Aggiornamento 17 gennaio 2012
La società italiana, nonché europea, è molto preoccupata per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria
dei servizi pubblici

  Piccoli malati e
grande malattia:
l’autismo

di Felice Previte

A  Spesso e volentieri si sente parlare di autismo, un deficit cognitivo, una difficoltà di comprendere il linguaggio degli altri, al contrario il mutismo dove il paziente scegli alcune persone con cui comunicare.
Per quanto in piccolo, mi permetto di esprimere un pensiero in cui il mondo medico ritiene che l’autismo comporta il disturbo interessante la funzione celebrale, la cui patologia evidenzia una non impossibile diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione.
La società italiana, nonché europea, è molto preoccupata per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria dei servizi pubblici inerenti la salute ed in particolare il disagio mentale nelle cui “viscere” contempla anche l’autismo.
I dati statistici nella “materia” anche se possono sollevare dubbi o perplessità sulla loro autenticità, non possono farci disconoscere che buona parte di disabili fisici insistono nelle famiglie come pure una vasta percentuale di malati psichici gravano sulla società in genere, ma che costituiscono una verità, una fondamentale dimostrazione di questo grave disagio sociale che ci deve richiamare alla realtà.
L’Istat informa che ogni anno 235 bambini di età compresa tra 0 e 12 anni vengono ricoverati con disturbi mentali ed in medicina la vasta gamma di malattie che possono colpire la mente di un bambino viene suddivisa in due grandi categorie : quella della nevrosi e turbe psichiche non psicotiche e quella della psicosi.
Un bambino con carenze affettive da parte di uno od entrambi i genitori può presentare nevrosi (facile irritabilità, difficoltà motorie, totale carenza di fiducia negli adulti, paure d andare a scuola, stare con i coetanei) sono sintomi di turbe psichiche di tipo non psicotico, mentre nella psicosi rientrano quelle malattie del sistema nervoso dovute a cause congenite (nascita prematura, difficoltà respiratorie fino all’asfissia o che subisce lesioni celebrali al momento della nascita).
Tra le psicosi dell’età infantile più diffuse c’é l’autismo che colpisce, secondo alcune statistiche, 2 bambini su 1000, alla cui origine viene definito quale deficit cognitivo che si sostanzia in una difficoltà di comprendere il linguaggio degli altri.
Insomma siamo nel campo dei disturbi gravissimi anche se vi è una quasi generale tendenza da parte dei genitori a sottovalutare tale comportamento.
Sarebbe giusto spendere le risorse di bilancio in difesa dei poveri o dei più deboli, ma le leggi finanziarie, caro Professore Monti, gli orientamenti legislativi non sono verso queste necessità e questo ci sgomenta perché non vediamo alcuna uscita da quel tunnel tenebroso costituito dalla carenza di iniziative in favore dell’assistenza psichiatrica da ben 34 anni suonati.
La politica, cari Professori Ministri, non è una pia illusione, ma come tutte le illusioni lasciano il posto alla delusione.

 

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