Aggiornamento 18 gennaio 2012
MNLF, Movimento Nazionale Liberi Farmacisti

  Vergognosa campagna a difesa del monopolio della farmacia

"Senza alcun ritegno", è il commento del Presidente del MNLF, Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Vincenzo Devito, alla campagna comparsa ieri 17 gennaio 2012, su alcuni quotidiani nazionali a difesa della farmacia.
"Con la faccia di una persona anziana e il titolo “Brave Heart”, cuore coraggioso, dicono dal MNLF, i titolari di farmacia fanno leva sui sentimenti degli italiani per difendere in maniera subdola i propri privilegi. Una caduta di stile che la dice lunga sul livello culturale di questi monopolisti ad oltranza. Nella pubblicità si tenta di far credere che le persone anziane che abitano nei paesini più piccoli a seguito delle liberalizzazioni non troveranno più una farmacia a disposizione e dovranno fare un’ora di viaggio tra andata e ritorno per ottenere i propri farmaci. Una falsità grossolana perché questo è proprio ciò che accade sempre più spesso con l’attuale numero chiuso di farmacie.
Una pubblicità ingannevole che andrebbe posta sotto la lente dell’Autorità competente, non firmata se non da un indirizzo internet che riporta ad un sito la cui proprietà non è identificabile.
L’Autority per la pubblicità ha il dovere d’intervenire immediatamente
.".
"Questo tipo di comportamento, continuano dal MNLF, la dice lunga sul livello di scontro in atto, e come i mezzi finanziari a disposizione delle corporazioni riescano a distorcere la realtà.
Il Governo tenga conto di questi comportamenti e ponga la parola fine ad uno dei più forti monopoli in Italia. Aumentare il numero delle farmacie è giusto, ma senza la concorrenza, ovvero senza liberalizzazione dei farmaci di fascia C, tutto sarà come prima.
".
"Gli unici che avranno la peggio, concludono dal MNLF, saranno proprio i cittadini e tra questi persone come quelle a cui la pubblicità (comparsa ieri 17 gennaio 2012 a pagina 28 di Repubblica)fa riferimento: Beppe 81 anni, cardiopatico e con la pressione alta, costretto a pagare il massimo prezzo per i farmaci con obbligo di ricetta che il S.S.N. non gli concede in assistenza.".

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