Le raccomandazioni dell’Autorità garante, dopo la pubblicazione di uno studio promosso dall’AGIA, con l’ISS e la collaborazione del Ministero dell’istruzione, che  mostra le emergenze segnalate in tema di neuro-sviluppo e salute mentale dei minori, tra cui disturbi del comportamento alimentare, suicidio e autolesionismo.

di Piero Mastroiorio —

In occasione della pubblicazione della Ricerca “Pandemia, neuro-sviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi”, che ha utilizzato, per la sua realizzazione, prima scientifica a valenza nazionale, oltre 90 esperti tra neuropsichiatri infantili, pediatri, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti e docenti, promossa dall’AGIA, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, con l’ISS, Istituto superiore di sanità e la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, il garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, ha lanciato un allarme: «I problemi del neuro-sviluppo e della salute mentale di bambini e ragazzi manifestatisi durante la pandemia rischiano di diventare cronici e diffondersi su larga scala.».

I professionisti interpellati hanno riferito di disturbi del comportamento alimentare, ideazione suicidaria, come tentato suicidio e suicidio, autolesionismo, alterazioni del ritmo sonno-veglia e ritiro sociale. In ambito educativo, poi, sono stati riscontrati disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, del linguaggio, disturbi della condotta e della regolazione cognitiva ed emotiva, oltre a paura del contagio, stato di frustrazione e incertezza rispetto al futuro, generando insicurezza e casi di abbandono scolastico. È stato riportato, inoltre, un aumento delle richieste d’aiuto per l’uso di sostanze psicoattive, cannabinoidi e alcool, mentre i minori migranti non accompagnati hanno manifestato difficoltà nella gestione dell’isolamento e della quarantena nelle strutture di accoglienza.
«Più in generale la pandemia ha provocato quella che i professionisti interpellati dall’équipe di ricerca hanno definito una vera e propria “emergenza salute mentale”.

È stata infatti registrata un’impennata delle richieste di aiuto alla quale in molti casi sono corrisposte inadeguatezza e iniquità di risposte che hanno fatto emergere carenze e ritardi strutturali precedenti al coronavirus», spiega la nota dell’AGIA, sottolineando come bambini, ragazzi e famiglie si siano trovati «spesso costretti a rivolgersi ai privati, con impegni economici rilevanti e difficilmente sostenibili, che hanno aumentato le disuguaglianze. Allo stesso tempo il lockdown ha fatto scoprire il potenziale della telemedicina applicata alla salute mentale, ma occorre investire rapidamente in formazione degli operatori e in tecnologie specifiche per assistere bambini e ragazzi.».
A fronte di ciò l’AGIA ha formulato una serie di raccomandazioni tra cui «la necessità che le azioni di programmazione, prevenzione e cura superino la frammentarietà regionale e locale. La fase post pandemica può essere un’occasione straordinaria per farlo e in generale per migliorare il sistema, ma non c’è tempo da perdere. Vanno previste adeguate risorse per i servizi, fornite risposte specifiche in base all’età, va garantito un numero di posti letto in reparti dedicati ai minorenni e istituiti servizi di psicologia scolastica, in modo da attivare un collegamento tra scuola e territorio. È altrettanto importante operare un cambiamento culturale, intervenendo sul ruolo educativo e sulla promozione del dialogo intergenerazionale.».

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