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SANDRI: «Dalla Svezia arriva in queste ore un importante conferma al nostro assunto: la tecnologia PCR utilizzata nei test per rilevare i virus non è in grado di distinguere tra virus in grado di infettare cellule e virus che sono stati neutralizzati dal sistema immunitario e, pertanto, questi test non possono essere utilizzati per determinare se un soggetto sia contagioso o meno.».

di Redazione —

«La problematica del cattivo utilizzo dei tamponi PCR è centrale nella battaglia per il ripristino della verità scientifica. Nella causa pendente al Tribunale di Roma abbiamo sviluppato, io ed i colleghi, che la patrocinano, tra le altre, anche l’eccezione che il mero esame strumentale non sia sufficiente per una diagnosi di caso positivo di Covid 19. Nessuna malattia viene, infatti, diagnosticata semplicemente attraverso un esame compiuto da una macchina: è sempre indispensabile l’intervento del medico.
Dalla Svezia arriva in queste ore un importante conferma al nostro assunto: la tecnologia PCR utilizzata nei test per rilevare i virus non è in grado di distinguere tra virus in grado di infettare cellule e virus che sono stati neutralizzati dal sistema immunitario e, pertanto, questi test non possono essere utilizzati per determinare se un soggetto sia contagioso o meno. L’RNA dei virus è spesso rilevato per settimane ed addirittura mesi, dopo la malattia, ma ciò non significa che il soggetto sia ancora contagioso.

Le associazioni professionali di specialità in medicina di malattie infettive, microbiologia clinica, igiene e controllo delle infezioni del Paese nord europeo in una riunione del 19 aprile 2021, preso atto della possibile esistenza di varianti, hanno concluso che i criteri, per valutare l’assenza di infezioni, si devono basare su un miglioramento clinico stabile con assenza di febbre, per almeno due giorni dopo, che siano trascorsi almeno sette giorni dall’insorgenza dei sintomi. Per coloro che hanno avuto sintomi più pronunciati, occorre attendere per la diagnosi almeno 14 giorni dopo la malattia e per i più ammalati. La valutazione deve essere effettuata da parte del medico curante.
Il test PCR viene sostanzialmente eliminato quale strumento di diagnosi del Covid 19. Un passo in avanti della scienza medica destinato ad estendersi in tutto il Mondo una volta che verrà abolita, anche nell’immaginario collettivo, la dipendenza da un cotton fioc tanto ridicolo quanto fallace», scrive su Telegram l’avvocato Mauro Sandri, uno dei legali che stanno lottando, all’interno dei Tribunali, per le libertà fondamentali dei cittadini ed il ritorno alla normalità della vita quotidiana, a proposito degli sviluppi della causa pendente davanti il Tribunale di Roma sull’eccezione che il solo esame strumentale non sia sufficiente per una diagnosi di caso positivo di Covid 19.

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