Tempo di lettura: 4 minutes

Uno studio, coordinato dell’IAC-CNR e Università di Harvard, pubblicato su ‘Nature Communications’, nel promettere diverse ricadute, dalla scienza dei materiali alla medicina e farmaceutica, ha osservato un nuovo esempio di materia soffice composto da gocce di fluido in miniatura incapsulate in una goccia più grande, la cui simulazioni al computer ha mostrato le gocce muoversi come in una sorta di balletto.

di Piero Mastroiorio

Una ricerca, pubblicata sulla rivista ‘Nature Communications’ e supportata dall’European Research Council attraverso l’Advanced Grant Copmat, di cui è titolare Sauro Succi, responsabile del Mesoscale Simulations Lab dell’IIT, Istituto italiano di tecnologia, di cui fa parte anche il ricercatore Adriano Tiribocchi, che ha firmato la ricerca e sul tema, insieme ai colleghi dell’IAC-CNR, Istituto di applicazione del calcolo ‘Mauro Picone’ del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, di cui è associato, e dell’Università di Harvard, così ha dichiarato: «Comprendere il comportamento della materia soffice rappresenta una delle sfide più importanti ed interdisciplinari della scienza moderna che porterà applicazioni tecnologiche innovative in diversi campi.».

Una configurazione di equilibrio di un’emulsione priva di nucleo. b e c allo stato stazionario forme. Le frecce rosse indicano la direzione del flusso del fluido calcolato nel riquadro del laboratorio ( b ) e rispetto al centro di massa della goccia ( c ). Qui due vortici che ruotano in senso orario (in basso) e in senso antiorario (in alto) emergono all’interno della goccia.

Il team di ricerca ha osservato un nuovo esempio di materia soffice, realizzando così un avanzamento di conoscenza, con potenziali risvolti in particolare in ambito biologico e in quello dei nuovi materiali, come lo stesso ricercatore Adriano Tiribocchi, spiega: «In questo lavoro abbiamo studiato, mediante simulazioni al computer, basate sul metodo reticolare di Boltzmann, il comportamento dinamico di una emulsione multipla composta da gocce di fluido disperse in una goccia più grande e sottoposte ad un flusso esterno, una situazione osservata in genere durante esperimenti in canali micro-fluidici.

Abbiamo rilevato che la dinamica delle gocce interne è influenzata in modo cruciale dai vortici che si formano in risposta alla sollecitazione imposta dalla differenza tra la pressione di ingresso e uscita dal micro-canale. Ne determinano le interazioni ed i moti, i quali possono essere periodici, come in una affascinante danza in cui un partner insegue l’altro, oppure più disordinati e caotici, come nell’immagine a lato.
I risultati ottenuti sono importanti non solo per ulteriori esperimenti in micro-fluidica, ma anche perché potranno contribuire a chiarire, ad esempio, le interazioni osservate tra cellule in condizioni fisiologiche, che è ragionevole pensare si comportino in maniera simile alle gocce esaminate nel nostro studio. Un’analoga questione vale per lo studio dell’interazione tra cellule e batteri, al fine di valutarne l’eventuale patogenicità
.».

Le frecce rosse indicano la direzione del flusso di fluido nel telaio laboratorio (un e b) e nel telaio gocciolina esterna (c e d). Frecce verdi in una e b indicano la direzione perpendicolare al flusso, lungo il quale la goccia 1 inizia il suo moto, mentre le frecce bianche in c e la d la direzione dei ricircoli fluido.

Solitamente si dice che la materia si manifesta in tre stati fondamentali, gas, liquida e solida, in realtà, molte delle sostanze con cui veniamo a contatto quotidianamente non sono facilmente riconducibili a questi stati, ma sono piuttosto una miscela di due o anche tre di loro, come spiegano, concludendo, i ricercatori dell’IAC-CNR, Adriano Tiribocchi e Marco Lauricella, tra gli autori dello studio: «Una schiuma, per esempio, è una miscela di acqua e aria mentre la comune maionese è una delicata amalgama di olio e acqua. Il gel per capelli è un ulteriore esempio di materiale in cui particelle solide sono disperse in acqua.
Questi stati esotici della materia si comportano in modo molto differente dai tre di cui sono costituiti e in genere hanno proprietà meccaniche intermedie tra essi. Sono spesso definiti soffici proprio perché è possibile deformarli in seguito a una sollecitazione anche debole. In particolare, i materiali soffici costruiti a partire da emulsioni di gocce di fluido sono di notevole importanza per i loro risvolti applicativi. Sono, infatti, utilizzati in ambito ingegneristico, per la progettazione di materiali porosi ispirati a tessuti viventi, ma anche in quello alimentare, per la produzione di cibi a basso contenuto calorico, passando per quello farmaceutico, in particolare nella somministrazione controllata di medicinali incapsulati all’interno delle gocce stesse.».

error: Content is protected !!