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Sono le di   Aggiornamento 16 gennaio 2020
 

DONA: «La disuguaglianza è un problema irrisolto
di questo Paese di cui dovremmo vergognarci
.».

 

PENSIONATI:
in molte famiglie sono aiuto sostanziale contro la poverta'

RIENZI: «La stragrande maggioranza dei pensionati italiani non riesce a condurre una vita dignitosa e può considerarsi a tutti gli effetti “povero”. Le pensioni “da fame” italiane non solo sono le più basse d’Europa, ma anche le più tassate.».

di Redazione

Stando all’ultimo rapporto dell’ISTAT, Istituto di Statistica nazionale, che conferma, sulla base dei dati del 2017, «la presenza di un pensionato all’interno di nuclei familiari ‘vulnerabili’, genitori soli o famiglie in altra tipologia, consente quasi di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà», cioè, quasi 7.400.000 famiglie hanno la fortuna di avere con se un anziano i cui trattamento pensionistici rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile e nel 21,9% dei casi, proprio, la 'pensione' è l’unica fonte monetaria di reddito per oltre 2.600.000 famiglie.
Nel 2018, i pensionati erano circa 16 milioni, per un numero complessivo di trattamenti pensionistici erogati pari a poco meno di 23 milioni di euro, per un totale di spesa pensionistica, inclusa la componente assistenziale, pari a 293 miliardi di euro, con un aumento annuale del +2,2. Il peso relativo della spesa pensionistica sul PIL, Prodotto Interno Lordo, si attesta al 16,6%, valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%), segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente. Il 36,3% dei pensionati riceve ogni mese meno di 1.000 euro lordi, il 12,2% non supera i 500 euro. Il 24,7% dei pensionati, uno su quattro, si colloca, invece, nella fascia di reddito superiore ai 2.000 euro.
«La disuguaglianza è un problema irrisolto di questo Paese di cui dovremmo vergognarci. Il dato, secondo il quale il reddito totale del 20% delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello del 20% delle famiglie più povere, è un valore che colloca l’Italia tra i peggiori d’Europa. Considerati i diritti acquisiti dei pensionati, l’unica via per arginare il fenomeno è avere un Fisco più equo, rispettoso dell’art. 53 della Costituzione, ossia del criterio della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario», dice il presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, a cui fa eco Carlo Rienzi, presidente del CODACONS, affermando: «La stragrande maggioranza dei pensionati italiani non riesce a condurre una vita dignitosa e può considerarsi a tutti gli effetti “povero”, mentre aumenta il divario tra i redditi della categoria. Le pensioni “da fame” italiane non solo sono le più basse d’Europa, ma anche le più tassate. Basti pensare che un pensionato italiano, che nel 2018 ha percepito una mensilità di 1.500 euro, ha corrisposto allo Stato 4.000 euro di tasse sulla propria pensione. In Spagna, a parità di pensione, si pagano 1.800 euro all’anno di tasse e nel Regno Unito 1.500 euro, in Francia 1.000 euro e in Germania appena 39 euro.».