ISTAT: «L’indice di fiducia dei consumatori registra una diminuzione, rimanendo comunque su livelli storicamente elevati. Tra le nove serie componenti l’indice, peggiorano tutti i giudizi sugli andamenti correnti mentre migliorano le aspettative sulla situazione economica generale, sulla disoccupazione e sulla situazione personale, migliorano, anche le prospettive di risparmiare nei prossimi mesi.».

di Redazione —

Secondo le ultime stime dell’ISTAT, Istituto di Statistica nazionale, cala a ottobre 2021 la fiducia dei consumatori, con una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 119,6 a 118,4, mentre, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese è invece in aumento passando da 113,7 a 115,0, come lo stesso istituto di statistica spiega: «La flessione dell’indice di fiducia dei consumatori esprime un peggioramento diffuso dei giudizi. Il clima corrente registra la discesa più marcata (da 116,1 a 113,7) mentre il clima economico e quello personale evidenziano flessioni più contenute (rispettivamente, da 143,6 a 142,2 e da 111,5 a 110,4). Solo il clima futuro è in aumento, passando da 124,7 a 125,4.
L’indice di fiducia dei consumatori registra una diminuzione, rimanendo comunque su livelli storicamente elevati. Tra le nove serie componenti l’indice, peggiorano tutti i giudizi sugli andamenti correnti mentre migliorano le aspettative sulla situazione economica generale, sulla disoccupazione e sulla situazione personale; anche le prospettive di risparmiare nei prossimi mesi sono in miglioramento
.».
Sono dati che fanno temere un prossimo calo dei consumi, attesa la vicinanza delle feste natalizie, mentre il presente vede i rincari dei prezzi dell’energia, le bollette in aumento, i rialzi sul pane, certo non è una buona partenza per il periodo finale dell’anno, che da tradizione segna consumi alti.

«Dato negativo, anche se per il momento non c’è un divorzio con il Governo Draghi. Gli italiani continuano ad avere fiducia nella politica economia dell’Esecutivo e nella ripartenza dell’Italia. Preoccupante, però, il peggioramento del giudizio sulla situazione economica della famiglia, sul bilancio familiare e, soprattutto, sull’opportunità di acquistare beni durevoli. A incidere su questo aggravamento, i rialzi dell’inflazione e delle bollette di luce e gas che hanno ridotto il reddito disponibile delle famiglie. Insomma, per ora il calo della fiducia non è ancora grave e allarmante, ma il Governo deve porre subito rimedio, intervenendo contro i rincari, altrimenti si rischia un Natale in bianco, con minori acquisti rispetto a quelli attesi e auspicati», è il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, ai dati in calo della fiducia segnalato dall’ISTAT.

Il calo della fiducia dei consumatori rappresenta per Carlo Rienzi, Presidente del CODACONS «un pessimo segnale per i consumi futuri, specie in vista delle festività natalizie. Dopo un periodo di forte crescita dell’indice della fiducia dei consumatori, si registra ad ottobre una evidente diminuzione che non è certo un buon segnale. Le famiglie sono estremamente preoccupate dai rincari delle bollette e dal caro-prezzi che sta portando in Italia ad una ondata di aumenti dei listini in tutti i settori, dai carburanti agli alimentari. Una situazione che si riflette sul clima di fiducia, che scende per quasi tutte le componenti e rappresenta un pessimo segnale, perché influisce sulla propensione alla spesa dei consumatori nel breve periodo.».

La FEDERCONSUMATORI, che attribuisce ai rincari di energia e pane, dopo averli stimanti in +168 € annui a famiglia per i carburanti, +312 € per l’energia e +71,84 € per il pane, sottolinea: «Un dato che non ci sorprende, che testimonia come, dopo l’euforia iniziale della ripresa post-lockdown, permangano ancora forti preoccupazioni sulle condizioni economiche delle famiglie   Le continue oscillazioni del dato sulla fiducia dei consumatori dimostrano una persistente instabilità, dovuta soprattutto alle conseguenze della pandemia che hanno ulteriormente danneggiato un sistema economico già fragile. Le famiglie continuano ad affrontare gravi disagi, soprattutto alla luce dei rincari in atto sul fronte dell’energia e dell’alimentazione, che non possono non influire sul dato rilevato dall’ISTAT.».

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