ASSOUTENTI: «Nel caso in cui l’inflazione si mantenesse sopra il 3% e qualora il Governo non riuscisse a sterilizzare gli aumenti di luce e gas, i consumi degli italiani potrebbero subire un calo complessivo di circa 100 miliardi di € con una riduzione rispetto al periodo pre-pandemia di circa 3.850 euro a famiglia… Introdurre subito una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche dello Stato, allo scopo di reperire risorse per contrastare il caro-bollette…».  

di Redazione —

Con l’aumento dei prezzi e la stangata delle bollette, non solo uniche cause, ma concause maggiori di una situazione ormai senza controllo, i consumi degli italiani andranno giù di tanto, tanto da poter far scendere fino all’11%, la spesa degli italiani, rispetto al periodo pre-pandemia: circa 3850 € a famiglia.

I numeri sono frutto delle proiezioni diffuse, lo scorso 14 gennaio 2022, da ASSOUTENTI, che, attraverso le parole del suo presidente, Furio Truzzi, spiega: «Il quadro di riferimento è noto. Ci sono stati maxi aumenti dell’energia prima a ottobre poi a gennaio. L’inflazione è in salita. Le famiglie si ritrovano oggi in una situazione estremamente pericolosa: da una parte sono assediate dall’aumento dei prezzi al dettaglio, con l’inflazione che a dicembre ha subito un forte rialzo del +3,9% e incrementi dei listini che stanno proseguendo nelle ultime settimane; dall’altra parte sono impoverite dai maxi-rincari delle bollette di luce e gas scattati prima ad ottobre, poi a gennaio. Una vera e propria guerra che lascerà sul campo un massacro sul fronte dei consumi: la perdita del potere d’acquisto dei cittadini causata da bollette sempre più salate e prezzi al dettaglio più alti impoverirà ulteriormente una consistente fetta di popolazione costringendola a tagliare la spesa nei settori non primari per riuscire ad arrivare a fine mese, con immensi danni per il commercio e per l’economia nazionale.».

La domanda è: le famiglie taglieranno la spesa, di quanto?
Secondo le proiezioni di ASSOUTENTI, potrebbero arrivare a minori consumi per migliaia di €: «Nel caso in cui l’inflazione si mantenesse sopra il 3% nel corso dei primi 6 mesi del 2022 e, qualora il Governo non riuscisse a sterilizzare gli aumenti di luce e gas, nel corso del nuovo anno, i consumi degli italiani potrebbero subire un calo complessivo di circa 100.000.000.000 di €, sugli oltre 900.000.000.000 di € di consumi totali annui delle famiglie in Italia, con una riduzione rispetto al periodo pre-pandemia di circa l’11% e una contrazione di spesa pari in media a meno 3.850 € a famiglia.».
Per questo l’associazione chiede al Governo di «introdurre subito una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche dello Stato, da quelle di trasporto e dispacciamento come Terna e Italgas a quelle di produzione come Enel ed Eni, fino alle ex-municipalizzate come Acea, A2a, Iren, Hera, ecc. allo scopo di reperire risorse per contrastare il caro-bollette, e di convocare le associazioni dei consumatori per studiare ulteriori misure a sostegno delle famiglie.».

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