Aggiornamento 3 marzo 2011
Anche a Foggia parte la corsa verso la vittoria dei “Si”
ai due Referendum per l'Acqua pubblica


Si scrive acqua si legge Democrazia
2 sì per l’acqua Bene Comune


Sabato 5 marzo ore 12.00, presso la Sala Lettura del Ristorante in Fiera di Foggia viale Fortore 155 , Il comitato Acqua Bene Comune di Capitanata del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica ha convocato una conferenza stampa per lanciare la campagna referendaria e fare il punto sulla condizione di pericolo che vive la pubblicizzazione dei servizi ai cittadini. La manifestazione è il primo passo in provincia della campagna di informazione e sensibilizzazione per la vittoria dei “Si” ai 2 quesiti referendari sull'abrogazione delle leggi che consentono la privatizzazione dei servizi idrici, approvati lo scorso 12 gennaio dalla Corte Costituzionale. Sarà anche l'occasione per un aggiornamento in merito allo stato di avanzamento del percorso della Legge Regionale per la ripubblicizzazione dell’AQP.
Il dibattito prevede gli interventi dei Comitati di Capitanata e di tutte quelle forze sociali, sindacali e politiche che hanno aderito al comitato Promotore e che sono Parte integrante del Forum Italiano dei Movimenti per L’acqua
Il 12 Marzo 2011, invece, è prevista una manifestazione nazionale a Bari “ACQUA PUBBLICA SI VOTA SI per votare la legge per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese SI per sostenere il referendum sull’acqua bene comune SI per fermare il nucleare PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI per bloccare gli inceneritori e lo scempio del territorio per arrestare la privatizzazione del SAPERE e della CONOSCENZA
La manifestazione vuole portare all'attenzione  dei cittadini come in Italia, e in Europa, negli ultimi 15 anni le politiche liberiste dei governi che si sono susseguiti, indipendentemente dal loro colore, hanno portato ad una vera e propria privatizzazione dei beni comuni, compresa l’acqua. L’ultima fase, in senso cronologico, di questo processo è rappresentata dalla famigerata Legge Ronchi, che sancisce l’obbligatorietà di far entrare, almeno per il 40% dell’azionariato, soggetti privati nella gestione dei servizi idrici integrati.
Il referendum promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è lo strumento costituzionale di cui disponiamo per abrogare la legge Ronchi e avviare, successivamente, un percorso che porti alla effettiva ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. A tale riguardo è fondamentale la trasformare la forma giuridica da Società per Azioni (finalizzata all’interesse degli azionisti e che hanno per legge l’obiettivo di produrre un utile) a Soggetti di Diritto Pubblico (che hanno per legge l’obiettivo del pareggio in bilancio e di servire l’interesse generale).
In Puglia, l’acquedotto è una SpA (AQP Spa) a totale capitale pubblico (la Regione Puglia, cioè, ne detiene il 100% delle azioni). Questo comporta una schizofrenia per la quale l’AQP, per quanto di proprietà pubblica, è gestito secondo il diritto privato, e il pericolo costante che una parte delle azioni venga venduta ai privati. Rischio che si è corso il 25 febbraio del 2009, quando in consiglio regionale, l’allora capogruppo del Partito Democratico, Antonio Maniglio presentò una mozione per vendere una parte delle azioni ai privati. Per fortuna, tale mozione venne ritirata soprattutto grazie alla forte e costante mobilitazione dei Movimenti per l’acqua e della cittadinanza più in generale.
Nel giugno del 2009, dopo due anni di silenzio del Governo alle richieste di incontro, il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e la Regione Puglia avviarono, attraverso la nascita di un tavolo tecnico, l’iter che ha portato all’elaborazione, nel dicembre 2009, del disegno di legge per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese.
Il presidente Nichi Vendola e l’Assessore Amati si impegnarono a portare il DDL in Consiglio prima della fine della sua prima legislatura, ma non avvenne. In compenso, costruì la campagna elettorale per la sua rielezione alla presidenza della Regione, proprio sul tema “acqua pubblica”, impegnandosi a nome della sua coalizione a trasformare il DDL in Legge entro i primi 100 del suo nuovo Governo. Nichi Vendola e la sua coalizione sono stati rieletti a marzo del 2010 e oggi, a oltre un anno dal quel giorno, il ddl per ripubblicizzare l’Aqp giace ancora nelle commissioni competenti. E purtroppo, non è tutto: la maggioranza ha infatti partorito degli emendamenti che, se approvati, stravolgeranno il ddl originario, mettendo a rischio soprattutto la trasparenza, il principio di partecipazione nella gestione degli enti locali, e il quantitativo minimo vitale di acqua garantito ad ogni cittadino.
L’acqua, tuttavia, è solo la punta dell’iceberg della privatizzazione dei beni comuni promossa dalle politiche liberiste degli ultimi decenni che anno prodotto impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori, arricchendo solo piccoli gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.
"Per questo, fanno sapere dal comitato organizzatore, la manifestazione di sabato 12 marzo, avrà ad oggetto non solo la richiesta di portare in Consiglio il DDL sulla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese (nella sua versione originaria, senza emendamenti) ma anche la contrarietà alle politiche di privatizzazione dei saperi, della conoscenza, del territorio e, dunque, al nucleare, agli inceneritori, alle discariche  e l’avvio di un percorso comune per per la riappropriazione sociale di tutti beni comuni e la realizzazione di un modello di gestione trasparente, pubblico e partecipativo. Per la realizzazione di una politica partecipata, organizzata e dal basso. Per questo motivo questa manifestazione è costruita
con gli studenti medi e universitari e con tutti i comitati e gruppi territoriali che si battono contro gli inceneritori, ….. e si rivolge a tutti le donne e gli uomini di questa regione affinché esprimano la loro voce. UN’ALTRA ITALIA E POSSIBILE. QUI ED ORA.
".
Infine il 26 marzo 2011 è prevista la manifestazione nazionale a Roma “Vota SI ai referendum per l’acqua bene comune!SI per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni, dei diritti, della democrazia.".
Gli organizzatori, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ed il Comitato Referendario “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune, fanno sapere che sono oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini i sottoscrittori dei referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche, senza grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media. Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita dal pubblico o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.
"Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti, sottolineano dall'oeganizzazione, pensiamo che i referendum siano l’espressione più compiuta della democrazia attraverso i quali i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.".
"Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione. Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all'utilizzo delle fonti rinnovabili", dichiarano ancora dall'organizzazione e spiegano: "Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi. Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme."
"Per questo, concludono gli organizzatori, chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011. Una manifestazione aperta, allegra e plurale. Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune. E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora. Perché solo la partecipazione è libertà. Perché si scrive acqua e si legge democrazia.".

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