Aggiornamento 9 agosto 2011
TUTTO E’ LECITO TRANNE CIO’ CHE NON E’ PROIBITO DALLA LEGGE 

   Analisi dei quattro pessimi punti del Governo per rilanciare il Paese 


Senza pensare troppo c’è una sola cosa da fare, mandare a casa questo governo, poiché qualsiasi cosa faccia fa peggiorare la situazione economica del Nostro Paese. Al TG3 delle 14:15 dello scorso 8 agosto, è stato riportato che l’Italia è stata “posta sotto osservazione” dall’UE e, praticamente, sotto tutela della BCE. Questo vuol dire che “STIAMO FALLENDO”. Che dire... siamo allibiti per quello che vorrebbero fare senza poterne discutere, come sarebbe giusto fare… a questo punto a cosa servano le Camere se non si può discutere nessun DDL. Occorre che tutta l’opposizione nessuna esclusa faccia sentire la propria voce, e se occorre battere i pugni in senso di protesta.
ma questo è un altro discorso... veniamo all'analisi dei quattro punti condividendo e proponendovi ciò che ha espresso in proposito l'on Felice Belisario, Presidente del Gruppo Parlamentare Italia dei Valori al Senato della Repubblica
ANTICIPO DEL PAREGGIO DI BILANCIO AL 2013 – Giusto, giustissimo, anzi meglio sarebbe stato anticipare al 2012, come le opposizioni avevano ripetutamente chiesto. Ma la manovra approvata qualche settimana fa deve cambiare radicalmente perché i saldi da raggiungere in due anni, invece che in tre, sono tutti a carico della parte più debole della società. O pagano anche quelli che hanno di più o ci ritroveremo di fronte a un conflitto sociale enorme con danni che non riusciremo a fronteggiare. Abbiamo presentato una contromanovra più equa e, se mi consentite, anche molto più efficace perché stimola la crescita tagliando gli sprechi e non i servizi, cominciando proprio dai costi della casta.
RIFORMA DEL LAVORO – E’ la piu demagogica e pericolosa di tutte le riforme annunciate. Lo statuto dei lavoratori è sicuramente datato, ha 40 anni, ma fu meditato e studiato per molti anni prima di essere varato nell’ormai lontano 1970. Questa volta lo vorrebbero rovesciare con un calzino in poche settimane, senza discussione, senza sentire esperti e giuslavoristi, nel cuore dell’estate. Schifani ha già fatto sapere che appena il governo varerà il provvedimento convocherà l’aula del Senato, in pieno agosto, per un rapido esame. Innanzi tutto una riforma di questo genere ha bisogno di un lavoro lungo in commissione, che non può esaurirsi neanche se si lavorasse da oggi fino alla fine del mese, tutti i giorni, Ferragosto compreso. Se Schifani volesse poi portare il provvedimento in aula senza prima un passaggio in commissione, sappia che ci opporremo con tutte le nostre forze. Dobbiamo riformare il lavoro e possibilmente renderlo migliore, non stilare un regolamento di condominio.
Attenzione, bisogna tenere la guardia altissima perché è in embrione un attacco formidabile ai diritti dei lavoratori in nome di una deregulation figlia dell’iperliberismo ideologico di questo governo. Una riforma del lavoro come è stata immaginata fino a ora dai vari Brunetta, Sacconi e Tremonti, rischia di essere un fantastico regalo a imprenditori senza scrupoli e una misura ulteriormente recessiva perché aumenterebbe ancora il precariato e diminuirebbe redditi e capacità di spesa dei lavoratori. Insomma, questo è il punto su cui dovremo maggiormente prestare attenzione e non avere fretta. Un restyling va fatto, ma di questi personaggi non mi fido. Una sana economia di mercato funziona solo con regole certe.
RIFORMA COSTITUZIONALE PER IL PAREGGIO DI BILANCIO – Tito Boeri su Repubblica di ieri e al tg3 delle 19 del 5 agosto ha espresso alcune perplessità su questa questione. La principale è relativa alla necessità, in alcuni momenti particolari, di dover sostenere i consumi con un lieve sforamento del debito. In questo caso sarebbe impossibile intervenire e il nostro Paese, qualora avesse questa esigenza, dovrebbe rinunciarvi e sprofondare ulteriormente nella fase recessiva. Non sono un economista, ma, ricordando i miei studi in contabilità di stato, mi sembra che quello di Boeri sia un rilievo importante. Gradirei che qualcuno dei soloni del governo rispondesse al professor Boeri. Finora nessuno lo ha fatto.
RIFORMA COSTITUZIONALE PER LA LIBERTA’ DI IMPRESA – Delle quattro proposte, è forse la riforma peggiore perché cambierebbe in un colpo solo la natura della nostra Costituzione: da laica e pluralista a ideologica e antisociale in nome di un iperliberismo che, laddove è stato applicato, negli Stati Uniti di Reagan e nella Gran Bretagna della signora Tatcher, ha prodotto soltanto danni e macelleria sociale senza risollevare (se non in minima parte in Gran Bretagna) l’economia di quei paesi. Ancora oggi quelle nazioni sopportano l’eredità di quel periodo che risale a ormai a oltre 20 anni fa.
Cambiare l’articolo 41 che prevede la funzione sociale dell’impresa per deregolamentare il mercato da ogni vincolo, va come al solito nella direzione di avvantaggiare il capitalismo parassitario a scapito dei lavoratori e degli uomini di impresa illuminati.
SENATORI ATTENZIONE: fate in modo che questi “stupratori della democrazia” e delle libertà, acquisite in anni di lotte, non abbiamo il sopravvento sulla pelle dei lavoratori, sulle famiglie, sui pensionati e futuri pensionamenti (70 anni è un’assurdità).


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