
di Manduria, Francesco Pagliarulo,
Coordinatore UDS Puglia, Dirigente Nazionale
Unione degli Studenti, Silvia
Carrozzo, Responsabile
Organizzazione UDS Puglia, Dirigente
Nazionale Unione degli Studenti ed
Amedeo Grimaldi dell’Esecutivo UDS
Puglia, in un comunicato stampa a firma
congiunta hanno dichiarato: “Lo scorso
lunedì, 9 gennaio 2012, abbiamo dovuto
constatare, ancora una volta, quanto sia
pessima la condizione degli istituti
scolastici pugliesi. Nell'Istituto di
Istruzione Superiore ''C. Poerio'', a
Foggia, si è sfiorata la tragedia per la
caduta di un pezzo del soffitto dell'aula,
fortunatamente lo studente che si sarebbe
potuto trovare sotto il pezzo di soffitto
crollato era assente. A Manduria invece sono
state evacuate 4 classi del Liceo Classico
“De Santis” a causa della scarsa sicurezza
delle stesse. Le classi sono state
trasferite in alcuni locali dell'Istituto
“Don Bosco”, tra l'altro privi di
riscaldamento.
I fatti di lunedì scorso mostrano a tutti,
ammesso che non fosse già lampante, quanto
sia critica la situazione dell'edilizia
scolastica in Puglia. Sembra assurdo che le
istituzioni continuino ad ignorare tale
emergenza. I finanziamenti messi in campo da
regione e province risultano ad ora
assolutamente insufficienti, considerata la
gravità della situazione. Come Unione degli
Studenti Puglia chiediamo al più presto un
impegno finanziario molto più forte da parte
delle istituzioni, affinché non si debba
giungere alla tragedia, sfiorata ieri a
Foggia, per accorgersi dell'importanza di
questo tema.
Intanto sia su Foggia che a Manduria si
preannunciano delle mobilitazioni da parte
degli studenti. La nostra organizzazione da
tempo sta portando avanti un report della
condizione dell'edilizia scolastica, oltre
che una diffusa azione vertenziale, tuttavia
spesso ci scontriamo con il disinteresse o
l'incapacità di dare risposte concrete delle
istituzioni. Ci aspettiamo un repentino
cambio di tendenza, affinché il nome della
nostra campagna sull'edilizia scolastica
"Sicuri di Morire" non si trasformi in una
cruda realtà.”.
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