Aggiornamento 8 febbraio 2010
ROMA:  5-6-7 FEBBRAIO 2010


Primo Congresso Nazionale
Italia dei Valori

di Piero Mastroiorio e Maria Cristina di Fronso

Il Primo Congresso dell’Italia dei Valori è ormai giunto a conclusione ed il suo leader storico il Tonino Nazionale, l’on. Antonio Di Pietro è stato acclamato dai 3.600 delegati giunti da ogni parte d’Italia a Roma, presidente nazionale dell’Italia dei Valori. Il congresso che si è mosso sulle note dei “Cento passi” dei City Ramblers, brano dedicato al collega giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1978, Peppino Impastato, stava significare la distanza da percorrere dalla stessa Italia dei Valori, che sta lavorando per tutto il futuro di un'Italia migliore, sono la storia di un cammino già percorso fatto di legalità ed onestà..
Nel corso del congresso è stata letta una lettera del fratello di Peppino, Giovanni, in cui si sottolinea: "Caro Antonio, ti chiamo per nome, perchè ti sento amico, oggi più che mai. La lotta contro la malaffare ti fa onore.... La mafia non è un fenomeno circoscritto alla Sicilia, ma ha conquistato rischiosamente tutto il territorio nazionale... congiungendosi con ogni forma di speculazione, di corruzione, di collusione con le istituzioni e con il potere politico ed economico, accumulando grandi massi di capitale. Giudici poliziotti, giornalisti, politici... tutti ammazzati uno dopo l'altro in una mattanza che dura da molti anni.... Se non riusciamo a costruire un progetto, a trasmettere un messaggio di fiducia e di speranza alle nuove generazioni, bombardate da una strategia della diseducazione che indica come esempi da seguire personaggi di successo cinici e sfrontati, politici e rappresentati delle istituzioni spesso sotto processo o condannati per mafia, come Dell'Utri e Cuffaro, difficilmente riusciamo a far crescere in loro una coscienza democratica e antimafiosa..... L'opinione comune è cambiata anche grazie Peppino Impastato, mio fratello e molti, tanti troppi...come Lui.... Non basta ricordarlo. Bisogna raccogliere quanto ci ha lasciato e continuare. Continuamo..."  

L’apertura del primo congresso IdV è stata affidata all'intervento di De Magistris che ha detto:  "Doveva essere il giorno della sfida a duello tra me e Di Pietro. Io chiarisco subito, come feci in un esecutivo un po' turbolento, che approvo la mozione Di Pietro. Credo che Antonio Di Pietro debba essere alla guida di un grande movimento politico che impedira' il disegno autoritario del nostro Paese. Sono convinto che dobbiamo passare da movimento politico a partito d'azione, per farlo dobbiamo realizzare una squadra, e' inutile creare dei finti dualismi, delle sfide a duello. Fin qui non ho visto divergenze che potessero portare ad un cambiamento di rotta".

Quindi lo stesso leader di IdV, Di Pietro, ha  scherzato sulla cena con Contrada ed ha annunciato querela al Corriere della Sera dicendo:  "Escludo di aver mai visto, ricevuto ne' tanto meno incassato, ne' personalmente ne' per conto dell'Italia dei Valori, l'assegno a firma Bianchini che il 'Corriere della Sera' ha pubblicato in data odierna e che, per stessa ammissione dell'interessato, era invece da ben nove anni nelle mani di Mario Di Domenico senza che lo stesso ne avesse titolo. Per questa ragione sia io che l'Italia dei Valori provvederemo a querelare Mario Di Domenico e anche il 'Corriere della Sera' considerando ingiustificato che vengano pubblicate notizie senza effettuarne i dovuti riscontri. Spiace constatare che la stessa scorrettezza è stata usata dal 'Corriere della Sera' anche in riferimento alla pubblicazione di alcune foto scattate nella caserma dei carabinieri, in cui sono stato ripreso non solo insieme a Contrada ma anche ad alcuni ufficiali dell'Arma, affermando che le stesse sarebbero state volutamente occultate mentre io non ero neppure a conoscenza della loro esistenza''.

Lo slogan scelto è 'L'alternativa per una nuova Italia' con l’obiettivo, come spiega il lo stesso leader nella mozione con cui si candida alla presidenza, “è quello di passare da un movimento d'opinione che si riconosce nel suo leader, ad un partito d'azione strutturato con una classe dirigente scelta attraverso un normale processo democratico.”.

Per molto tempo resterà negli occhi di amici e nemici l’abbraccio tra Di Pietro e l’on. Pierluigi Bersani al termine dell’intervento dell’on. Di Pietro nel quale ha detto: "Basta all'opposizione solo di pancia o di piazza… Se vuoi fare l'opposizione che urla solo nelle piazze va bene, c'é il nostro zoccolo duro che ci vota, che può essere il 2% o l'8%, dipende dal mal di pancia che c'é in quel momento. Ma se guardiamo solo al voto di pancia che dipende dal mal di pancia di quel momento, è solo un voto di... diarrea politica… Con Mani Pulite, l'unico che ho favorito è proprio lui (Berlusconi, ndr). Chi se lo poteva aspettare, siamo passati dalla padella alla brace, dalla tangente alla ingegneria della tangente. Il tumore non lo chiami più tumore ma fiorellino (legittimo impedimento, processo breve) ma sempre tumore resta. Io non voglio morire all'opposizione di Berlusconi o aspettare che vada in pensione, voglio sconfiggerlo politicamente, la sua persona la affido alla magistratura. Per questo è necessario passare dall'opposizione all'alternativa. Dobbiamo sapere che l'alternativa non la possiamo fare da soli, altrimenti restiamo settari. L'opposizione così la potevamo fare nel 2001. Per fare opposizione non c'é bisogno di un partito, basta la rete, ma per fare alternativa ci vuole un partito con gente che ci mette la faccia…  Se a un no non accompagni un sì, loro delle manifestazioni se ne fottono... So bene che nel nostro partito  molti dicono che non dobbiamo andare con nessuno: da soli figli non se ne fanno... Non ci vogliamo collocare a sinistra o a destra, ho letto sui giornali che dovremmo strutturare la sinistra…  Nel momento in cui siamo alternativa di governo la questione non è più questa: il nostro obiettivo non è fregare il vicino di casa, l'importante é che il condominio abbia la maggioranza. Non mi interessa che ci votino più del Pd, non mi importa, l'importante è che votino qui. Buoni o cattivi non ci sono. Pure con Tabacci io ci parlo tutti i giorni e soprattutto lo ascolto molto volentieri perché da lui ho imparato un sacco di cose. Il problema non è comunisti o non comunisti, pure Gesù Cristo era comunista visto che pensava ai più deboli, pure il Papa... Noi ci collochiamo nell'area del gruppo europeo dei riformatori liberali che è il contrario del falso liberismo di Berlusconi che è solo più libertà per lui di fare ciò che vuole. Abbiamo il dovere di trovare un giusto equilibrio fra le nostre regole e le regole degli altri".

Nell’assemblea congressuale, seduti in prima fila erano presenti, tra gli altri, il Presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, il segretario del PRC, Paolo Ferrero accanto a Bruno Tabacci dell'API, il senatore del Pd, Nicola Latorre, il leader del PDC, Oliviero Diliberto, i rappresentanti dei sindacati di Confindustria, della Legacoop e delle associazioni ambientaliste.

La scossa più forte ai congressisti è giunta da Gioacchino Genchi, che ha spaziato nel sui intervento dai segreti delle intercettazioni alle statuette di piazza Duomo. Il consulente informatico di molte procure ed investigatori ha esposto i sui dubbi su quanto accaduto a piazzo Duomo, quando Massimo Tartaglia colpì il Premier in pieno volto con una statuetta lanciata da pochi metri di distanza. Dubbi che hanno messo in allarme il centrodestra per le trame che potrebbero celare, che hanno portato Italia dei Valori a prenderne le distanze e quindi, a fine giornata, lo stesso Gechi a precisare. "E' evidente che il mio intervento di oggi è stato totalmente frainteso. Le mie parole, infatti, non facevano alcun riferimento alla dinamica dell'attentato e non intendevano affatto metterne in dubbio la veridicità. Mi riferivo, in realtà, a quanto accaduto immediamente dopo, ovvero, al fatto che la scorta del presidente del Consiglio non abbia provveduto con tempestività ed immediatezza ad allontanare il premier da quella situazione di grave pericolo".

Eppure dal palco i dubbi di Genchi sembravano anche di altra natura. Se non altro quando ha ricordato come a dicembre "quella statuetta fu provvidenziale, miracolosa, perchè ha salvato Silvio Berlusconi da dimissioni forse imminenti".   

"Sull'aggressione di Massimo Tartaglia a Berlusconi ho già detto che la magistratura deve fare degli approfondimenti seri", afferma Luigi De Magistris, rispondendo ai giornalisti nel corso del congresso nazionale dell'IdV, ci sono aspetti che non mi convincono completamente - aggiunge - ma non credo che sia utile aprire un dibattito politico in merito. E' grave però che dopo quell'episodio non si sia più parlato dei problemi del presidente del Consiglio".
Nel suo intervento, Sonia Alfano, ha dichiarato con forza: “A proposito di opposizione, visto che noi al parlamento facciamo proprio questo, io vorrei dire una cosa senza tentennamenti alcuni: siamo in campagna elettorale, ci si appropinqua ad alleanze, ci si appropinqua ad accordi elettorali, ma io credo che questo partito nulla ha e nulla può aver a che fare con l’UDC. E lo dico perché sono convinta che quel partito ha da sempre svolto la parte di “stampella” del governo, sempre, a prescindere da quello che succedeva al Governo. E non bisogna dimenticare che l’UDC è il partito di Totò Cuffaro. Non possiamo dimenticarlo perché è vero che all’interno dell’UDC ci sono persone corrette ed oneste, allora se queste persone vogliono continuare, vogliono sancire un percorso, che buttino fuori dal loro partito UDC il buon 85% della classe dirigente siciliana. Perché se non ci fosse stato l’UDC in Sicilia, oggi questo non sarebbe nelle aule del Parlamento Italiano. Questo purtroppo è un dato suffragato da dati e numeri. Per cui io mi auguro fortemente che questo partito si tenga alla larga dall’UDC e anzi gli consenta di navigare verso il partito di Dell’Utri, stretti da un’alleanza in salsa mafiosa, perché quella è l’unica cosa che credo li possa legare.".
Nel corso del Primo Congresso IdV si è eletto anche il Cordinatore dei Giovani, Rudy Russo, cosa che ha lasciato sorpresi delegati e lo stesso ledaer, perché il gruppo a sostegno di Rudy, 27 anni, proveniente dalla cellula di Prato, sogna:“un partito trasparente, meritocratico, che non ha nulla da nascondere né niente di cui vergognarsi”. Questi ragazzi intraprendentissimi, sono riusciti ribaltare con una vera e propria campagna elettorale un risultato scontato quello che vedeva nelle prime ore del congresso favorita la candidata Paola Calorenne, 28 anni, la più giovane candidata dell’Idv alle Europee 2009 circoscrizione Isole, nonché sull’altra candidata proveniente da Napoli, la ventottenne, Adele Conte.
Nulla di fatto, invece, per l’elezione della Coordinatrice donne, infatti, pur essendoci una sola proposta, Patrizia Bugnano, non si è raggiunto il numero legale nella votazione ed il leader dell’Idv, ha ritenuto opportuno lasciare nelle mani della Bugnano, come commissaria il dipartimento donne, e far slittare l’elezione della Coordinatrice in un apposito congresso femminile la cui data e luogo saranno decisi in un prossimo futuro, forse nell’incontro di Vasto.
Domenica mattina il congresso giunge al termine sono attesi gli interventi di Francesco Barbato e Di Pietro. La candidatura di Barbato alla presidenza dell'IdV, secondo alcune voci di corridoio è stata fatta “per arginare una possibile discesa in campo di Luigi De Magistris contro Di Pietro in congresso.”.  Ma la Base, il movimento che riunisce diversi gruppi locali, ha parole di disappunto, di contestazione, sulla gestione "dittatoriale e oligarchica del partito". Si tratta di iscritti all’Idv che hanno visto respinta la loro adesione al partito o che sono stati sospesi perché "in contrasto con la linea imposta dall’alto". Comunque nulla da temere.Nessuna scissione”, assicurano i rappresentanti della Base presentando una mozione su tre punti: istituzione di una vicepresidenza, primarie prima interne e poi aperte a tutti per scegliere presidente e vicepresidente, elezione del tesoriere del partito da parte dell’assemblea nazionale.”. Infatti, nel suo intervento Barbato ritira la candidatura e il popolo d’IdV elegge, per acclamazione, come suo segretario l’on. Antonio Di Pietro, che sottolinea: “ I tre giorni congressuali dell'Italia dei Valori si sono conclusi. E' stata confermata la presidenza nella mia persona, e' stato eletto il responsabile giovani, Rudi Russo, ed e' stato approvato un programma in 11 punti, che vi invito a leggere.".

VIDEO CARRELLATA DAL PRIMO CONGRESSO DELL'ITALIA DEI VALORI

INTERVENTO D'APERTURA DELL'ON. ANTONIO DI PIETRO
PRIMA PARTE                                               SECONDA PARTE

 
CONFERENZA STAMPA DELL'ON. DI PIETRO

 

L'INTERVENTO DI GENCHI

 
 

LA PROCLAMAZINE DEL COORDINATORE GIOVANI NAZIONALE DELL'IDV

 
 

LA VOTAZIONE DELLA COORDINATRICE NAZIONALE DONNE IDV


INTERVENTO DI CHIUSURA DELL'ON. ANTONIO DI PIETRO


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