IL CAMPANILE
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L’Unità d’Italia fa bene all’ambiente |
L’Unita d’Italia compie 150 anni e il WWF
Foggia la celebra facendo sventolare sul
proprio sito la bandiera italiana.
Per il WWF, l’unita d’Italia fa bene
all'ambiente che ha bisogno di una gestione
il più possibile omogenea: gli elementi
naturali, infatti, non riconoscono i confini
geografici e amministrativi. Si pensi, ad
esempio, all’aria e all’acqua che proprio
per la loro mobilità hanno la capacità di
veicolare ovunque le sostanze inquinanti.
I confini politici e amministrativi, osserva
il WWF, frazionando il territorio per ambiti
di competenza e modi diversi di governare,
mal si addicono alle esigenze di difesa
dell’ambiente.
Questa esigenza di uniformità nella tutela e
gestione degli ambienti naturali appare
ancora più evidente e pressante per gli
ambiti territoriali omogenei come un fiume,
una catena montuosa, un sistema costiero,
una pianura.
Indipendentemente dalla forma costituzionale
dello Stato, osserva ancora il WWF,
l'ambiente esige una gestione integrata
addirittura sovranazionale. È un’esigenza
,infatti, affermata a livello comunitario,
considerato che il IV programma d'azione
dell'Unione Europea asserisce: "gli
aspetti principali della politica ambientale
non devono più essere pianificati e
realizzati isolatamente da ciascun Paese:
sulla base di un piano comune a lungo
termine, i programmi nazionali in tali campi
devono essere coordinati e le politiche
nazionali rese omogenee all'interno della
Comunità.".
In Italia il problema della tutela
ambientale, tra mille carenze e omissioni,
si pone oggi con urgenza proprio perché si
stanno accentuando, nel nome del
decentramento a favore delle regioni
improntato alla fretta di dare una risposta
alle richieste federaliste, forme
differenziate di gestione per ambiti
territoriali invece omogenei.
I sostenitori del decentramento ritengono
che "potere e responsabilità devono
essere assegnati al livello più vicino a
quello dei problemi da affrontare e gestire;
la delega a livelli diversi, superiori, è
accettabile soltanto quando i problemi non
trovano la più efficace e razionale
soluzione al livello inferiore.".
Si deve perciò dimostrare, evidenzia il WWF,
che nelle questioni ambientali il livello
inferiore sia il più idoneo a rappresentare
l'interesse collettivo alle esigenze di
tutela. In Italia, purtroppo, è esattamente
il contrario. Gran parte della materia
ambientale è già delegata alle Regioni e
alle Provincie (cave, rifiuti,
paesaggi,scarichi, caccia, etc.) ed esiste
una larga documentazione sul fatto che le
deroghe e le inadempienze sono state
superiori alle applicazioni dei vincoli. Ne
sono un desolante esempio in provincia di
Foggia la bonifica di 100 ettari di zone
umide operata dal gruppo Amadori nella
riserva San Floriano a Zapponeta e
l'autorizzazione all'ampliamento di una cava
nel Parco Regionale del Bosco Incoronata a
Foggia: in entrambi i casi tutti i livelli
di controllo, comunale, provinciale e
regionale, sono saltati consentendo di
perpetrare dei veri e propri scempi
all'ecosistema senza che nessuno abbia
finora risposto per questo.
A questo proposito, il WWF ricorda che la
tutela ambientale è strettamente connessa
anche alla tutela della salute e
quest’aspetto è stato più volte richiamato
per contestare la costituzionalità di alcune
normative che, attribuendo alle Regioni
poteri autonomi rispetto ai limiti
d'inquinamento, creavano sul territorio
nazionale una diversa "esposizione"
dei cittadini agli stessi fattori
inquinanti. I cittadini, pur appartenendo
tutti allo stesso Stato, vedevano la propria
salute tutelata in modo diverso a seconda
della regione in cui abitavano.
Per il WWF, in questi anni di frenetico
dibattito sul decentramento, è mancata una
riflessione seria sulle competenze e il
ruolo dello Stato in campo ambientale. Il
WWF ha invece sempre chiesto che la materia
ambientale nel suo complesso, poiché
riguarda la qualità della vita di tutta la
comunità nazionale, sia (come la giustizia,
la difesa e la politica estera) riservata
integralmente alla potestà legislativa dello
Stato. Pur ammettendo la possibilità di
deleghe alle Regioni e agli altri enti
locali per specifici aspetti, solo in questo
modo si garantirebbe un'unitarietà di
procedure, di comportamenti, di parametri e
standard qualitativi e di uniformità, anche
rispetto agli impegni assunti in sede
internazionale.
Per queste e altre considerazioni, il WWF
Foggia, ritenendo che il problema della
sostenibilità e della difesa dell’ambiente
all'interno di uno Stato va gestito con un
approccio di solidarietà e non in forme
separatiste, ritiene essenziale aderire alle
celebrazioni dei 150 anni dell’unita
d’Italia e invita tutti a sventolare nel Web
la bandiera italiana.