IL CAMPANILE

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Cosa dice il Sindaco sui numerosi inceneritori a ridosso di Foggia? |
Il Comitato provinciale contro gli
inceneritori nella Provincia di Foggia
chiede una dichiarazione ufficiale al Primo
Cittadino del Comune di Foggia sulla
centrale a biomasse di Borgo Eridania (Rignano
Scalo) sottolineando in una nota inviata
agli organi d'informazione: "Sindaco,
Gianni Mongelli,
come Lei sa in seguito a puntuale
comunicazione da parte del nostro comitato,
nel novembre del 2011 l'assessorato allo
sviluppo economico della Regione Puglia ha
autorizzato nel territorio comunale del
capoluogo dauno, presso l'ex
zuccherificio di Borgo Eridania (Rignano
Scalo), l'ennesima "centrale a biomasse". Da
questa realizzazione, il suo Comune ricaverà
ogni anno 75.000 euro di compensazioni.
Proprio perché pensiamo che la salute non
sia una merce, il nostro coordinamento ha
già notificato ricorso al TAR, per i
molteplici e – a nostro avviso –
insormontabili difetti che il progetto porta
con sé, oltre al principio in sé che la
combustione produce ceneri e gas (nanoparticelle,
di cui Lei da ingegnere ambientale conosce
la potenziale pericolosità) che nemmeno i
moderni filtri possono fermare.
Lei sa anche che non è l'unico impianto in
costruzione o già costruito intorno a Foggia
(mentre La Fenice di Melfi continua
imperterrita la sua attività, si trova in
accensione l'impianto fra i borghi Tressanti
e Mezzanone, oltre alle centrali turbogas di
San Severo e di Candela e alla puzza
proveniente dagli impianti di Lucera).
Infatti, proprio due km a sud, sempre a
ridosso del torrente Salsola, è già stata
costruita un'altra centrale della Ecoenergia
Srl. che produrrà energia elettrica
prevalentemente da olio di palma in arrivo
dai mercati del sudest asiatico. In entrambi
i casi, i permessi (autorizzazioni uniche
regionali) sono stati adottati con procedure
semplificate grazie alla presunta "pubblica
utilità" riconosciuta agli impianti di
produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili, ma l'amministrazione comunale e
il servizio ambiente hanno espresso
consenso.
Le centrali a biomassa (quella all'ex
zuccherificio sarà alimentata
prevalentemente da sansa vergine, come
dichiarato dalla proponente) si distinguono
dagli inceneritori di rifiuti urbani, ai
quali sono del tutto simili nell'aspetto
nonché nella specifiche tecniche (caldaia e
ciminiera), soltanto per la diversità dei
combustibili adoperati. Tuttavia, nulla
esclude - anzi, è una prassi comune,
esattamente come già successo nel caso
dell'impianto del Gruppo Marcegaglia in agro
di Manfredonia -, che una sola
autorizzazione della Provincia o della
Regione sia sufficiente a variare in un
secondo tempo il tipo di materia prima
utilizzata, anche in considerazione della
scarsità di scarti vegetali e – viceversa,
purtroppo – dell'abbondanza della spazzatura
che produciamo nelle nostre abitazioni.
Per di più (senza nulla togliere ai
propositi dell'azienda proponente, che però
dichiara la "filiera corta" senza fornire un
fondamentale piano di approvvigionamento)
non va dimenticato l'uso improprio che è
stato fatto in passato di alcuni di questi
impianti, come per esempio a Pavia quello
del Dottor Scotti,
arrestato perché vi bruciava rifiuti
speciali e copertoni anziché semplici scarti
di lavorazione del riso, mettendo in
pericolo la salute della popolazione e
dell'ambiente.
A ciò si aggiunge, che non è affatto chiaro
se l'area dell'ex zuccherificio (soprattutto
le vasche) sia stata bonificata in
profondità o meno, con tutte le conseguenze
che potranno conseguire da questa condotta.
Infine, la cittadinanza non è mai stata
informata su tutti questi costruendi
impianti.
In attesa di una dichiarazione ufficiale del
Comune, forti dei dati degli studi medici e
ambientali prodotti dalle agenzie regionali
e dalla commissione europea - che permettono
di stimare un raddoppio dell'inquinamento
per la componente atmosferica in tutta la
"Pentapoli foggiana" (oltre al capoluogo,
Lucera, Manfredonia, Cerignola e San Severo)
e nel centro abitato di Foggia, grazie alla
contemporanea attivazione di un numero
indefinito di impianti in un'area inviduata
dal piano regionale della qualità dell'aria
come fascia C, cioè la peggiore con obbligo
di risanamento -, invitiamo
l'amministrazione comunale ad aderire e
promuovere nelle dovute sedi l'azione legale
e di informazione portata avanti da questo
coordinamento nell'interesse della
collettività di Foggia e della sua
provincia.".
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