MUSCARITOLI: «La ‘Mediterranea’ è nota in tutto il Mondo: caratterizzata da un alto consumo di cibi vegetali, una moderata assunzione di olio d’oliva e vino rosso e un limitato apporto di carni, latticini e grassi saturi. Questa combinazione di elementi si è dimostrata, scientificamente, molto valida nel combattere stress ossidativo e infiammazione e la Puglia ne è tra le rappresentanti più prestigiose.».

di Piero Mastroiorio —

Dal 5° Congresso SINuC, Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo, in corso di svolgimento a Lecce, terminerà il 29 settembre, arrivano stime preoccupanti, parlano di oltre 97.000 morti correlati alla cattiva alimentazione solo in Italia, che, in massima parte potrebbero essere evitate con la dieta mediterranea, patrimonio UNESCO, cioè, dell’Umanità, che fa bene alla salute essendo patrimonio della nutrizione corretta, come sottolinea SINuC, che la mette fra gli argomenti cardine del congresso in corso a Lecce: «La scienza ha ormai da tempo dimostrato l’importanza cruciale dell’alimentazione per il nostro stato di salute e benessere e  questo principio vale ancora di più quando l’organismo si trova in una situazione non ottimale. In presenza di una patologia l’attenzione alla nutrizione diventa un imperativo categorico.».

«La ‘Mediterranea’ è nota in tutto il mondo: caratterizzata da un alto consumo di cibi vegetali, una moderata assunzione di olio d’oliva e vino rosso e un limitato apporto di carni, latticini e grassi saturi. Questa combinazione di elementi, frutto di una cultura alimentare sviluppatasi nei millenni in alcuni paesi mediterranei come Italia, Grecia e Spagna, si è dimostrata scientificamente molto valida nel combattere stress ossidativo e infiammazione e la Puglia ne è tra le rappresentanti più prestigiose», ha detto il Professor Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC, riguardo la dieta mediterranea, riconosciuta dall’UUNESCO nel 2010 come uno dei patrimoni immateriali dell’umanità, perchè esempio di ricchezza culturale legata al territorio, alla convivialità, alla società con l’alimento che si trasforma in un vero e proprio atto di relazione e condivisione e definita dal Ministero della Salute come «modello di dieta sana e sostenibile, in grado di anteporsi come fattore determinante di prevenzione, contrastando il rischio di insorgenza di importanti patologie croniche come diabete, ipertensione arteriosa ed obesità.».

Piramide della dieta mediterranea tratta dal sito della Fondazione Umberto Veronesi

Durante il Congresso la SINuC ha ricordato come la cattiva alimentazione sia collegata a una mortalità precoce, menzionando i dati di uno studio pubblicato su ‘The Lancet’ a cui hanno contribuito oltre 130 scienziati di quasi 40 Paesi del Mondo, sottolineando come  «A livello globale una morte su 5 sarebbe riconducibile a un’alimentazione scorretta, povera di cibi sani come i cereali integrali e i vegetali, e ricca di ingredienti pericolosi come il sale e le bevande zuccherate. L’alimentazione scorretta è responsabile del 22% delle morti registrate fra gli adulti ed è complessivamente responsabile di 255.000.000 di anni persi per morte prematura evitabile o vissuti con disabilità.».

Fra i 20 paesi più popolosi del pianeta, l’Italia si piazza decima in classifica con un tasso di morte di 107,7 per 100.000 individui e 97.821 decessi in un anno attribuibili alla cattiva alimentazione. Le cause sarebbero da ricercare in scarso consumo di cereali integrali, eccessivo consumo di sale, scarso consumo di semi e frutta secca, scarso consumo di acidi grassi Omega-3 e di frutta, come spiega il dr. Piero Caroli, Presidente del congresso e Responsabile dell’U.O. di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce che ha presentato una relazione sulla Dieta Mediterranea: «Orientare il più possibile la propria alimentazione verso cibi vegetali, integrali e non processati, il più possibile freschi e locali rappresenta un investimento a lungo termine. Costituisce un modello nutrizionale arricchito da diverse culture, che per millenni ha mantenuto le stesse strutture e proporzioni di alimenti. Inoltre favorisce la sostenibilità dell’ambiente rurale e riproduce sistemi di simbolizzazione.».

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