IL CAMPANILE
![]() |
Primo Congresso Nazionale Italia dei Valori |
di Piero
Mastroiorio e Maria Cristina di Fronso
Il Primo Congresso
dell’Italia dei Valori è ormai giunto a
conclusione ed il suo leader storico il
Tonino Nazionale, l’on.
Antonio Di Pietro è stato acclamato dai
3.600 delegati giunti da ogni parte d’Italia
a Roma, presidente nazionale dell’Italia dei
Valori. Il congresso che si è mosso sulle
note dei “Cento passi” dei City Ramblers, brano dedicato al
collega giornalista siciliano ucciso dalla
mafia nel 1978, Peppino Impastato,
stava significare la distanza da percorrere
dalla
stessa Italia dei Valori, che sta
lavorando per tutto il futuro di un'Italia
migliore, sono la storia di un cammino già
percorso fatto di legalità ed onestà..
Nel corso del congresso è stata letta una
lettera del fratello di Peppino,
Giovanni, in cui si sottolinea: "Caro
Antonio, ti chiamo per nome, perchè ti sento
amico, oggi più che mai. La lotta contro la
malaffare ti fa onore.... La mafia non è un
fenomeno circoscritto alla Sicilia, ma ha
conquistato rischiosamente tutto il
territorio nazionale... congiungendosi con
ogni forma di speculazione, di corruzione,
di collusione con le istituzioni e con il
potere politico ed economico, accumulando
grandi massi di capitale. Giudici
poliziotti, giornalisti, politici... tutti
ammazzati uno dopo l'altro in una mattanza
che dura da molti anni.... Se non riusciamo
a costruire un progetto, a trasmettere un
messaggio di fiducia e di speranza alle
nuove generazioni, bombardate da una
strategia della diseducazione che indica
come esempi da seguire personaggi di
successo cinici e sfrontati, politici e
rappresentati delle istituzioni spesso sotto
processo o condannati per mafia, come Dell'Utri
e Cuffaro, difficilmente riusciamo a far
crescere in loro una coscienza democratica e
antimafiosa..... L'opinione comune è
cambiata anche grazie Peppino Impastato, mio
fratello e molti, tanti troppi...come
Lui.... Non basta ricordarlo. Bisogna
raccogliere quanto ci ha lasciato e
continuare. Continuamo..."
L’apertura del primo congresso IdV è stata affidata all'intervento di De Magistris che ha detto: "Doveva essere il giorno della sfida a duello tra me e Di Pietro. Io chiarisco subito, come feci in un esecutivo un po' turbolento, che approvo la mozione Di Pietro. Credo che Antonio Di Pietro debba essere alla guida di un grande movimento politico che impedira' il disegno autoritario del nostro Paese. Sono convinto che dobbiamo passare da movimento politico a partito d'azione, per farlo dobbiamo realizzare una squadra, e' inutile creare dei finti dualismi, delle sfide a duello. Fin qui non ho visto divergenze che potessero portare ad un cambiamento di rotta".
Quindi lo stesso leader di IdV, Di Pietro, ha scherzato sulla cena con Contrada ed ha annunciato querela al Corriere della Sera dicendo: "Escludo di aver mai visto, ricevuto ne' tanto meno incassato, ne' personalmente ne' per conto dell'Italia dei Valori, l'assegno a firma Bianchini che il 'Corriere della Sera' ha pubblicato in data odierna e che, per stessa ammissione dell'interessato, era invece da ben nove anni nelle mani di Mario Di Domenico senza che lo stesso ne avesse titolo. Per questa ragione sia io che l'Italia dei Valori provvederemo a querelare Mario Di Domenico e anche il 'Corriere della Sera' considerando ingiustificato che vengano pubblicate notizie senza effettuarne i dovuti riscontri. Spiace constatare che la stessa scorrettezza è stata usata dal 'Corriere della Sera' anche in riferimento alla pubblicazione di alcune foto scattate nella caserma dei carabinieri, in cui sono stato ripreso non solo insieme a Contrada ma anche ad alcuni ufficiali dell'Arma, affermando che le stesse sarebbero state volutamente occultate mentre io non ero neppure a conoscenza della loro esistenza''.
Lo slogan scelto è 'L'alternativa per una nuova Italia' con l’obiettivo, come spiega il lo stesso leader nella mozione con cui si candida alla presidenza, “è quello di passare da un movimento d'opinione che si riconosce nel suo leader, ad un partito d'azione strutturato con una classe dirigente scelta attraverso un normale processo democratico.”.
Per molto tempo resterà negli occhi di amici e nemici l’abbraccio tra Di Pietro e l’on. Pierluigi Bersani al termine dell’intervento dell’on. Di Pietro nel quale ha detto: "Basta all'opposizione solo di pancia o di piazza… Se vuoi fare l'opposizione che urla solo nelle piazze va bene, c'é il nostro zoccolo duro che ci vota, che può essere il 2% o l'8%, dipende dal mal di pancia che c'é in quel momento. Ma se guardiamo solo al voto di pancia che dipende dal mal di pancia di quel momento, è solo un voto di... diarrea politica… Con Mani Pulite, l'unico che ho favorito è proprio lui (Berlusconi, ndr). Chi se lo poteva aspettare, siamo passati dalla padella alla brace, dalla tangente alla ingegneria della tangente. Il tumore non lo chiami più tumore ma fiorellino (legittimo impedimento, processo breve) ma sempre tumore resta. Io non voglio morire all'opposizione di Berlusconi o aspettare che vada in pensione, voglio sconfiggerlo politicamente, la sua persona la affido alla magistratura. Per questo è necessario passare dall'opposizione all'alternativa. Dobbiamo sapere che l'alternativa non la possiamo fare da soli, altrimenti restiamo settari. L'opposizione così la potevamo fare nel 2001. Per fare opposizione non c'é bisogno di un partito, basta la rete, ma per fare alternativa ci vuole un partito con gente che ci mette la faccia… Se a un no non accompagni un sì, loro delle manifestazioni se ne fottono... So bene che nel nostro partito molti dicono che non dobbiamo andare con nessuno: da soli figli non se ne fanno... Non ci vogliamo collocare a sinistra o a destra, ho letto sui giornali che dovremmo strutturare la sinistra… Nel momento in cui siamo alternativa di governo la questione non è più questa: il nostro obiettivo non è fregare il vicino di casa, l'importante é che il condominio abbia la maggioranza. Non mi interessa che ci votino più del Pd, non mi importa, l'importante è che votino qui. Buoni o cattivi non ci sono. Pure con Tabacci io ci parlo tutti i giorni e soprattutto lo ascolto molto volentieri perché da lui ho imparato un sacco di cose. Il problema non è comunisti o non comunisti, pure Gesù Cristo era comunista visto che pensava ai più deboli, pure il Papa... Noi ci collochiamo nell'area del gruppo europeo dei riformatori liberali che è il contrario del falso liberismo di Berlusconi che è solo più libertà per lui di fare ciò che vuole. Abbiamo il dovere di trovare un giusto equilibrio fra le nostre regole e le regole degli altri".
Nell’assemblea congressuale, seduti in prima fila erano presenti, tra gli altri, il Presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, il segretario del PRC, Paolo Ferrero accanto a Bruno Tabacci dell'API, il senatore del Pd, Nicola Latorre, il leader del PDC, Oliviero Diliberto, i rappresentanti dei sindacati di Confindustria, della Legacoop e delle associazioni ambientaliste.
La scossa più forte ai congressisti è giunta da Gioacchino Genchi, che ha spaziato nel sui intervento dai segreti delle intercettazioni alle statuette di piazza Duomo. Il consulente informatico di molte procure ed investigatori ha esposto i sui dubbi su quanto accaduto a piazzo Duomo, quando Massimo Tartaglia colpì il Premier in pieno volto con una statuetta lanciata da pochi metri di distanza. Dubbi che hanno messo in allarme il centrodestra per le trame che potrebbero celare, che hanno portato Italia dei Valori a prenderne le distanze e quindi, a fine giornata, lo stesso Gechi a precisare. "E' evidente che il mio intervento di oggi è stato totalmente frainteso. Le mie parole, infatti, non facevano alcun riferimento alla dinamica dell'attentato e non intendevano affatto metterne in dubbio la veridicità. Mi riferivo, in realtà, a quanto accaduto immediamente dopo, ovvero, al fatto che la scorta del presidente del Consiglio non abbia provveduto con tempestività ed immediatezza ad allontanare il premier da quella situazione di grave pericolo".
Eppure dal palco i dubbi di Genchi sembravano anche di altra natura. Se non altro quando ha ricordato come a dicembre "quella statuetta fu provvidenziale, miracolosa, perchè ha salvato Silvio Berlusconi da dimissioni forse imminenti".
"Sull'aggressione
di Massimo Tartaglia a Berlusconi ho già
detto che la magistratura deve fare degli
approfondimenti seri", afferma
Luigi De Magistris, rispondendo ai giornalisti nel corso del
congresso nazionale dell'IdV,
ci
sono aspetti che non mi convincono
completamente - aggiunge - ma non credo che
sia utile aprire un dibattito politico in
merito. E' grave però che dopo
quell'episodio non si sia più parlato dei
problemi del presidente del Consiglio".
Nel suo intervento, Sonia Alfano,
ha dichiarato con forza: “A
proposito di opposizione, visto che noi al
parlamento facciamo proprio questo, io
vorrei dire una cosa senza tentennamenti
alcuni: siamo in campagna elettorale, ci si
appropinqua ad alleanze, ci si appropinqua
ad accordi elettorali, ma io credo che
questo partito nulla ha e nulla può aver a
che fare con l’UDC. E lo dico perché sono
convinta che quel partito ha da sempre
svolto la parte di “stampella” del governo,
sempre, a prescindere da quello che
succedeva al Governo. E non bisogna
dimenticare che l’UDC è il partito di Totò
Cuffaro. Non possiamo dimenticarlo perché è
vero che all’interno dell’UDC ci sono
persone corrette ed oneste, allora se queste
persone vogliono continuare, vogliono
sancire un percorso, che buttino fuori dal
loro partito UDC il buon 85% della classe
dirigente siciliana. Perché se non ci fosse
stato l’UDC in Sicilia, oggi questo non
sarebbe nelle aule del Parlamento Italiano.
Questo purtroppo è un dato suffragato da
dati e numeri. Per cui io mi auguro
fortemente che questo partito si tenga alla
larga dall’UDC e anzi gli consenta di
navigare verso il partito di Dell’Utri,
stretti da un’alleanza in salsa mafiosa,
perché quella è l’unica cosa che credo li
possa legare.".
Nel corso del Primo Congresso
IdV si è eletto anche il Cordinatore dei
Giovani, Rudy Russo, cosa che ha lasciato
sorpresi delegati e lo stesso ledaer, perché
il gruppo a sostegno di Rudy,
27 anni, proveniente dalla cellula di Prato,
sogna:“un partito trasparente,
meritocratico, che non ha nulla da
nascondere né niente di cui vergognarsi”.
Questi ragazzi
intraprendentissimi, sono riusciti ribaltare
con una vera e propria campagna elettorale
un risultato scontato quello che vedeva
nelle prime ore del congresso favorita la
candidata
Paola Calorenne,
28 anni, la più giovane candidata dell’Idv
alle Europee 2009 circoscrizione Isole,
nonché sull’altra candidata proveniente da
Napoli, la ventottenne,
Adele Conte.
Nulla di fatto, invece, per l’elezione della
Coordinatrice donne, infatti, pur essendoci
una sola proposta,
Patrizia Bugnano, non si è raggiunto il numero legale nella
votazione ed il leader dell’Idv, ha ritenuto
opportuno lasciare nelle mani della Bugnano,
come commissaria il dipartimento donne, e
far slittare l’elezione della Coordinatrice
in un apposito congresso femminile la cui
data e luogo saranno decisi in un prossimo
futuro, forse nell’incontro di Vasto.
Domenica mattina il congresso giunge al
termine sono attesi gli interventi di
Francesco Barbato e Di Pietro. La
candidatura di Barbato alla presidenza dell'IdV,
secondo alcune voci di corridoio è stata
fatta “per arginare una possibile discesa in
campo di Luigi De Magistris contro Di Pietro
in congresso.”.
Ma la
Base, il movimento che riunisce diversi
gruppi locali, ha parole di disappunto, di
contestazione, sulla gestione "dittatoriale
e oligarchica del partito". Si tratta di
iscritti all’Idv che hanno visto respinta la
loro adesione al partito o che sono stati
sospesi perché "in contrasto con la linea imposta dall’alto". Comunque nulla da
temere.
“Nessuna
scissione”, assicurano i rappresentanti
della Base presentando una mozione su tre
punti: istituzione di una vicepresidenza,
primarie prima interne e poi aperte a tutti
per scegliere presidente e vicepresidente,
elezione del tesoriere del partito da parte
dell’assemblea nazionale.”. Infatti, nel suo
intervento Barbato ritira la candidatura e
il popolo d’IdV elegge, per acclamazione,
come suo segretario l’on. Antonio Di Pietro,
che sottolinea: “ I tre giorni congressuali
dell'Italia dei Valori si sono conclusi. E'
stata confermata la presidenza nella mia
persona, e' stato eletto il responsabile
giovani, Rudi Russo, ed e' stato approvato
un programma in 11 punti, che vi
invito a leggere.".
VIDEO CARRELLATA DAL
PRIMO CONGRESSO DELL'ITALIA DEI VALORI