Aggiornamento 2 marzo 2011
REGIONE PUGLIA:

Intervento di Damone sulla
vicenda giudiziaria del sen. Tedesco

Pubblichiamo integralmente l’intervento del 1 Marzo 2011 nell’assise regionale del Consigliere de “La Puglia Prima di Tutto”, dr. Francesco Damone (nella foto), riguardante la richiesta d'arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità pugliese del senatore del PD, Alberto Tedesco, attualmente, autosospeso dai Democratici e facente parte del gruppo misto, in cui si sottolinea: “La vicenda giudiziaria che riguarda il Senatore Tedesco ed alcuni soggetti impegnati a vario titolo nel mondo della sanità pugliese ha consentito al Presidente Vendola non solo di prendere le distanze dalla sua stessa gestione (gli assessori, è noto e notorio, agiscono su mandato del Presidente, quali alter ego dello stesso), ma - con una forte dose di cinismo - ha scaricato ogni responsabilità sui malcapitati, onde egoisticamente apparire (perché solo di apparenza si tratta) l’unico politico pugliese pulito, onesto e al di sopra di ogni sospetto!
Vendola, infatti, ha dimenticato (o ha finto di dimenticare) che lo stesso oggi reietto Alberto Tedesco nel 2005 l’ha sostenuto sin dalle primarie, a fronte di un accordo politico sottoscritto dall’odierno Guru di Sel di nominarlo assessore alla Sanità.
Vendola sapeva benissimo che Tedesco garantiva il sostegno di buona parte degli ambienti di riferimento dell’ex PSI, nonché di buona parte degli ambienti da sempre vicini al politico socialista, specie in ambito sanitario: l’odierno intoccabile Governatore nasce da lì, da quell’ambiente che ne ha consentito l’elezione nella prima tornata elettorale, nella quale si è imposto di una incollatura sul concorrente uscente.
All’epoca i voti di Tedesco furono determinanti per sconfiggere Raffaele Fitto che aveva affrontato con serietà e responsabilità il problema della Sanità Pugliese!
Al tempo, però, i voti del bubbone sanitario (che già esisteva) e dei soggetti che facevano riferimento a quell’ambito politico, lobbistico e affaristico erano puliti e tutti buoni per sconfiggere Raffaele Fitto.
Oggi Vendola rinnega tutto questo e cinicamente si pone (o prova a porsi) al di sopra di ogni sospetto.
Che ipocrita!
Che utilitarista spregiudicato!
Invece di tacere e conservare un minimo di dignità e decoro Vendola ci ha propinato una conferenza stampa che è stata una autentica vergogna.
Probabilmente Vendola non si è mai reso conto (o ha finto di non essersi mai reso conto) che in questi sei disastrosi anni di governo esclusivamente suo (anche se per il tramite dei suoi assessori) la corruzione materiale e morale ha comportato conseguenze devastanti in tutti i settori operativi e produttivi della nostra povera Puglia.
In una regione dove non si muove foglia che Nichi non voglia, non possiamo accettare l’arroganza spocchiosa di un soggetto che - unica anima pura - rinnega amici, sodali e collaboratori facendoli apparire come disonesti e traditori.
Intanto, per la cronaca, riporto qui le dichiarazioni del Giudice De Benedictis inserite nell’articolo di Libero del 26/2/2011 - pag. 12 - ove dichiara testualmente: “… la procura fa valere per questi indagati giudizi che non valgono per Vendola. Una medesima condotta di più persone viene valutata in modo diametralmente opposto, sostanzialmente sulla base di una valutazione psicologica diversa. Per Tedesco e Scoditti si tratta di abuso di ufficio, per Vendola no. Eppure alla base della diversa valutazione ci sono le medesime indagini”.
Ecco i due pesi e le due misure dei PM: “L’intento di Tedesco sarebbe stato quello di badare ai propri interessi personali ed economici, mentre il Governatore avrebbe agito soltanto spinto dal criterio dello spoil sistem”.
Come se questo fosse legale.
Nelle 316 pagine, poi, una parte viene riservata al dott. Francesco Sanapo che in seguito a pronunciamenti giudiziari di 1° e 2° grado ha avuto giustizia e ottenuto l’assoluzione.
Vendola, chiamato in procura, nega di aver parlato con Scoditti e nega che sia stato rimosso per motivi politici.
Peccato che le intercettazioni lo smentiscano insieme al suo pluripotenziario dottor Manna, archiviato anche lui.
Vendola nega perché quando la magistratura indaga conviene – forse - sempre negare, talvolta anche l’evidenza.
Secondo la stampa (sempre fonte giornale Libero): Tedesco e Manna, suo fedelissimo referente, giocano ai soldatini questo lo mettiamo qui e l’altro lo mettiamo là (pag. 21 dell’ordinanza) e Scoditti esegue come tutti.
Diceva, però, Vendola: “Intendo guardare alle qualità professionali e non alle tessere di partito. Basta con le Asl dirette esclusivamente sulla base di fedeltà politiche”.
Sono parole pronunciate il 29 luglio 2005, all’indomani dell’elezione dello stesso Nichi Vendola, o forse era un sosia.
D’altra parte la sicumera orgogliosa del Presidente Vendola, protetto dalla magistratura, si manifesta in tutta la sua evidenza quando invia una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura sull’operato del PM che ha osato indagare sulla sua persona immacolata.
Questa è un’altra caratteristica che accomuna i sepolcri imbiancati di sinistra: colpire e attaccare i giudici che osano indagare su di loro, osannandoli quando indagano sugli altri che – a fronte di tali indagini spesso infondate – divengono inadeguati, mostri, dimissionabili.
Così ha fatto D’Alema, così ha fatto Fassino, così ha fatto Vendola.
Il doppiopesismo, il garantismo a macchia di leopardo, la pagliuzza e la trave, sono questioni che hanno onestamente stancato tutti.
Io sono convinto che a parti invertite, se ci fosse stato un altro Presidente, la procura avrebbe mandato un autobus a prelevare tutta la giunta regionale!
Non così per l’innocente, intoccabile, casto e puro.
Ricordo che nel 1982, un magistrato, oggi parlamentare perché ricompensato dalla politica, ha fatto arrestare mezza Giunta Regionale Pugliese, poi prosciolta con formula piena anche dalla Cassazione.
Alcuni di quei politici ed amministratori sono deceduti per l’umiliazione e per la sofferenza e quel magistrato - su indicazione dei politici di sinistra del tempo (che poi, nella sostanza, sono gli stessi di oggi) voleva arrestare anche il Presidente di quella giunta, perché non poteva non sapere quel che i suoi assessori commettevano: evidentemente i tempi cambiano o la legge non è uguale per tutti!!!
Altro che Berlusconi!
”.

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