Aggiornamento 22 agosto 2011
Il problema più in voga: :

   Furto cavi di rame


Ogni giorno, senza tregua, si segnalano furti di cavi in rame delle linee sia elettriche che telefoniche, con ovvi consequenziali annosi problemi sia per la Società ENEL che Telecom Italia, ma a subire del mancato servizio sono i Cittadini ed ancor di più le Aziende, gli operatori commerciali, agricoli ed artigiani che, possono anche fare a meno, in alcuni casi, della linea telefonica fissa, ma sicuramente non dell’energia elettrica. Nessuna produzione e/o qualsivoglia attività, può fare a meno del primario servizio. Nell’intera Italia, ad opera di ignoti, si registrano disservizi e come al solito, la Puglia ed ancor di più la Capitanata è in cima alla triste classifica.
Le Forze dell’Ordine cercano in tutti i modi di porre rimedio, ma il comprensorio è vasto ed i trafugatori agiscono con sapienza e scaltrezza, favoriti dalle tenebre, riuscendo quasi sempre a farla franca… e quando vengono sorpresi, spesso non hanno nulla da perdere, considerato che trattasi il più delle volte di bassa manovalanza extracomunitaria.
Cosa ne fanno dei cavi rubati? A chi vengono venduti? Chi sono i veri autori? Chi acquista i cavi di rame e per farne cosa? Come ed in che modo, a discapito dell’intera comunità, si lucra su questa attività?
Una risposta ai quesiti è certa: se nessuno acquistasse, nessuno si sognerebbe mai di rubare.
Sul problema è sceso in campo anche il Movimento Consumatori Puglia, che attraverso il dr. Bruno Maizzi, fa sapere: “… immediatamente abbiamo interpellato le più alte cariche della Società ENEL, per tutelare o quanto meno cercare di lenire le conseguenze del dilagante fenomeno, sollecitando l’immediato ripristino delle linee trafugate ma, sebbene le squadre operative della Società, siano all’opera 24 su 24 ore, non sono in grado di arginare le malefatte, in quanto per ripristinare una linea di 1,00Km. necessitano circa cinque giorni di lavoro continuativo, mentre per trafugarla, ci vogliono meno di cinque ore…
Resta ovvio che, mentre si adoperano riparazioni per un settore, contemporaneamente avvengono sottrazioni in altre cinque, sei, sette zone diverse. Ovviamente la nostra richiesta, non si è limitata solo a sollecitare il ripristino, ma anche e soprattutto per far riconoscere il giusto indennizzo alle Aziende che, in mancanza del primario servizio hanno subito indubbi seri danni, che non si limitano all’attualità, ma si andranno a ripercuotere anche nei futuri cicli di produzione. Esempio lampante è quello di una grossa Azienda Agricola in provincia di San Severo che, aveva destinato gran parte del fondo alla produzione di pomodori e non avendo possibilità di attingere l’acqua dalla condotta di bonifica, ha sempre irrorato i suoi terreni con l’acqua dei pozzi artesiani, con l’ovvio utilizzo di pompe elettriche. Ebbene, venendo a mancare l’energia elettrica dal mese di maggio a tutt’oggi , l’intero raccolto è andato perduto… e non solo. Il malcapitato operatore agricolo che, già doveva preparare il terreno per le colture invernali, non può assolutamente farlo senza energia elettrica e quindi si ritroverà a perdere anche il successivo introito. Ancor di più stanno patendo le Aziende Zootecniche che sono state costrette ad acquistare enormi generatori elettrici a gasolio, con ovvi maggiori costi, pur di non far morire le bestie.
L’Autorità Garante dell’Energia, prevede che per fatti meramente fortuiti (tipo questi), l’ENEL non dovrà riconoscere alcun indennizzo, anzi le bolletta/Fatture ENEL dovranno essere comunque pagata dai malcapitati Utenti, anche nel periodo in cui non hanno fruito del Servizio, limitatamente alle spese fisse dovute bimestralmente ed ovviamente non al consumo/prelievo che, ovviamente non c’è stato.
Noi non siamo assolutamente d’accordo con questa perentoria decisione e/o norma, magari assunta in tempi non sospetti o comunque non prevedendo tale annoso e soprattutto dilagante problema. Non siamo d’accordo sul fatto che, per diversi mesi, gli Utenti siano lasciati senza il primario Servizio e non debbano ricevere equo indennizzo per i danni patiti.
”.


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