ZULLO: «Ci è sembrato sempre molto strano che gli espositori non avessero mai smentito la nota inviata dalla ‘Fiera del Levante’ che gettava su di loro la responsabilità e quindi il fallimento della mancata 85^ edizione, senza, invece, fare il mea culpa per un management incompetente e incapace di gestire e organizzare eventi di questa natura, accontentandosi (si fa per dire) dei 111.000 € che la Regione e, quindi i pugliesi, versano ogni mese per i padiglioni occupati dall’ospedale Covid e Centro Vaccini.».

di Redazione —

«“Boom delle Fiere dopo il Covid”, così titolava un articolo de ‘Il Sole 24 Ore’: 40.000 visitatori per ‘Cibus’ a Parma, 60.000 per il ‘Salone del Mobile’ di Milano, 92.000 per il ‘Salone Nautico’ di Genova, 50.000 per il ‘Sana’ di Bologna, ma benissimo anche altre Fiere non aperte al pubblico come ‘Vicenza Oro’.
Soddisfatto Maurizio Danese, presidente dell’AEFI, Associazione Esposizioni e Fiere Italiane’ che riunisce 40 operatori fieristici nazionali compresa la ‘Fiera del Levante’ di Bari, per la risposta avuta dagli espositori e dai visitatori.

Insomma, le Fiere sono riprese alla grande e con enorme entusiasmo da parte degli operatori e dei visitatori, ma non a Bari.
La grande ‘Fiera del Levante’, fra le più importanti campionarie del Mezzogiorno, non si è tenuta perché ci sarebbe stata una “scarsa adesione delle aziende per le difficoltà finanziarie, per la mancanza di materie prime e di prodotti disponibili, in conseguenza delle ripetute restrizioni adottate dai governi per contenere la pandemia. Un quadro che rispecchia perfettamente la situazione in cui versano migliaia di piccole e medie aziende/imprese in grandissima difficoltà”.
Non possiamo non chiederci: ma solo gli espositori che dovevano venire a Bari avevano questi problemi di mancanza di materie prime e pochi prodotti disponibili?

Francamente, ci è sembrato sempre molto strano che gli espositori non avessero mai smentito la nota inviata dalla ‘Fiera del Levante’ che gettava su di loro la responsabilità e quindi il fallimento della mancata 85^ edizione, senza, invece, fare il mea culpa per un management incompetente e incapace di gestire e organizzare eventi di questa natura, accontentandosi (si fa per dire) dei 111.000 € che la Regione e, quindi i pugliesi, versano ogni mese per i padiglioni occupati dall’ospedale Covid e Centro Vaccini.

È evidente che è un favore reciproco che il presidente Emiliano e ‘Fiera del Levante’ si sono scambiati dando, però, la croce agli espositori che a Bari sono in difficoltà, mentre altrove sono dinamici e con i magazzini pieni.
Quando, il 10 settembre scorso, abbiamo denunciato, davanti ai cancelli della ‘Fiera del Levante’, tutto questo, non avevamo ancora i dati che il quotidiano economico più importante d’Italia ci ha fornito e che danno più forza alla nostra tesi: la ‘Fiera del Levante’ non si è fatta, non per colpa del Covid o degli espositori, ma per colpa di politiche regionali fallimentari del presidente Emiliano, del suo assessore Delli Noci e del sindaco di Bari, Decaro», è la denuncia politica di Ignazio Zullo, Capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, dopo l’articolo de ‘Il Sole 24 Ore’, che descriveva il boom delle fiere italiane, alla ripresa delle esposizioni, dopo la sosta forzata dei confinamenti dovuti al Covid-19.

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