Sono le di   Aggiornamento 7 Febbraio 2019
 

Un'iniziativa europea fa emergere un quadro allarmante

 

sanita': “tolleranza zero
su infezioni ospedaliere

CITTADINANZATTIVA: "In Italia un paziente su 15 durante il ricovero contrae un’infezione che al momento dell’ingresso non era manifesta clinicamente né in incubazione e dai dati del 'Rapporto Pit Salute' emerge che nell’ultimo anno le infezioni ospedaliere sono in aumento, soprattutto, a carico di pazienti immunodepressi.".

di Redazione

Un'iniziativa europea sulla sicurezza dei pazienti, svolta il 4 e 5 Febbraio 2019 a Bruxelles, sostenuta da Copma e promossa da Active Citizenship Network e Cittadinanzattiva, con l'obiettivo: “Diffondere innovazione e promuovere partecipazione civica in sanità per una cultura della tolleranza zero in tema di infezioni ospedaliere”, ha restituito una fotografia drammatica degli ospedali europei dove ogni anno ci sono 33 mila decessi per infezioni resistenti agli antibiotici, solo in Italia si contano 7800 vittime di infezioni di questo tipo contratte durante un ricovero in ospedale.
Un più efficace contrasto alle infezioni correlate all’assistenza ICA non può prescindere dall’adozione di soluzioni innovative combinate insieme ad una decisa azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, per la quale risulta cruciale coinvolgere gruppi di 'advocacy' e di tutela dei diritti dei pazienti”: questo il messaggio lanciato dalla due giorni in tema di sicurezza dei pazienti.
Secondo il Centro europeo malattie infettive, "ai numeri drammatici del fenomeno si associa il problema delle infezioni resistenti agli antibiotici, in netto peggioramneto: in Europa si contano circa 33 mila decessi l’anno legati a infezioni di questo tipo e addirittura un terzo si verifica in Italia, dove la consapevolezza non è ancora molto diffusa.".
Corrette pratiche di prevenzione, come pure l’adozione di soluzioni innovative, potrebbero arginare di molto le ICA, con conseguenti benefici di natura economica per il sistema sanitario nazionale, considerato che i costi di trattamento per ogni singola infezione variano dai 5 ai 9mila euro”, dicono i promotori dell’evento, che hanno presentato alla Commissione europea il “sistema di sanificazione Pchs che, sfruttando la biocompetizione microbica, riesce a ridurre le ICS del 52% garantendo igiene stabile nel tempo negli ambienti ospedalieri a totale vantaggio dei pazienti e del sistema sanitario. I dati destano molta preoccupazione, ogni anno in Italia 7.800 persone perdono la vita a causa di infezioni antibiotico-resistenti contratte nel corso di ricoveri ospedalieri, quasi il doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Dati che ci pongono all’ultimo posto a livello europeo. Come cittadino europeo mi chiedo invece se dopo le elezioni di Maggio per il Parlamento Europeo il tema sarà tra le priorità dell’agenda politica europea nei prossimi anni”, sostiene Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.
"In Italia un paziente su 15 durante la degenza in ospedale contrae un’infezione che al momento dell’ingresso non era manifesta clinicamente né in incubazione e dai dati del 'Rapporto Pit Salute' emerge che nell’ultimo anno il fenomeno delle infezioni nosocomiali è in aumento, 4,9% nel 2017 rispetto al 4,3% nel 2016, soprattutto a carico di pazienti immunodepressi", concludono da Cittadinanzattiva.