IL CAMPANILE
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AUTO BLU: firmato decreto che riduce del 70% gli attuali beneficiari |
Da sempre le auto blu sono percepite come un
privilegio o, peggio, uno spreco. Il DPCM,
firmato il 3 agosto dal Presidente del
Consiglio, ha l'obiettivo di regolamentare
finalmente l'assegnazione di queste
autovetture, restringendone l'uso e colpendo
gli abusi.
Con il DPCM si punta alla razionalizzazione
e alla trasparenza nell'utilizzo delle
vetture di Stato. Da questo provvedimento ci
si attende oltre al contenimento dei costi
anche un miglioramento complessivo del
servizio, attraverso l'adozione di modalità
innovative di gestione.
Si tratta di una norma – ha spiegato il
ministro della pubblica amministrazione e
dell’innovazione Brunetta -
che riduce del 70% gli attuali beneficiari
delle auto blu, conseguendo in tal modo un
cospicuo contenimento dei costi e,
attraverso l'adozione di modalità innovative
di gestione che il decreto promuove, si
tende anche al miglioramento complessivo del
servizio.
Il decreto segue una approfondita indagine –
effettuata attraverso due diversi
monitoraggi (il primo effettuato nel 2010,
il secondo a marzo di quest’anno)– che ha
permesso di quantificare con precisione il
parco auto in dotazione delle pubbliche
amministrazioni: circa 72.000 auto così
suddivise:
2.000 auto destinate agli eletti (di
rappresentanza politico-istituzionale a
disposizione di autorità e alte cariche
dello Stato e delle amministrazioni locali);
10.000 auto di servizio con autista a
disposizione di dirigenti apicali;
60.000 auto senza autista, a disposizione
degli uffici per attività strettamente
operative.
Sono escluse da questa rilevazione sia le
circa 50.000 autovetture usate per scopi di
sicurezza e difesa personale e nazionale,
sia le 16.000 autovetture usate per la
polizia municipale e provinciale.
Cosa dispone il decreto firmato il 3 agosto
2011?
- per le auto "blu blu" limita a poche
autorità l'uso di auto di rappresentanza,
eliminando deroghe e fissando sanzioni per
le amministrazioni centrali che non le
rispettino;
- per le auto "blu" riduce da subito di
oltre il 50% il numero di assegnatari che
hanno diritto a un'auto di servizio nelle
pubbliche amministrazioni centrali;
- per tutte le auto indica modalità di
utilizzo che permettono una consistente
riduzione dei costi e crea le condizioni
affinché anche le pubbliche amministrazioni
locali, nell'ambito della loro autonomia,
riducano il parco auto e in generale i
costi.
D'ora in poi, nei Ministeri avranno diritto
alle auto "blu blu" solamente i ministri, i
viceministri e i sottosegretari. Le auto
"blu" saranno invece assegnate solo ai i
titolari di uffici di gabinetto, di
dipartimento e del segretariato generale.
Non ne avranno quindi più diritto i
direttori generali, i capi degli uffici
legislativi e i capi delle segreterie e
degli uffici stampa. Inoltre, nel caso di
Enti pubblici non economici avranno diritto
all'auto solo i presidenti, mentre saranno
esclusi da questo benefit i direttori
generali, i componenti dei Consigli di
amministrazione e i revisori. Viene inoltre
resa obbligatoria per legge la comunicazione
da parte delle amministrazioni centrali e
locali su proprietà, noleggio o uso a
qualunque titolo delle vetture.
Si stima che nel triennio 2012/2014 si potrà
ottenere un risparmio complessivo di circa
900 milioni di euro (240 nella PA centrale e
660 nelle PA locali).