Sono le di   Aggiornamento 9 Febbraio 2019
 

Lunedì 11 febbraio 2018 Giornata mondiale dell’epilessia


epilessia: il 30%
delle crisi a scuola

L'epilessia colpisce più i bambini, tanto che nei due terzi dei casi si manifesta prima della pubertà, con una resistenza al farmaco pari al 30% e solo il 10-15% dei casi può essere trattato con la chirurgia.

di Redazione

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nell’ambito delle iniziative coordinate in Italia dalla LICE, Lega Italiana contro l’Epilessia ha organizzato per Lunedì 11 febbraio 2019, in occasione della Giornata mondiale dell’epilessia, la 4^ edizione del progetto “La scuola non ha paura delle crisi”, che nel corso degli ha formato oltre 1.300 insegnanti, operatori scolastici e studenti in più di 100 scuole di Roma e provincia per gestire al meglio le crisi epilettiche.
Personale specializzato dell’Ospedale Pediatrico insegnerà ai circa 250 partecipanti, tra operatori scolastici e adolescenti, a gestire gli attacchi epilettici in classe con l’ausilio di video tutorial, esempi pratici, strumenti tecnici e teoria, con particolare attenzione alla corretta e tempestiva modalità di somministrazione dei farmaci durante una crisi.
Circa il 30% delle crisi epilettiche si manifesta in classe ed il 40% delle chiamate ai numeri di emergenza 112 e 118 che partono dalle scuole proprio per casi di crisi epilettica. Il 90% delle crisi dura meno di 2 minuti, in alcuni casi possono durare di più e rendere necessaria una assistenza d’urgenza anche con il ricovero in terapia intensiva. In tutte queste situazioni la somministrazione corretta e tempestiva dei farmaci specifici interrompe la crisi, può evitare il ricovero e soprattutto gravi conseguenze per il paziente.
Dal monitoraggio delle scuole formate nelle tre precedenti edizioni, è emerso che il 46% degli insegnanti ha uno studente con epilessia in classe; oltre 1/3 degli istituti (37%) ha avuto a che fare con almeno un episodio di crisi epilettica.
Dopo la formazione è raddoppiato il senso di sicurezza e quindi la disponibilità a somministrare i farmaci d’urgenza ai bambini/ragazzi in preda alle convulsioni e il 100% delle crisi è stato gestito in classe dal personale formato, che ha messo in atto le corrette manovre di assistenza, evitando, così, ospedalizzazioni inappropriate. Per la gravità della situazione, il ricovero si è reso necessario solo in 2 casi.
È scientificamente dimostrato che educare la scuola alla gestione dei bambini e dei ragazzi affetti da epilessia ne favorisce l’inserimento in classe, migliora la loro qualità di vita, con ricadute positive anche sui livelli di ansia dei genitori, e riduce sensibilmente gli accessi non necessari al pronto soccorso. Ancora oggi purtroppo, questi giovani sono vittime di pregiudizi e limitazioni in vari ambiti della loro vita. È per questo che discriminazione ed emarginazione vanno combattute con ogni iniziativa di informazione, formazione e sensibilizzazione possibile”, sottolinea il professor Federico Vigevano, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione del Bambino Gesù.
L'epilessia colpisce di più i bambini, tanto che nei due terzi dei casi si manifesta prima della pubertà. Il 30% di tutte le epilessie è resistente ai farmaci: di queste solo il 10-15% può essere trattata con la chirurgia. In questo caso, prima si interviene più alta è la possibilità di guarigione. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ogni anno vengono effettuati oltre 600 ricoveri per epilessia, pari a circa il 60% delle attività dell’unità Operativa Complessa di Neurologia. Dal 2010 ad oggi sono stati eseguiti più di 140 interventi chirurgici con una percentuale di successo pari al 70%. Vale a dire che 7 bambini su 10 sono guariti completamente.