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Sono le di   Aggiornamento 27 gennaio 2020
 

ROMA:


ancora un suicidio nelle
file della Polizia di Stato

DE LIETO: «Quanti altri poliziotti dobbiamo piangere nell’attesa che chi di dovere si adoperi affinché si provveda all’assegnazione di psicologi presso ogni Ufficio di Polizia dislocato sul territorio?».

di Redazione

A Roma, in via Talamo, quartiere 'Collatino', un 57enne, Assistente Capo della Polizia di Stato, in servizio presso la Segreteria del Dipartimento della P.S. servizio tecnico gestione 1° settore, si è suicidato, nella propria abitazione, sparandosi un colpo al cuore con la pistola d’ordinanza.
E’ un bollettino di guerra e il numero dei suicidi nella Polizia di Stato sale sempre di più”, dice Antonio de Lieto, Segretario Generale del LI.SI.PO., Libero Sindacato di Polizia, che nell’unirsi all’immenso dolore della famiglia del poliziotto che si è tolto la vita, sottolinea: «Il LI.SI.PO. si chiede, i dirigenti dei vari Uffici della Polizia di Stato dislocati sul territorio non hanno mai notato comportamenti dubbiosi a carico di operatori di Polizia? Eppure, questi dirigenti sono sempre attenti e ligi al proprio dovere! Allora come mai i poliziotti si ammazzano e i dirigenti non riescono ad intervenire prima del drammatico gesto? Certo, i dirigenti della Polizia di Stato non sono degli psicologi, pertanto, non hanno competenze ed in considerazione di ciò. Quanti altri poliziotti dobbiamo piangere nell’attesa che chi di dovere si adoperi affinché si provveda all’assegnazione di psicologi presso ogni Ufficio di Polizia dislocato sul territorio? Ormai è una moda aggredire gli operatori di Polizia quando intervengono per sedare una qualsiasi controversia o per altra emergenza. Ci si deve augurare che al termine dell’intervento non si ritrovino i Colleghi stessi ad essere gli eventuali accusati…. Questo ed altri eventi particolari, a giudizio del LI.SI.PO., possono contribuire negativamente sulla psicosi di qualsiasi essere umano.».
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