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RUSSELLI: «C’è una forte insoddisfazione fra i colleghi, per la differenza di trattamento, lampante e visibile a tutti, che è stata riservata dalla Legge di Bilancio alle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione che sono state posizionate in un calderone comune con altri operatori, mentre per i medici si è proceduto a rivalutare il premio di esclusività e, per gli infermieri, è stata introdotta l’indennità infermieristica.».

di Redazione —

Nella riunione dello scorso 9 aprile 2021 il Coordinamento Nazionale PSTRP FSI-USAE, Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, che ha visto la partecipazione dei 65 delegati dei Coordinamenti Territoriali, ha fortemente stigmatizzato il velo di ignoranza e insensibilità che è stato steso dai politici, che parlano solo di medici ed infermieri, nei confronti della categoria che, invece, è l’asse portante del sistema diagnostico nazionale con competenze esclusive di ciascuna professione.
Una situazione che è stata fortemente evidenziata da quest’anno di pandemia covid-19, in cui nessun giornale o telegiornale si è ricordato, per fare degli esempi, che gli esami radiologici necessari per diagnosticare la malattia sono stati effettuati da Tecnici Sanitari, così come è avvenuto per l’analisi dei milioni di tamponi molecolari effettuati per monitorare l’infezione, oppure che la riabilitazione post terapia intensiva è curata dai Fisioterapisti e non da medici o da infermieri. 
«La situazione è tragica ed è necessario intervenire subito a distanza di oltre 20 anni dalla Legge n. 42 del 1999. Governo e Parlamento ci ignorano completamente. Veniamo regolarmente esclusi dalle commissioni di concorso e dalle commissioni per la scelta delle attrezzature e per gli acquisti di materiale. Le dotazioni organiche sono altamente carenti e lo stress nei luoghi di lavoro è altissimo», le parole di Rosario Scaletta del Coordinamento Agrigento-Caltanissetta, a cui fanno eco quelle di Carmelo Massari, Coordinatore Nazionale, con incarichi nell’ordine professionale, che sottolinea: «abbiamo delle competenze professionali esclusive e non dobbiamo avere paura di denunciare le invasioni di campo.».

Tutti i partecipanti hanno convenuto che le prerogative esclusive e l’autonomia professionale vanno difese dagli attacchi e dai continui sconfinamenti che arrivano sia dalla dirigenza medica che dalle altre professioni, le quali invadono la sfera propria delle singole professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione pensando di poterle sostituire. 
Nella riunione si è discusso anche della nuova indennità di tutela del malato e per la promozione della salute prevista dalla legge di bilancio e demandata al contratto. Al di là degli ovvi dubbi e delle incertezze relative al come sarà normata, nel CCNL, l’attribuzione e la quantificazione individuale di detta indennità, c’è molta rabbia nella categoria per quella che è stata interpretata come una grande ingiustizia. 
«C’è una forte insoddisfazione fra i colleghi, per la differenza di trattamento, lampante e visibile a tutti, che è stata riservata dalla Legge di Bilancio alle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, che sono state posizionate in un calderone comune con altri operatori, mentre per i medici si è proceduto a rivalutare il premio di esclusività e, per gli infermieri, è stata introdotta l’indennità infermieristica», commenta Rosolino Russelli del Coordinamento Nazionale PSTRP. 
Negli interventi successivi, da segnalare la bocciatura del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, che non ha portato alcuna significativa novità, per la categoria, né tanto meno ha portato risorse in quantità  adeguate alle aspettative delle professioni sanitarie, sono stati ricordati i nodi contrattuali specifici della sanità che l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni sembra non voler sciogliere prima dell’apertura della stagione contrattuale 2019-2021.

Le Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione considerano il passaggio alla dirigenza, in una autonoma sezione della stessa area, come da richiesta del Segretario generale, Adamo Bonazzi, che, recentemente, ha ribadito, anche, al tavolo interconfederale ARAN, come un atto dovuto «questa volta, non si accontenteranno delle solite pacche sulle spalle o di pompose declaratorie prive di sostanza e di contenuti economici ed organizzativi.  Una pretesa che è stata poi rilanciata e ribadita con forza da molti interventi, che hanno sottolineato la necessità di procedere anche a far rimuovere il vincolo di esclusività per regolamentare la libera professione analogamente a quanto oggi è previsto per i medici.».
Stigmatizzata, infine, l’attuale formulazione dell’articolato dell’art. 4 del Decreto Legge, n. 44 dell’1 aprile 2021 su cui tutti i partecipanti, seppur con differenti sfumature hanno convenuto sulla posizione già espressa dalla federazione nazionale, che prevede la modifica del provvedimento e il diritto a non firmare liberatorie, nonché, a scegliere il proprio vaccino.

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