IL CAMPANILE

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Ospedali Psichiatrici Giudiziari:
perché prendere in giro il popolo? |
di Franco Previte
Gli ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG)
in numero di 6, sono strutture che dopo la
riforma del 1975 hanno sostituito i “manicomi
criminali”, tutt’ora dipendenti
dall’Amministrazione Penitenziaria e fino al
giugno 2010 contenevano circa 1500 detenuti,
il 28 luglio 2011 venivano posti agli onori
della cronaca in quanto il Servizio
Sanitario Nazionale ha disposto un
accertamento della loro “vitalità”.
(Notizia appresa dai TG Nazionali).
Domenica 20 marzo 2011 il programma RAI 3
(speriamo non in funzione politica) nella
rubrica “Presa diretta” ha mandato
in onda le terribili immagini a seguito del
lavoro compiuto dalla “Commissione
Parlamentare per il SSN “.
La “Commissione Parlamentare sul
Servizio Sanitario Nazionale”,
(formalizzata anche ai sensi dell’art.82
della Costituzione che in campo sanitario ha
lo stesso potere dell’Amministrazione
Giudiziaria) presieduta dal Senatore Ignazio
Marino, è stata costituita dal Senato della
Repubblica nel 2010 per conoscere la
situazione in cui “dimorano” gli “internati”
sottoposti alla detenzione ivi compreso i
detenuti ai quali devono essere ancora
accertate le infermità psichiche.
Sono questioni assai complesse e delicate
che avvolgono la qualità giuridica, etica o
squisitamente politica non risolvibili da
una “Commissione Parlamentare
d’Inchiesta”, ma solo di competenza
delle Camere Legislative.
Certo che per una Nazione che si definisce
civile e democratica ammettere e considerare
che la detenzione di persone la cui
infermità mentale è stata riconosciuta tale
- perché giudicate incapaci di intendere e
volere al momento in cui hanno compiuto un
reato - non dovrebbe tollerare pazienti che
necessitano di cure e siano invece detenuti
come qualsiasi recluso.
Dall’ “Indagine Parlamentare sul
Servizio Sanitario Nazionale” del
Senatore Ignazio Marino
condotta sui sei ospedali giudiziari
localizzati in diverse parti d'Italia -
dalla Sicilia alla Campania, dalla Toscana
alla Lombardia, passando per l'Emilia
Romagna - emerge un quadro tanto inquietante
quanto quello da recepire il degrado
vergognoso di queste realtà e che vengono
solo ora “scoperte” dopo ben 33
anni della loro sopravvivenza, in quanto la
legislazione sulla tematica mentale non ha
distinto il malato mentale responsabile di
atti criminosi da quelli relativamente
innocui, come stabilito da Codice Rocco (
ricovero in manicomio criminale).
Ma la “Commissione d'Inchiesta” del
Senato della Repubblica non ha voluto
fermarsi all'apparenza e così, dopo aver
visitato le strutture, ha redatto un “Documento”
nel quale viene evidenziato il prolungarsi
dei tempi di detenzione oltre quelli
programmati (come aveva esposto e
relazionato molto bene nel 2005 il “Commissario
Europeo per i Diritti Umani”.
Il “Documento Marino”, come al
solito, non è l’ ultimo e non strettamente
vincolante sulla situazione della malattia
mentale in Italia, ma per gli Ospedali
Psichiatrici Giudiziari “è iniziato da
alcuni anni un processo di progressiva
dimissione”.
(Documento conclusivo della Commissione
Parlamentare di Inchiesta “Sullo stato
dell’assistenza psichiatrica in Italia”.
Legislatura 14° Resoconto Sommario - Senato
della Repubblica n.312 del 1.2.2006).
Siamo proprio stranieri nella nostra Patria
o siamo forieri di notizie non vere ? Ma
perché prendere in giro il popolo!
Secondo quanto riportato dal “Documento”
per alcune unità è stata prevista una
proroga della pena, per solo 5 sono stati
ritenuti socialmente pericolosi, altri non
sono stati liberati perché non hanno un
progetto terapeutico, non hanno famiglia che
li accolga, o un ASL che li possa assistere.
( Non è eccessivo pensare che per gli
stranieri l’assistenza sanitaria è molto “positiva”,
mentre per i cittadini italiani è molto “arida”.)
“Gli ospedali psichiatrici giudiziari,
pur ospitando e seguendo psicologicamente
gli internati, sono malgrado tutto dei
centri penitenziari, gestiti
dall’amministrazione giudiziaria." E’
pertanto inconcepibile e inaccettabile, a
mio avviso, che delle persone siano
costrette a restare in una struttura
carceraria perché mancano posti all’esterno,
(punto 117 del Rapporto dr.Alvaro Gil-Robles
“Commissario Europeo per i Diritti Umani”
sulla sua visita in Italia 10/17 giugno
2005, CommDH (2005) 9 Strasburgo 14 dicembre
2995. Una “lectio schola aliquem auditum
ire” (imparare la lezione) davvero
esemplare !
Le condizioni igieniche vergognose, sempre
secondo quel “Documento Marino”,
ritenute inammissibili, tra altre, sono in
breve ad esempio, “tre metri quadro”
di spazio per ogni detenuto, “acqua
ghiacciata da bere sotto il water” “affollamento
in stanze ridotte” ed altre “anomalie”
irripetibili seppur vere, insomma una
situazione disumana che il rispetto per cani
e gatti resta ed è superiore a quello che
avviene in questi lager, “cose!”,
ripeto, conosciute da ben 33 anni, che ci
fanno accapponare la pelle ri-conoscerle
solo ora ! Ma dove è stata la politica e la
Sanità in tutti questi anni ?
Perché a seguito di tutta questa “movimentazione”,
di questo “bailame”, di questa “visione”
semipolitica, gli Ospedali
Psichiatrici Giudiziari continuano ad essere
in vita ?
Il Senatore Marino lancia un appello
affinché le realtà sanitarie presenti sul
territorio collaborino per permettere, a chi
ne ha il diritto, di lasciare quei luoghi da
incubo: “Raccogliere i primi dati non è
stato per niente semplice: reticenze,
diffidenze, inesattezze hanno scandito le
prime settimane di lavoro soprattutto negli
Opg più degradati. Ci sono, tuttavia, realtà
come quella di Reggio Emilia dove gran parte
dei dimissibili hanno già lasciato la
struttura. Speravamo di poter fare molto e
al più presto, ma abbiamo bisogno di
collaborazione delle realtà regionale e non
dobbiamo tollerare degrado e condizioni di
vita incompatibili con il più elementare
rispetto della dignità.”.
Ma chi le fa le leggi-quadro ? ( Art.70 e
seg.ti della Costituzione Italiana !).
E’ necessario, nonché impellente, ricordare
che la legge 180/1978, la famosa legge
Basaglia, ha voluto abolire
i “manicomi” priva del Regolamento
d’Applicazione, ha attivato poche strutture
residenziali alternative previste dai vari “Progetti-Obiettivi
di salute mentale”, ma non ha
migliorato le condizioni dei malati, così
come la legge 833 ( che garantisce
l’universalità delle cure ai malati di
mente), non ha “chiuso” questi
Ospedali Psichiatrici Giudiziari in
contrasto con il dettami costituzionali,
contro la stessa legge, contro il Piano
Sanitario 2003-2005 contro i vari
Provvedimenti Legislativi e che non ha
adeguato la normativa penale a quella civile
per i 6 OPG.
Purtroppo oggi si continua a dare ampia
rilevanza al superamento dei “manicomi”,
rispetto alla gravità dei malati sul
territorio ed alle priorità come nel caso in
esame.
I malati, anche quelli in OPG, sono soli e
questa situazione urgente ed irrevocabile ha
una sua drammatica attualità e riscontri
tragici.
Il problema, al di là di condizioni
etico-giuridiche-sociali riscontrate da
quella “Commissione”, ha ripeto,
una priorità assoluta e la Comunità Civile,
le Istituzioni, TUTTE, devono uscire dal
silenzio, dall’indifferenza e dal
disinteresse e non smarrire il senso del
bene comune.
Il disinteresse è un insulto alla legalità,
alla logica, all’etica civile, in quanto
occorre ridare ai valori etico-sociali il
loro primario significato.
Occorre ridare ai singoli dignità, umanità e
fiducia, esigenze fondamentali della civiltà
che una “Commissione Parlamentare”
per i quanti poteri possa avere, come le
Assemblee Legislative i Governi passati ed
il Governo Berlusconi in
atto, non hanno saputo o voluto assumere le
loro responsabilità ed evidenziare
l’urgenza, ancora in atto oggi agosto 2011,
perché ricordiamo che “i valori della
vita possono essere dipendenti dalle mode e
dalla politica” (Santo Padre Benedetto
XVI° - Udienza Generale 17 ottobre 2007 in
piazza S.Pietro ).