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Sono le di   Aggiornamento 24 gennaio 2020
 

NAPOLI: ritrovato a Lucera (Fg), più di 200 anni fa e donato a Ferdinando IV,
Re di Napoli e del Regno delle Due Sicilie, il Mosaico della Medusa sarà
visibile nella nuova alla dedicata alla Magna Grecia del Museo Archeologico Nazionale



torna in esposizione il
mosaico della “Medusa”

TOZIANO: «Mi auguro che in un futuro vicino, le prossime pubblicazioni, tolgano il "molto probabilmente", perché i protocolli indirizzati al Re Ferdinando tolgono ogni dubbio e si possa mettere una piccola targhetta con dicitura Lucera.».

di Redazione

«Dopo più di 200 anni, torna in esposizione nel Museo Archeologico di Napoli, nella nuova ala dedicata alla Magna Grecia, il Mosaico della Medusa ritrovato a Lucera (Fg) e come mecenate appartenente al FAI, non potevo non darne notizia" racconta Giuseppe Toziano, in una nota inviata agli organi di informazione in cui sottolinea: «Il tutto è partito da Foggia dove la mia passione di ricercatore mi fa incontrare nella biblioteca 'Magna Capitana', il prof. Pasquale Di Cicco, che mi raccontava di questa sua ricerca inerente un mosaico ritrovato nella città di Lucera e custodito nei magazzini del museo nazionale di Napoli.
Dopo aver letto la sua ricerca corredata di documenti, in cui sinteticamente si apprende che nel 1786 Domenico Andrea Pellegrino decise di costruire un palazzo nel centro di Lucera m'incuriosisco. Durante gli scavi ritrovarono un mosaico e per proseguire i lavori ci furono molteplici lettere indirizzate al sovrano Ferdinando IV in cui si aveva desiderio di donare il mosaico al Re per arricchire il 'Real Museo' di Napoli. Dopo 2 mesi di lettere, una risposta specificava che chiedeva di lasciare il loco il mosaico e di non farlo trasportare da persone del posto. Il Re fece seguire dai fatti le sue misive, tanto che mandò sul posto delle esperte maestranze da Napoli per portare il mosaico al 'Museo archeologico nazionale' di Napoli , dove è stato custodito in magazzino fino al 2019.
Dopo essermi recato una prima volta a Napoli e dopo aver parlato con gli addetti del museo che mi dissero che una nuova ala doveva ospitare questo mosaico di cui non sapevano tanto, tornai a il 20 ottobre 2019 per ammirare questo mosaico e avvisare sia il direttore del museo che la dottoressa Miele, che in una sua pubblicazione, scrive: "molto probabilmente il mosaico proviene da Lucera", ho scattato alcune foto e donato alcune copie del Di Cicco alla dottoressa.
Mi auguro che in un futuro vicino, le prossime pubblicazioni, tolgano il "molto probabilmente", perché i protocolli indirizzati al Re Ferdinando tolgono ogni dubbio e si possa mettere una piccola targhetta con dicitura Lucera.
Sicuro, che la condivisione della cultura possa aumentare la conoscenza e la positività, sono felice di raccontarvi questa storia giunta ad un lieto fine di collaborazione tra l'asse Napoli-Lucera come in passato ci fu e ci sara sempre, basta ricordare Giuseppe Fiorelli e Ruggero Bonghi per il super lavoro fatto a Pompei
.».