IL CAMPANILE

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Piccoli
malati e grande malattia: l’autismo |
di Felice Previte
A Spesso e volentieri si sente parlare
di autismo, un deficit cognitivo, una
difficoltà di comprendere il linguaggio
degli altri, al contrario il mutismo dove il
paziente scegli alcune persone con cui
comunicare.
Per quanto in piccolo, mi permetto di
esprimere un pensiero in cui il mondo medico
ritiene che l’autismo comporta il disturbo
interessante la funzione celebrale, la cui
patologia evidenzia una non impossibile
diminuzione dell’integrazione sociale e
della comunicazione.
La società italiana, nonché europea, è molto
preoccupata per la carenza di interventi di
natura legislativa, finanziaria e sanitaria
dei servizi pubblici inerenti la salute ed
in particolare il disagio mentale nelle cui
“viscere” contempla anche
l’autismo.
I dati statistici nella “materia”
anche se possono sollevare dubbi o
perplessità sulla loro autenticità, non
possono farci disconoscere che buona parte
di disabili fisici insistono nelle famiglie
come pure una vasta percentuale di malati
psichici gravano sulla società in genere, ma
che costituiscono una verità, una
fondamentale dimostrazione di questo grave
disagio sociale che ci deve richiamare alla
realtà.
L’Istat informa che ogni anno 235 bambini di
età compresa tra 0 e 12 anni vengono
ricoverati con disturbi mentali ed in
medicina la vasta gamma di malattie che
possono colpire la mente di un bambino viene
suddivisa in due grandi categorie : quella
della nevrosi e turbe psichiche non
psicotiche e quella della psicosi.
Un bambino con carenze affettive da parte di
uno od entrambi i genitori può presentare
nevrosi (facile irritabilità, difficoltà
motorie, totale carenza di fiducia negli
adulti, paure d andare a scuola, stare con i
coetanei) sono sintomi di turbe psichiche di
tipo non psicotico, mentre nella psicosi
rientrano quelle malattie del sistema
nervoso dovute a cause congenite (nascita
prematura, difficoltà respiratorie fino
all’asfissia o che subisce lesioni celebrali
al momento della nascita).
Tra le psicosi dell’età infantile più
diffuse c’é l’autismo che colpisce, secondo
alcune statistiche, 2 bambini su 1000, alla
cui origine viene definito quale deficit
cognitivo che si sostanzia in una difficoltà
di comprendere il linguaggio degli altri.
Insomma siamo nel campo dei disturbi
gravissimi anche se vi è una quasi generale
tendenza da parte dei genitori a
sottovalutare tale comportamento.
Sarebbe giusto spendere le risorse di
bilancio in difesa dei poveri o dei più
deboli, ma le leggi finanziarie, caro
Professore Monti, gli orientamenti
legislativi non sono verso queste necessità
e questo ci sgomenta perché non vediamo
alcuna uscita da quel tunnel tenebroso
costituito dalla carenza di iniziative in
favore dell’assistenza psichiatrica da ben
34 anni suonati.
La politica, cari Professori Ministri, non è
una pia illusione, ma come tutte le
illusioni lasciano il posto alla delusione.
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