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Sono le di   Aggiornamento 20 gennaio 2020
 

Gli ultimi dati Eurostat rivelano

 

REDDITI: in Italia aumenta il divario tra ricchi e poveri

Secondo Eurostat, umenta la differenza di reddito, passando dalle 5,21 volte del 2008 alle 6,09 volte dnel 2018, portando, così, la parte disagiata della Nazione ad essere sempre più povera e quella più "fortunata" ad essere sempre più ricca.

di Redazione

Secondo gli ultimi dati Eurostat, aggiornati al 2018, il 20% della popolazione italiana ha un reddito 6 volte più alto dei ceti più bassi, una variazione che nell’ultimo decennio si è allargata, portando la differenza dalle 5,21 volte del 2008 alle 6,09 volte nel 2018: un triste primato europeo che porta i poveri italiani ad essere sempre più poveri e ricchi ad essere sempre più ricchi.
La lettura delle statistiche evidenzia anche una differenza tra il Nord e il Sud: il minor divario tra ricchi e poveri si registra in Regioni come Friuli Venezia Giulia che si ferma a 4,1 volte, mentre la forbice è a livelli record in Campania e Sicilia, dove il 20% benestante ha un reddito di 7,4 volte superiore alla parte più disagiata della posizione.
Tra le cause dell’ampliamento del divario vi sono le conseguenze indotte dagli anni delle crisi che si sono abbattute soprattutto sul ceto medio che è andato progressivamente assottigliandosi: dal 2008, l’anno in cui è scoppiata la crisi negli USA, che ha lambito l’Europa solo nella parte finale dell’anno, la differenza tra ricchi e poveri è aumentata di una ulteriore unità, passando dalle 5,21 volte del 2008 al record delle 6,27 del nel 2016, per poi scendere alle 5,92 volte del 2017 e sfondare di nuovo la soglia del sei, a 6,09 volte, nel 2018.
Se si guarda all’Eurozona, a 28 Paesi, il divario tra ricchi e poveri e pari a 5,17 volte, portando più su l'Italia, messa poco peggio della Spagna che è a 6,03 volte, lontane dalla Germania ferma a 5,07 volte e, soprattutto, dalla Francia ferma a 4,23 volte, con una differenza di grandezza che porta il Bel Paese ad essere la peggiore delle Nazioni più popolose, tanto che nella lista dei 28 Paesi Eurozona, guidata da Serbia, Bulgaria e Romania, con un divario rispettivamente di 8,58, 7,66 e 7,21 volte, si piazza al settimo posto, peggio, solo, di Lituania, Albania, Lettonia e Macedonia.
Suddiviso per regioni, il dato italiano, evidenzia una differenza, oltre che tra ricchi e poveri, anche tra Nord e Sud, meglio, nelle Regioni storicamente benestanti, la forbice tra chi ha di più e chi ha di meno è anche meno larga, stando ai dati che si fermano al 2017, anno in cui il minor divario si registra a Bolzano, 4 volte la differenza tra i redditi, in Friuli 4,1, seguite da Veneto e Umbria a 4,2 volte. Il Lazio segna un indice del 6,5, la Lombardia si ferma a 5,4 mentre Sicilia e la Campania registrano i divari più ampi: il 20% dei più ricchi ha un reddito che è 7,4 volte superiore alla corrispondente fascia dei più poveri. In Calabria il divario è di 7,1 volte, in Sardegna di 6,7. Al Sud fanno meglio Basilicata e Puglia, dove la forbice è calcolata in un divario di 5,5 volte.