IL CAMPANILE
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Università di Foggia, laureati e lavoro |
Il XIII Rapporto AlmaLaurea sulla
condizione occupazionale dei laureati, che
ha coinvolto a livello nazionale 400mila
laureati, conferma un quadro occupazionale
complessivamente in difficoltà seppure con
un’intensità minore rispetto a quella
dell’anno passato. Persiste dunque la crisi,
in un contesto in cui i segnali di ripresa
dell’economia a livello mondiale vedono
l’Italia con tassi di crescita più ridotti;
permangono così forti incertezze sulle
prospettive dell’occupazione e
particolarmente sugli squilibri che
penalizzano le donne, il Mezzogiorno e,
soprattutto, i giovani.
“Un motivo in più – commenta
Andrea Cammelli, direttore
di AlmaLaurea - per sottolineare che
sarebbe un errore imperdonabile
sottovalutare la questione giovanile o
tardare ad affrontarla; non facendosi carico
di quanti, anche al termine di lunghi,
faticosi e costosi processi formativi,
affrontano crescenti difficoltà ad
affacciarsi sul mercato del lavoro, a
conquistare la propria autonomia, a
progettare il proprio futuro”.
In questo contesto, conclude il professore
di Statistica, “la laurea rimane
comunque un investimento, che garantisce
nell’arco della vita più occupazione e
guadagni migliori. Un investimento
necessario per scommettere sullo sviluppo
del Paese”.
Cosa avviene per i laureati dell’Università
di Foggia nell’ingresso nel mondo del
lavoro?
L’indagine ha riguardato complessivamente
quasi 1.500 laureati dell’Università di
Foggia. La sintesi qui riportata riguarda:
910 laureati triennali e 165 laureati
specialistici biennali usciti
dall’Università di Foggia nel 2009 e
intervistati dopo un anno; 199 laureati
pre-riforma del 2005, intervistati dopo
cinque anni.
L’analisi deve considerare la situazione del
Mezzogiorno e il divario, dal punto di vista
occupazionale, tra Nord e Sud: a cinque anni
dalla laurea tra i laureati residenti al
Nord il tasso di occupazione è pari all’87%,
contro il 74% rilevato tra i colleghi del
Sud. Per i titoli di primo livello la
prosecuzione degli studi con la laurea
specialistica contraddistingue in
particolare i laureati del Sud, i quali
risultano iscritti ad un corso di secondo
livello, indipendentemente dalla condizione
lavorativa, nella misura del 60% (contro il
52% del Nord).
Infine, occorre contestualizzare l’analisi
sui laureati tenendo conto delle condizioni
economiche del territorio di riferimento:
complessivamente il tasso di disoccupazione
giovanile del 2009 a Foggia è del 41,5%, il
più alto tra le Province pugliesi; in Puglia
è del 32,6% (è il 36% nel Mezzogiorno, il
25% in Italia).
Cosa succede ai laureati dell’Università di
Foggia del 2009 alla prova del lavoro?
L’indagine ha coinvolto, con tassi di
risposta elevatissimi, tra l’89% e il 91%,
910 laureati triennali e 165 laureati
specialistici biennali usciti
dall’Università di Foggia nel 2009 e
intervistati dopo un anno, nel 2010.
Il tasso di occupazione dei neolaureati
triennali dell’Università di Foggia è pari
al 45%, un valore di poco inferiore alla
media nazionale (46%). In particolare, il
tasso di occupazione è elevatissimo per i
laureati nelle Professioni sanitarie (73%),
che hanno il peso maggiore all’interno
dell’Ateneo (oltre un terzo dei laureati
triennali).
Tra gli occupati triennali dell’Università
di Foggia, il 31% è dedito esclusivamente al
lavoro, mentre il 14% coniuga la laurea
specialistica con il lavoro. Chi continua
gli studi con la laurea specialistica è il
48%: il 34% è impegnato esclusivamente nella
laurea specialistica, mentre, come si è
detto, il 14% studia e lavora. 17 laureati
triennali di Foggia su cento non lavorando e
non essendo iscritti alla laurea
specialistica, si dichiarano alla ricerca di
lavoro.
Il lavoro stabile (contratti a tempo
indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge,
a un anno dalla laurea, 38 laureati su cento
di primo livello di Foggia, poco meno della
media nazionale (39%). Il lavoro atipico
(contratti a tempo determinato,
collaborazioni, ecc.) coinvolge 46 laureati
su cento di Foggia; è il 43% nel complesso
dei laureati.
Il guadagno (sintesi tra chi lavora
esclusivamente, la maggioranza, e chi studia
e lavora) si attesta su valori di poco
inferiori alla media nazionale: a un anno
dalla laurea i laureati di primo livello di
Foggia guadagnano 957 euro mensili netti
contro 982 euro del complesso.
L’analisi deve tenere conto che si tratta di
giovani che nella maggioranza dei casi
continua gli studi, rimanda cioè al
post-laurea di tipo specialistico il vero
ingresso nel mondo del lavoro.
Cosa avviene, dunque, ai laureati
specialistici a un anno dalla laurea?
A dodici mesi dalla conclusione degli studi,
risulta occupato il 44%; un valore inferiore
alla media nazionale del 56%. Il 9% dei
laureati continua la formazione (a livello
nazionale è il 16%). Chi cerca lavoro è il
47% dei laureati specialistici di Foggia,
contro il 28,5% del totale laureati. A un
anno dalla laurea, il lavoro è stabile per
33 laureati su cento dell’Università di
Foggia, un valore di poco inferiore alla
media nazionale (35%). Il lavoro atipico
coinvolge il 44% dei laureati specialistici
di Foggia, poco più della media nazionale.
Il guadagno è inferiore alla media
nazionale: 838 euro mensili netti, contro i
1.078 del complesso dei laureati
specialistici.
Tendenze del mercato del lavoro nel medio
periodo:esiti occupazionali a tre e cinque
anni dal titolo
Le crescenti difficoltà occupazionali
incontrate dai giovani, neo-laureati
compresi, negli ultimi anni si sono
inevitabilmente riversate anche sui laureati
di più lunga data, anche se occorre
sottolineare che, col trascorrere del tempo
dal conseguimento del titolo, le performance
occupazionali migliorano.
I laureati dell’Università di Foggia del
2005 (sono 199 laureati pre-riforma quelli
indagati, con un tasso di risposta del 73%),
intervistati dopo cinque anni raggiungono un
tasso di occupazione del 72%. La stabilità
coinvolge il 69,5% dei laureati e il
guadagno arriva a 1.199 euro mensili netti;
a livello nazionale è di 1.312.
“I dati diffusi dal XIII rapporto Alma
laurea offrono una visione chiara di quanto
la disoccupazione giovanile nel nostro Paese
e, in particolare, al Sud, abbia raggiunto
livelli davvero allarmanti", ha
dichiarato il rettore Giuliano Volpe
, che ha sottolineato: "La mancanza di
lavoro è senza dubbio il problema principale
da risolvere per poter pensare ad una reale
ripresa del nostro Paese in un momento di
grave crisi economica come quello attuale.
In tale contesto la ridefinizione di un
nuovo e più integrato rapporto tra sistema
formativo e mondo del lavoro è fondamentale.
Per rispondere a questa esigenza negli
ultimi anni abbiamo promosso una serie di
attività volte ad assistere i nostri
studenti nelle tappe fondamentali del
percorso formativo culturale e
professionale, prestando particolare
attenzione alla fase di passaggio
dall'università al mondo del lavoro. Oltre
ad aderire ad importanti progetti come il
programma Formazione e Innovazione per
l'Occupazione (FIxO) promosso dal Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali, per
facilitare i nostri laureati nella difficile
transizione dal mondo dell’istruzione e
della formazione a quello del lavoro abbiamo
implementato alcuni fondamentali servizi
(orientamento, counselling, career day,
placement, tirocini formativi, stage) che
mirano a favorire da un lato l’incontro tra
domanda e offerta di lavoro, agevolando le
imprese e gli enti nella ricerca di
personale qualificato, e dall’altro una
migliore comprensione delle reali esigenze
del mercato del lavoro elemento
indispensabile nella formulazione di
efficaci proposte formative.”