IL CAMPANILE
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Berlusconi come Gheddafi, bombe sulla RAI |
di Massimo Donadi
Occupare e bombardare. Metodo
Gheddafi per eliminare gli spazi di
libertà ancora esistenti nella televisione
pubblica. Come il dittatore libico,
Berlusconi, attraverso i suoi
sgherri che non conoscono vergogna,
utilizza la tattica militare per scardinare
gli avamposti della libertà d’informazione
che ancora resistono. L’ultima trovata è la
par condicio alternata.
Una boiata pazzesca, per dirla alla
Fantozzi.
Per giustificare queste proposte pazzesche,
il Pdl è costretto ad arrampicarsi
sugli specchi, accampando giustificazioni
talmente ridicole e pazzesche che offendono
l’intelletto. Prendiamo, per esempio, l’intervista
di Luca Telese ad
Alessio Butti, il componente
della vigilanza che ha proposto la par
condicio alternata. Incalzato dalle domande,
arriva a dire che il nuovo programma di
Giuliano Ferrara, Radio
Londra, bilancia il programma di
Enzo Biagi. Come voi tutte
sapete il grande giornalista (anche lui
epurato ai suoi tempi con perché sgradito a
Berlusconi) non va in onda da 9 anni. Anche
perché, purtroppo, non c’è più ed ha
lasciato un grande vuoto. La sua saggezza,
come quella di Indro Montanelli,
sarebbe stata essenziale in questi anni. Per
arrestare la barbarie di questo governo che,
ormai, è più culturale che politica.
La situazione in Rai è sotto gli occhi di
tutti.
Non serve essere esperti di comunicazione
per capire che bavaglio e censura esistono,
che non si può e non si deve parlare di
alcuni temi (crisi economica e processi di
Berlusconi in primis) e se lo si fa, tutto
deve essere messo in una luce favorevole al
governo. Anche a costo di mistificare,
occultare, nascondere, falsificare…
C’è bisogno di una nuova stagione per la
televisione pubblica, che questa dirigenza
nominata da Berlusconi sta tentando di
sfasciare. La stagione dell’inganno e della
distrazione di massa non durerà in eterno,
anzi, è quasi alla fine. Berlusconi è,
politicamente, alla fine del suo ciclo.
La libertà d’informazione, il pluralismo,
sono valori non barattabili. Per questo
invito tutte le forze dell’opposizione e
tutte le realtà democratiche del Paese a
fare una grande battaglia comune di
democrazia e di libertà per la difesa
dell’Art. 21 della nostra Costituzione.
Partecipando alla manifestazione del 12
marzo in difesa della Carta.