edonali8
Sono le di   Aggiornamento 14 gennaio 2020
 

...mentre parlano, parlano del quanto siamo bravi a fare il nulla

 

L'AGRICOLTURA Pugliese
perde 142 milioni in fondi Ue
per lo sviluppo rurale

Sul filo di lana, alla Sicilia, che è riuscita a certificare in un mese, sono andati 75 milioni di € in progetti, alla Basilicata 40 milioni, all’Abruzzo 35 milioni, alla Campania 30 milioni, alla Liguria 27 milioni e alle Marche 6 milioni, mentre le altre regioni avevano già raggiunto in anticipo i propri obiettivi di spesa.

di Redazione

Se non ci fosse da piangere, si potrebbe morir dal ridere per le continue barzellette sul “tutto va bene Madama la Marchesa”, che si sentono dai TG nazionali, regionali e locali, soprattutto sulle efficienze della politica legate al “diciamo, faremo, attueremo...”, intanto, gli agricoltori pugliesi dovranno rinunciare a oltre 142 milioni di euro di contributi pubblici garantiti dal piano di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione. Lo scorso 31 dicembre è scaduto il termine di spesa assegnato dalle regole europee per i fondi stanziati tre anni fa che l’amministrazione regionale non è stata in grado di erogare nei tempi previsti.
Questa pesante penalità, a carico degli agricoltori pugliesi, arriva in un momento di crisi del settore dove difficilmente le piccole imprese riusciranno a fare investimenti senza la partecipazione dei fondi europei e fa rilanciare un tema sempre attuale, legato alla necessità di un piano unico nazionale per lo sviluppo rurale, che, per gelosie incomprensibili, legate alle competenze regionali in materia di gestione dei contributi europei, non fa funzionare un piano che, come semplice camera di compensazione, potrebbe consentire travasi di risorse tra regioni più o meno virtuose. In soldoni, per restare all’esempio di quest’anno, invece di restituire i soldi a Bruxelles, questi, se ci fosse stata una seria regia nazionale, potevano essere dirottati verso altri piani con migliori performance di spesa, restando così nelle mani deagli agricoltori italiani.Non solo, spesso, si perdono le agevolazioni vitali per le imprese a causa dei ritardi nella programmazione, delle difficoltà burocratiche ma, anche e soprattutto, per la difficoltà delle imprese a programmare gli investimenti necessari per ottenere il cofinaziamento garantito dalle misure previste dal programma facendo scattare il disimpegno automatico degli 86 milioni di euro fondi europei ai quali si aggiunge il cofinanziamento nazionale obbligatorio per un totale di 142,3 milioni di euro.
Comunque, la cosa che più dà fastidio, che lascia la bocca amara incapace di proferire parole, è che proprio la Puglia, coordinatore storico della commissione politiche agricole in Conferenza Stato-Regioni, si è fatta sfuggire questa ghiotta opportunità, facendosi scavalcare dalle altre Regioni che, sul filo di lana, a dicembre, c’erano ancora 435 milioni di contributi pubblici, sono riuscite ad accaparrarsi il tanto sospirato ossigeno per le azziende: alla Sicilia, che è riuscita a certificare in un mese, sono andati 75 milioni di euro in progetti, alla Basilicata 40 milioni, all’Abruzzo 35 milioni, alla Campania 30 milioni, alla Liguria 27 milioni e alle Marche 6 milioni, mentre le altre regioni avevano già raggiunto in anticipo i propri obiettivi di spesa, con solo Bolzano, Veneto, Trento e Calabria, già oltre il 50% di spesa.