Tempo di lettura: 3 minutes
673.343 sono residenti al Sud, oltre i due terzi del totale, solo in Campania sono 229.000 nuclei familiari, che risultano essere più dell’intero Nord. Intercettati circa 48.000 furbetti del sussidio, con 41.500 revoche a sussidio già erogato, a cui si sommano altri 6.000 stop ai pagamenti per coloro che si sono “dimenticati alcune segnalazioni.

di Redazione —

Oltre 1.000.000 di famiglie hanno percepito il Reddito di cittadinanza, 564 € medi a nucleo, a febbraio, sui 2.300.000 di persone coinvolte. I dati arrivano dall’Osservatorio dell’INPS, Istituto Nazionale Previdenza Sociale, su reddito e pensione di cittadinanza, che sottolinea, come, la diminuzione del numero dei nuclei rispetto al mese precedente, che, stando la scorsa rivelazione era pari a 1.200.000, risenta dell’aggiornamento della DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, indispensabile per poter proseguire con l’erogazione del beneficio, che può essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio.
Nel dettaglio i dati dell’Osservatorio INPS rivelano che su 1.000.000 di famiglie, 673.343 sono residenti al Sud, oltre i due terzi del totale. Al Nord percepiscono il sussidio 192.880 famiglie, al Centro 143,735. La sola Campania con 229.024 famiglie con il reddito supera largamente i nuclei percettori dell’intero Nord del Paese con quasi un quarto dei sussidi totali e un importo medio di 628,89 €.

Agli inizi dello stesso mese, INPS e Guardia di Finanza, segnalavano di aver intercettato circa 48.000 furbetti del sussidio e che, dal varo della misura, si contano 41.500 revoche a sussidio già erogato per dichiarazioni mendaci sul patrimonio e sugli altri requisiti necessari all’ottenimento dell’aiuto rese in fase di presentazione della domanda, a cui si sommano altri 6.000 stop ai pagamenti per quei percettori che si sono “dimenticati di avvisare l’INPS circa il raggiungimento di un reddito superiore alla soglia consentita o di essere stati condannati per un grave reato mentre incassavano il beneficio.  
Nello stesso mese a Napoli venivano scoperti 120 percettori del sussidio condannati nell’ultimo decennio per associazione di tipo mafiosa che avevano falsamente autocertificato i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza e che complessivamente hanno incassato con il sussidio più di 1.000.000 di € negli ultimi due anni, facendo salire a 307 le revoche del reddito di cittadinanza per condanne di mafia, emerse dopo che la domanda era stata accettata.
Nel 2019, anno in cui il reddito di cittadinanza ha preso il largo, le Fiamme Gialle hanno individuato 709 furbetti e nel gennaio di quest’anno, invece, ne sono stati incastrati già un migliaio. Inoltre, grazie ai nuovi controlli incrociati che a partire da quest’anno l’INPS potrà eseguire sfruttando le banche dati dell’ACI, dell’Agenzia delle Entrate, del ministero della Giustizia, per i reati penali e le condanne, nonché, delle Regioni, il numero dei furbetti del reddito di cittadinanza è destinato a salire.  
Ad oggi il sussidio dei Cinquestelle costa poco meno di 700.000.000 al mese, prosciugando, in quasi due anni, circa 11.000.000.000 di € e si prevede che nel 2021 possa impegnarne altri 9 di miliardi.  
Ricordiamo che i controlli della Guardia di Finanza avvengono ad erogazioni già avvenute, quando il danno ormai è fatto e, che ad ogni beneficiario assegna un indice di rischio, dopodiché stabilisce la cronologia degli interventi da condurre per scovare le irregolarità, ma non si limita a controllare solo i percettori segnalati dall’INPS, perché, a questi si aggiungono altri beneficiari individuati nel corso di indagini che inizialmente non riguardano il reddito di cittadinanza.

error: Content is protected !!