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«…disposto il ritiro immediato delle mascherine Kn95 acquistate dalla struttura commissariale per l’emergenza Covid» ogni commento è superfluo, solo una domanda: quante sono quelle in giro non a norma? Si confida nella Giustizia!

di Redazione —

La vicenda delle mascherine è salita alla ribalta nell’inchiesta, andata in onda lo scorso  martedì 9 febbraio 2021, durante la puntata di “Fuori dal Coro”, su Rete 4, dove è emerso che le mascherine acquistate in Cina con una maxi commessa da 1,2 miliardi non sarebbero a norma. Servizio ripreso dal quotidiano la “La Verità”  che così scrive: «mentre circolavano le indiscrezioni sullo scoop della trasmissione di Rete 4, una comunicazione interna tra le strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia comunicava la disposizione del ritiro delle mascherine. Indicando anche i codici del prodotto, la provenienza (Struttura commissariale) e l’indicazione precisa: “S/Valvola Dpi monouso/Protezione civile”».
Quindi le mascherine di Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza coronavirus, sono state ritirate, stando a ciò che scrive il quotidiano: «l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina ha disposto il ritiro immediato delle mascherine Kn95. Prodotte dalla Wenzhou Huasai commodity acquistate dalla struttura commissariale per l’emergenza Covid».
Durante la trasmissione di Mario Giordana, “Fuori dal Coro” in onda su Rete4, si vedeva, nel servizio, l’analisi fatta fare, a due delle mascherine di questa maxi commessa, dall’«unico laboratorio italiano qualificato da Eurofins, ente accreditato dal Ministero della Salute per svolgere questo tipo di analisi», ovvero la “Fonderia Mestieri Srl” di Torino.
Mario Giordana ha reso noto i test effettuati dai tecnici, dalle cui analisi è emerso che quelle FFP2 non possono essere certificate, secondo l’attuale norma di legge, perché la normativa attuale stabilisce una capacità di penetrazione massima del 6%, ma le due mascherine a campione analizzate a Torino hanno evidenziato una capacità di penetrazione delle particelle tra il 50,98 e il 73,99%.
Alcuni ospedali del Friuli Venezia Giulia hanno ricevuto queste mascherine, che, come si legge su ‘La Verità’ i «prodotti sono stati tutti certificati dal Comitato tecnico scientifico (CTS) che supporta il governo nella gestione della pandemia, sulla base della documentazione cinese consegnata dai fornitori, come consentito dalla normativa sull’emergenza Covid.».
Ogni altro commento è superfluo, solo una domanda: quante sono quelle in giro non a norma? Si confida nella Giustizia!

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