IL CAMPANILE

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FEDERALISMO: la fiducia è uno schiaffo al Paese |
di Massimo Donadi
E alla fine fiducia fu, anche sul
Federalismo. La Lega, con i
venti di crisi della maggioranza in atto, va
all’incasso, fregandosene del Parlamento e
del contributo dell’opposizione e delle
autonomie locali. La fiducia è l’ennesimo
schiaffo al Parlamento, la dimostrazione
lampante che il governo è sempre più debole
e diviso. Hanno il terrore del voto in Aula
e rifuggono il dibattito ed in confronto
come la peste perché sanno bene di non
essere più maggioranza, né in Parlamento, né
nel Paese.
Nell’anno in cui si festeggiano i 150 anni
d’Italia, si pongono le basi per la più
grande bufala nella storia di questa
Repubblica. Perché questo provvedimento così
come strutturato ed impostato, una sorta di
ossessione della Lega da rivendere
nei loro gazebo al rito delle ampolle
celtiche, non solo non ridurrà le tasse ma
le aumenterà. A cominciare dalla tassa di
soggiorno fino alla nuova Imu, che
raddoppierà il costo dell’Ici per le
imprese, per gli artigiani, per i
commercianti ed i semplici cittadini.
Le dichiarazioni fatte in Aula dal ministro
Calderoli, come il
superamento della spesa storica,
l’autonomia, un federalismo fatto per unire
e non per dividere, sono balle mascherate da
belle intenzioni perché questa riforma,
fatta solo per piantare la bandierina del
federalismo prima che muoia Sansone con
tutti i filistei, altro non è che una
forzatura in salsa padana, con il solo
concreto effetto di una ripartizione
territoriale delle imposte.
Cambiano il numero degli addendi, ma il
risultato non cambia: le imprese ed i
cittadini pagheranno sempre e comunque.
Sbaglia e mente il ministro Calderoli quando
dice che il federalismo è destinato a durare
negli anni ben al di là delle contingenze
politiche.
E’ una riforma miope, pasticciata e vuota,
affrontata per di più a colpi di fiducia,
un’inaccettabile ed irresponsabile forzatura
parlamentare. Svanite nel nulla i passaggi
chiavi per una riforma davvero storica ed
importante che avrebbe lasciato il segno.
Nessuna traccia di responsabilità dei
territori, o della improcrastinabile
diminuzione dell’imposizione fiscale o della
fondamentale riaffermazione del principio
dell’unità nazionale.
Ancora una volta, una riforma che avrebbe
potuto davvero essere epocale per il Paese
viene sacrificata sull’altare della tenuta
di questo governo traballante, di un morto
che cammina.
Il federalismo, occasione storica per
cambiare davvero il volto di questo Paese,
oggi è stato svenduto per quattro soldi, è
diventato merce di scambio per salvaguardare
il premier dai suoi processi.
Altro che riforma epocale. Se tu dai una
cosa a me, il federalismo, poi io do una
cosa a te: il salvacondotto per i tuoi
processi.