IL CAMPANILE
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Analisi dei quattro pessimi punti del Governo per rilanciare il Paese |
Senza pensare troppo c’è una sola cosa da
fare, mandare a casa questo governo, poiché
qualsiasi cosa faccia fa peggiorare la
situazione economica del Nostro Paese. Al
TG3 delle 14:15 dello scorso 8 agosto, è
stato riportato che l’Italia è stata “posta
sotto osservazione” dall’UE e,
praticamente, sotto tutela della BCE. Questo
vuol dire che “STIAMO FALLENDO”.
Che dire... siamo allibiti per quello che
vorrebbero fare senza poterne discutere,
come sarebbe giusto fare… a questo punto a
cosa servano le Camere se non si può
discutere nessun DDL. Occorre che tutta
l’opposizione nessuna esclusa faccia sentire
la propria voce, e se occorre battere i
pugni in senso di protesta.
ma questo è un altro discorso... veniamo
all'analisi dei quattro punti condividendo e
proponendovi ciò che ha espresso in
proposito l'on Felice Belisario,
Presidente del Gruppo Parlamentare
Italia dei Valori al Senato della
Repubblica
ANTICIPO DEL PAREGGIO DI BILANCIO AL
2013 – Giusto, giustissimo, anzi
meglio sarebbe stato anticipare al 2012,
come le opposizioni avevano ripetutamente
chiesto. Ma la manovra approvata qualche
settimana fa deve cambiare radicalmente
perché i saldi da raggiungere in due anni,
invece che in tre, sono tutti a carico della
parte più debole della società. O pagano
anche quelli che hanno di più o ci
ritroveremo di fronte a un conflitto sociale
enorme con danni che non riusciremo a
fronteggiare. Abbiamo presentato una
contromanovra più equa e, se mi consentite,
anche molto più efficace perché stimola la
crescita tagliando gli sprechi e non i
servizi, cominciando proprio dai costi della
casta.
RIFORMA DEL LAVORO – E’ la
piu demagogica e pericolosa di tutte le
riforme annunciate. Lo statuto dei
lavoratori è sicuramente datato, ha 40 anni,
ma fu meditato e studiato per molti anni
prima di essere varato nell’ormai lontano
1970. Questa volta lo vorrebbero rovesciare
con un calzino in poche settimane, senza
discussione, senza sentire esperti e
giuslavoristi, nel cuore dell’estate.
Schifani ha già fatto sapere che appena il
governo varerà il provvedimento convocherà
l’aula del Senato, in pieno agosto, per un
rapido esame. Innanzi tutto una riforma di
questo genere ha bisogno di un lavoro lungo
in commissione, che non può esaurirsi
neanche se si lavorasse da oggi fino alla
fine del mese, tutti i giorni, Ferragosto
compreso. Se Schifani volesse poi portare il
provvedimento in aula senza prima un
passaggio in commissione, sappia che ci
opporremo con tutte le nostre forze.
Dobbiamo riformare il lavoro e possibilmente
renderlo migliore, non stilare un
regolamento di condominio.
Attenzione, bisogna tenere la guardia
altissima perché è in embrione un attacco
formidabile ai diritti dei lavoratori in
nome di una deregulation figlia dell’iperliberismo
ideologico di questo governo. Una riforma
del lavoro come è stata immaginata fino a
ora dai vari Brunetta, Sacconi e Tremonti,
rischia di essere un fantastico regalo a
imprenditori senza scrupoli e una misura
ulteriormente recessiva perché aumenterebbe
ancora il precariato e diminuirebbe redditi
e capacità di spesa dei lavoratori. Insomma,
questo è il punto su cui dovremo
maggiormente prestare attenzione e non avere
fretta. Un restyling va fatto, ma di questi
personaggi non mi fido. Una sana economia di
mercato funziona solo con regole certe.
RIFORMA COSTITUZIONALE PER IL
PAREGGIO DI BILANCIO – Tito Boeri
su Repubblica di ieri e al tg3 delle 19 del
5 agosto ha espresso alcune perplessità su
questa questione. La principale è relativa
alla necessità, in alcuni momenti
particolari, di dover sostenere i consumi
con un lieve sforamento del debito. In
questo caso sarebbe impossibile intervenire
e il nostro Paese, qualora avesse questa
esigenza, dovrebbe rinunciarvi e sprofondare
ulteriormente nella fase recessiva. Non sono
un economista, ma, ricordando i miei studi
in contabilità di stato, mi sembra che
quello di Boeri sia un rilievo importante.
Gradirei che qualcuno dei soloni del governo
rispondesse al professor Boeri. Finora
nessuno lo ha fatto.
RIFORMA COSTITUZIONALE PER LA
LIBERTA’ DI IMPRESA – Delle quattro
proposte, è forse la riforma peggiore perché
cambierebbe in un colpo solo la natura della
nostra Costituzione: da laica e pluralista a
ideologica e antisociale in nome di un
iperliberismo che, laddove è stato
applicato, negli Stati Uniti di Reagan e
nella Gran Bretagna della signora Tatcher,
ha prodotto soltanto danni e macelleria
sociale senza risollevare (se non in minima
parte in Gran Bretagna) l’economia di quei
paesi. Ancora oggi quelle nazioni sopportano
l’eredità di quel periodo che risale a ormai
a oltre 20 anni fa.
Cambiare l’articolo 41 che prevede la
funzione sociale dell’impresa per
deregolamentare il mercato da ogni vincolo,
va come al solito nella direzione di
avvantaggiare il capitalismo parassitario a
scapito dei lavoratori e degli uomini di
impresa illuminati.
SENATORI ATTENZIONE: fate in modo che questi
“stupratori della democrazia” e
delle libertà, acquisite in anni di lotte,
non abbiamo il sopravvento sulla pelle dei
lavoratori, sulle famiglie, sui pensionati e
futuri pensionamenti (70 anni è
un’assurdità).