Briganti, “Cafoni” e manifestanti contro il green pass, un’assonanza di momenti, mista a fantasmi del passato e gente in lotta per lo stesso motivo: la libertà! Ieri la si chiedeva dagli invasori savoiardi e dai ricchi possidenti terrieri, oggi la si chiede per l’affrancatura dal lasciapassare verde.

di Piero Mastroiorio —

Sono le 19,30, minuto più, minuto meno, sono su un marciapiede, a Cerignola, in Provincia di Foggia, sto aspettando il corteo di protesta contro la limitazione di libertà del lasciapassare sanitario, che regola chi deve lavorare e chi no, imposto dal “governo dei migliori”, meglio noto come “green pass”. Mentre preparo la solita attrezzatura, mi si affianca un anziano, coppola e bavero alzato, “uagliò, chiov…” e mi ripara con un ombrello, senza griffe o colori riconducibili ad un brand famoso. Un semplice grosso “ombrello da uomo”, di quelli che lo avranno accompagnato mille volte dal ritorno dai campi. Mi guarda ancora e chiede “chedè nu film?”. Lo guardo e gli rispondo, no, è una manifestazione di protesta contro il lasciapassare… Non risponde, acciglia, con occhi piccoli e perplessi e guarda le centinaia di persone sotto l’acqua….  Guardo anch’io la folla che sta per muovere e se avesse ragione il mio interlocutore, attori e comparse che impersonano i “Cafoni” di Giuseppe Di Vittorio, che, negli anni Cinquanta, si erano organizzati in grande massa, per otterrete miglioramenti nel loro lavoro, camminarono, protestando, su quella stessa strada, impegnati nella lotta contadina, dietro a bandiere rosse con la falce e il martello, cantando l’internazionale
Una luce, mi riporta alla realtà, non sono i “cafoni” e non è l’internazionale che gracchia dal megafono in lontananza.

Aspettando che la testa del corteo arrivi più vicino, preparo la macchina fotografica, guardo, sembrano “Briganti”, gridano “libertà, libertà…”.
Vuoi vedere che il mio interlocutore ha ragione? Le comparse e gli attori stanno girando un film ambientato nella Cerignola di fine Ottocento, quando con la scusa di unificare l’Italia e dare al floridissimo Regno delle Due Sicilie, una libertà non cercata e mai desiderata, ci invasero militarmente, con un “eroico” generale, Enrico Cialdini, che, a Pontelandolfo e Casalduni, in Provincia di Benevento, uccise donne e bambini bruciandoli vivi nelle loro case, a cui intitolarono strade, ma dovevano riservare ben altro trattamento?
Possibile che siamo al tempo del Regno di Francesco II di Borbone, ultimo re delle Due Sicilie, salito al trono il 22 maggio 1859 e deposto il 13 febbraio 1861, dopo l’annessione al Regno d’Italia, divenuto Servo di Dio il 16 dicembre 2020, con l’apertura del processo di canonizzazione, in quegli anni non aveva bisogno di nulla, aveva le acciaierie più operose al Mondo, produceva persino locomotori a vapore per la prima ed unica ferrovia italiana di quel tempo, la Napoli-Portici, aveva cantieri navali da invidia e ricchezza monetaria, nel banco di Napoli, quattro volte superiore a Regni circondari, soprattutto, di chi, ci stava liberando, invadendoci, da non si sa che cosa?

Altro bagliore mi distoglie dal pensare e realizzo nuovamente che non sono neppure i “Briganti” di Nicola Morra, di famiglia benestante, che decise di darsi alla macchia, dopo un omicidio per legittima difesa, di aiutare i poveri, perché avevano bisogno di sostegno contro le angherie dei ricchi latifondisti…
Il corteo è più vicino, vedo distinte le bandiere, è il Tricolore. Il leggendario Tricolore, che ricorda il verde dei nostri campi, il bianco delle nostre cime innevate e il rosso del sangue versato dai nostri patrioti e soldati in tutte le guerre, passate e, speriamo, non future. Si ode chiaro il canto, delle centinaia di persone in corteo, è familiare. È dei nostri giorni. È quello ripreso dai Portuali di Trieste, fatto proprio dalla folla in protesta: “…la Gente come noi non molla mai…”. Allora è chiaro, non sono comparse ed attori, nel mio pensare c’è stata solo un’assonanza di momenti, quella gente, mista a fantasmi del passato, è in lotta per lo stesso motivo: la libertà! Chiedono l’affrancatura dal lasciapassare verde. Considerato la spinta, sotto ricatto, alla vaccinazione, che ad oggi, non è ancora obbligatoria e difficilmente lo sarà, atteso il suo essere sperimentale, nonché, secondo alcuni, possibile lettore degli algoritmi delle piattaforme globali, gestite dalla finanza transnazionale, che detteranno, in futuro prossimo, le regole della vita sulla Terra.  Come a dire: dietro al lasciapassare sanitario c’è lo stesso software, lo stesso sistema, informatico e legale, che può stravolgere le nostre vite?
Attraverso il lasciapassare sanitario si pagheranno le tasse, si salderanno debiti e conti?

Forse, non faremo molto, perché, il danaro ci sarà direttamente prelevato senza che si faccia nulla, perché tutto sarà gestito da un potere centrale che vuole la trasparenza totale? La trasparenza delle nostre finanze, la trasparenza del nostro stato di salute: la privacy non più un diritto e nemmeno valore?
Vuoi vedere che l’Europa, con il lasciapassare sanitario, potrebbe superare la Cina nell’evoluzione dello Stato moderno che vola verso il totalitarismo della sorveglianza medica assoluta?
Perché “il governo dei migliori”, rischia, a causa del lasciapassare sanitario, lo scontro totale con la società e con un numero cospicuo di lavoratori, magari, innescando, a breve, giornate di lotte operaie capaci di paralizzare Italia ed Europa?
La gente che protesta, in continuo aumento sulle piazze, è diversa dai tanti felicissimi che corono a vaccinarsi pensando al lasciapassare sanitario come una sorta di acquisizione di libertà, che hanno e che stanno regalando attraverso il pensiero unico: «lo faccio per la mia libertà e l’amore per il prossimo»?

Sarà l’ID, per gli esterofili Identity Card, per tutti gli altri, carta d’identità, meglio, identificativo, del lasciapassare sanitario a governare i depositi degli euro digitali creati dal niente dalla Finanza mondiale a decidere qualsiasi cosa attraverso il marchio elettronico?
Vuoi vedere che il futuro prossimo, dei nipoti di chi combatte, morendo, per la libertà, è filtrato, meglio controllato, da un sistema di sorveglianza totalitaria che non ha precedenti nella storia?
Vuoi vedere che quel sistema descrittoci da migliaia di anni, nell’Apocalisse 13, 16-17, «Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome», sta per realizzarsi?

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