Aggiornamento 24 marzo 2011
RAPPORTO ALMALAUREA 2011:

 Università di Foggia, laureati e lavoro 


Il XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto a livello nazionale 400mila laureati, conferma un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà seppure con un’intensità minore rispetto a quella dell’anno passato. Persiste dunque la crisi, in un contesto in cui i segnali di ripresa dell’economia a livello mondiale vedono l’Italia con tassi di crescita più ridotti; permangono così forti incertezze sulle prospettive dell’occupazione e particolarmente sugli squilibri che penalizzano le donne, il Mezzogiorno e, soprattutto, i giovani.
Un motivo in più – commenta Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea - per sottolineare che sarebbe un errore imperdonabile sottovalutare la questione giovanile o tardare ad affrontarla; non facendosi carico di quanti, anche al termine di lunghi, faticosi e costosi processi formativi, affrontano crescenti difficoltà ad affacciarsi sul mercato del lavoro, a conquistare la propria autonomia, a progettare il proprio futuro”.
In questo contesto, conclude il professore di Statistica, “la laurea rimane comunque un investimento, che garantisce nell’arco della vita più occupazione e guadagni migliori. Un investimento necessario per scommettere sullo sviluppo del Paese”.
Cosa avviene per i laureati dell’Università di Foggia nell’ingresso nel mondo del lavoro?
L’indagine ha riguardato complessivamente quasi 1.500 laureati dell’Università di Foggia. La sintesi qui riportata riguarda: 910 laureati triennali e 165 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Foggia nel 2009 e intervistati dopo un anno; 199 laureati pre-riforma del 2005, intervistati dopo cinque anni.
L’analisi deve considerare la situazione del Mezzogiorno e il divario, dal punto di vista occupazionale, tra Nord e Sud: a cinque anni dalla laurea tra i laureati residenti al Nord il tasso di occupazione è pari all’87%, contro il 74% rilevato tra i colleghi del Sud. Per i titoli di primo livello la prosecuzione degli studi con la laurea specialistica contraddistingue in particolare i laureati del Sud, i quali risultano iscritti ad un corso di secondo livello, indipendentemente dalla condizione lavorativa, nella misura del 60% (contro il 52% del Nord).
Infine, occorre contestualizzare l’analisi sui laureati tenendo conto delle condizioni economiche del territorio di riferimento: complessivamente il tasso di disoccupazione giovanile del 2009 a Foggia è del 41,5%, il più alto tra le Province pugliesi; in Puglia è del 32,6% (è il 36% nel Mezzogiorno, il 25% in Italia).
Cosa succede ai laureati dell’Università di Foggia del 2009 alla prova del lavoro?
L’indagine ha coinvolto, con tassi di risposta elevatissimi, tra l’89% e il 91%, 910 laureati triennali e 165 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Foggia nel 2009 e intervistati dopo un anno, nel 2010.
Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali dell’Università di Foggia è pari al 45%, un valore di poco inferiore alla media nazionale (46%). In particolare, il tasso di occupazione è elevatissimo per i laureati nelle Professioni sanitarie (73%), che hanno il peso maggiore all’interno dell’Ateneo (oltre un terzo dei laureati triennali).
Tra gli occupati triennali dell’Università di Foggia, il 31% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 14% coniuga la laurea specialistica con il lavoro. Chi continua gli studi con la laurea specialistica è il 48%: il 34% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, il 14% studia e lavora. 17 laureati triennali di Foggia su cento non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro.
Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 38 laureati su cento di primo livello di Foggia, poco meno della media nazionale (39%). Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) coinvolge 46 laureati su cento di Foggia; è il 43% nel complesso dei laureati.
Il guadagno (sintesi tra chi lavora esclusivamente, la maggioranza, e chi studia e lavora) si attesta su valori di poco inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello di Foggia guadagnano 957 euro mensili netti contro 982 euro del complesso.
L’analisi deve tenere conto che si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro.
Cosa avviene, dunque, ai laureati specialistici a un anno dalla laurea?
A dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 44%; un valore inferiore alla media nazionale del 56%. Il 9% dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 16%). Chi cerca lavoro è il 47% dei laureati specialistici di Foggia, contro il 28,5% del totale laureati. A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 33 laureati su cento dell’Università di Foggia, un valore di poco inferiore alla media nazionale (35%). Il lavoro atipico coinvolge il 44% dei laureati specialistici di Foggia, poco più della media nazionale. Il guadagno è inferiore alla media nazionale: 838 euro mensili netti, contro i 1.078 del complesso dei laureati specialistici.
Tendenze del mercato del lavoro nel medio periodo:esiti occupazionali a tre e cinque anni dal titolo
Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neo-laureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano.
I laureati dell’Università di Foggia del 2005 (sono 199 laureati pre-riforma quelli indagati, con un tasso di risposta del 73%), intervistati dopo cinque anni raggiungono un tasso di occupazione del 72%. La stabilità coinvolge il 69,5% dei laureati e il guadagno arriva a 1.199 euro mensili netti; a livello nazionale è di 1.312.
I dati diffusi dal XIII rapporto Alma laurea offrono una visione chiara di quanto la disoccupazione giovanile nel nostro Paese e, in particolare, al Sud, abbia raggiunto livelli davvero allarmanti", ha dichiarato il rettore Giuliano Volpe , che ha sottolineato: "La mancanza di lavoro è senza dubbio il problema principale da risolvere per poter pensare ad una reale ripresa del nostro Paese in un momento di grave crisi economica come quello attuale. In tale contesto la ridefinizione di un nuovo e più integrato rapporto tra sistema formativo e mondo del lavoro è fondamentale. Per rispondere a questa esigenza negli ultimi anni abbiamo promosso una serie di attività volte ad assistere i nostri studenti nelle tappe fondamentali del percorso formativo culturale e professionale, prestando particolare attenzione alla fase di passaggio dall'università al mondo del lavoro. Oltre ad aderire ad importanti progetti come il programma Formazione e Innovazione per l'Occupazione (FIxO) promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per facilitare i nostri laureati nella difficile transizione dal mondo dell’istruzione e della formazione a quello del lavoro abbiamo implementato alcuni fondamentali servizi (orientamento, counselling, career day, placement, tirocini formativi, stage) che mirano a favorire da un lato l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, agevolando le imprese e gli enti nella ricerca di personale qualificato, e dall’altro una migliore comprensione delle reali esigenze del mercato del lavoro elemento indispensabile nella formulazione di efficaci proposte formative.

 

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