Il comento all’articolo apparso su “The Lancet” di Fabio Duranti di “Radio Radio” e dell’avv. Mauro Sandri, che sottolinea: «I dati sulla mortalità attestano che la protezione garantita dai vaccini sia un falso totale… Non si possono lasciare impuniti gli autori di queste stragi evitabili se invece che inoculare farmaci inefficaci si fossero effettuate cure possibili ed approvate… I vaccinati contagiano e si contagiano: i vaccini non immunizzano dal Virus Sars Cov2…La discriminazione dei non vaccinati sul presupposto che contagino e specularmente il privilegio concesso ai vaccinati, sono falsi scientifici che il diritto e leggi giuste devono correggere immediatamente…».

di Piero Mastroiorio —

Negli Stati Uniti e in Germania, alcuni funzionari hanno usato il termine pandemia dei non vaccinati, suggerendo che le persone che sono state vaccinate non sono rilevanti nell’epidemiologia di Covid-19. L’uso di questa frase da parte dei funzionari potrebbe aver incoraggiato a sostenere che “i non vaccinati minacciano i vaccinati per il COVID-19“, ma ciò è semplicistico. Vi sono prove crescenti che gli individui vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione, scrive  Günter Kampf, nel suo articolo pubblicato sul “The Lancet, lo scorso 20 novembre 2021, sottolineando come in Massachusetts, USA, siano stati rilevati un totale di 469 nuovi casi di Covid-19 durante vari eventi nel luglio 2021 e 346, il 74%, di questi casi riguardavano persone completamente o parzialmente vaccinate, di cui 274, cioè il 79%, erano sintomatici. I valori di soglia erano similmente bassi tra le persone che erano state completamente vaccinate, con una media pari al 22,8% e le persone che non erano vaccinate, non completamente vaccinate o il cui stato vaccinale era sconosciuto era pari al 21,5% di media, indicando un’elevata carica virale anche tra le persone che erano completamente vaccinate.

Negli Stati Uniti, al 30 aprile 2021 sono stati segnalati un totale di 10.262 casi di Covid-19 in persone vaccinate, di cui 2725, il 26,6%, erano asintomatici, 995, il 9,7%, sono stati ricoverati e 160 sono morti.
In Germania, il 55,4% dei casi sintomatici di Covid-19 in pazienti di età pari o superiore a 60 anni riguardava individui completamente vaccinati, proporzione che aumenta ogni settimana.
A Münster, in Germania, in almeno 85, il 22%, dei nuovi casi, delle 380 persone colpite da Covid-19, erano completamente vaccinate o avevano superato la malattia, frequentavano una  discoteca.
Le persone vaccinate hanno un minor rischio di malattie gravi ma sono ancora una parte rilevante della pandemia, per cui è sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati.
Detto questo Günter Kampf, ha concluso il suo articolo sottolineando: «Storicamente, sia gli Stati Uniti che la Germania hanno avuto esperienze negative stigmatizzando parti della popolazione per il colore della pelle o la religione. Quindi, Invito i funzionari di alto livello e gli scienziati a fermare la stigmatizzazione inappropriata delle persone non vaccinate, che includono i nostri pazienti, colleghi e altri concittadini e a impegnarsi maggiormente per l’unione della società.».

«I dati sulla mortalità attestano che la protezione garantita dai vaccini sia un falso totale. Tutte le case farmaceutiche in sede di sperimentazione avevano garantito che la fascia d’età degli ultra 80enni, quella che subisce il 95% di mortalità, sarebbe stata protetta dai vaccini al 100%. Riporto i dati dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità di ottobre-novembre 2021: Decessi 80+; Non vaccinati 159 (31,4%); Vaccinati con una dose (1,6%); Vaccinati con due dosi 215 (42,5%); Vaccinati con tre dosi 124 (24,5%). I decessi complessivi sono, pertanto, per il 68,6%  inerenti soggetti vaccinati. È irrilevante che in senso assoluto i vaccinati siano il 90% e, quindi, che nella proporzione tra vaccinati e non vaccinati si prospetti una apparente efficacia del vaccino. Quello che conta è che avrebbe dovuto esserci lo 0% di decessi di vaccinati sulla base della sperimentazione mentre il 70% dei decessi da covid è proprio di vaccinati!
La sperimentazione è stata viziata da un evidente abnorme falsa rappresentazione dei dati effettivi. Tra un po’ tutti i morti saranno tra i vaccinati: morti che era stato garantito non vi sarebbero stati. 

Non si possono lasciare impuniti gli autori di queste stragi evitabili se invece che inoculare farmaci inefficaci si fossero effettuate cure possibili ed approvate. Soprattutto, non si può lasciare la facoltà di legiferare, contro la scienza, i servi delle case farmaceutiche», dice l’avvocato Mauro Sandri, uno dei legali, che stanno lottando all’interno dei Tribunali per le libertà fondamentali dei cittadini ed il ritorno alla normalità della vita quotidiana, sottolineando: «i vaccinati contagiano e si contagiano: i vaccini non immunizzano dal Virus Sars Cov2. I dati che seguono sono stati pubblicati dall’ISS, Istituto Superiore di Sanità, nell’ultimo report di novembre “Diagnosi di Sars-CoV-2 (15/10/2021- 14/11/2021)”: Non vaccinati 50.564 (39,9%); vaccinati prima dose 3.980 (3,1%); vaccinati seconda dose 60.407 (47,7%); vaccinati terza dose 11.215 (8,9). La percentuale dei vaccinati contagiati è di circa il 61%. Ciò significa che i vaccini immunizzano dalla malattia Covid-19 in misura limitata, al di sotto della soglia del 50%, che legittimerebbe la loro autorizzazione provvisoria. I dati, tuttavia, sono in costante modifica in un’unica direzione: la percentuale dei vaccinati contagiati sta salendo rapidamente. Se continua il trend delle ultime settimane tra poco tempo la percentuale dei vaccinati contagiati sarà, proporzionalmente, pari a quelli dei vaccinati, vale a dire l’87% dei contagiati saranno vaccinati. Il contenuto del video, trova ulteriore conferma. La discriminazione dei non vaccinati sul presupposto che contagino e specularmente il privilegio concesso ai vaccinati, sono falsi scientifici che il diritto e leggi giuste devono correggere immediatamente, pena la responsabilità penale di chi avendone il potere non agisce per la salvaguardia della salute pubblica.».

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