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Sono le di   Aggiornamento 7 maggio aprile 2019
 

Un'inchiesta del periodico "il Salvagente" rivela che


Caffe' in capsula:
buono per la tazza,
ma non per la Terra

Gli amanti del caffè in capsula italiani sono tanti: si stima che, i dati sono di qualche anno fa e sicuramente vanno aggiornati alla luce dei boom dell’espresso, si consumino un miliardo di capsule l’anno e che 12.000 tonnellate finiscano in discarica.

di Redazione

L'inchiesta di copertina del periodico "il Salvagente", del numero di maggio, i “I segreti del caffè”, punta il dito sulle marche più vendute di caffè intenso, soprattutto, sui contenitori: le capsule, che se si mettessero in fila tutte quelle esauste gettate in discarica ogni anno in tutto il Mondo si potrebbe fare 12 volte il giro della Terra, così da far affermare ai curatori dell'inchiesta che "il caffè in capsula, oggetto di consumi crescenti, è buono in tazzina, ma non per la Terra e per l’ambiente", anche se le capsule compostabili ci sono, ma faticano a decollare e quelle riciclabili sono al momento ancora complicate da separare, col risultato che finiscono per alimentare gli sprechi.
L’impatto ambientale è solo una parte dell’inchiesta, che ha testato le capsule andando a vedere cosa contengono e sottoponendo poi il campione di caffè alla prova organolettica. C’è da dire che tutte le marche analizzate, undici marche diverse, le più vendute, sono state promosse per la gioia degli amanti del caffè in capsula italiani, che sono tanti: si stima che, i dati sono di qualche anno fa e sicuramente vanno aggiornati alla luce dei boom dell’espresso, si consumino un miliardo di capsule l’anno e che 12 mila tonnellate finiscano in discarica.
"Il consumo di capsule si è imposto anche nella patria del caffè qual è l’Italia e ha conquistato quattro italiani su diec", spiega il direttore del mensile "il Salvagente, Riccardo Quintilii, che scrive: “Le risposte che abbiamo ottenuto sono decisamente tranquillizzanti. Innanzitutto perché assolvono le capsule dal sospetto che possano cedere molecole potenzialmente tossiche: né ftalati, né bisfenolo sono stati rintracciati nelle bevande che abbiamo analizzate. Nessuna ombra, insomma, sul fronte sanitario per questi contenitori, anche se non si può certo dire la stessa cosa sul versante dell’impatto ambientale dei tanti rifiuti che finiscono per creare e che ancora finiscono in gran parte nell’indifferenziata. Per restare però sul piano della sicurezza alimentare, buone notizie anche dal punto di vista dei pesticidi: per una volta nei nostri test, non è stata trovata alcuna traccia nelle polveri esaminate.”.
Disco verde per acrilammide e furani e “nessun difetto” alla prova organolettica.
Caffè promosso, ma col problema dell’impatto ambientale, perché poche aziende hanno abbandonato il mix di plastica e alluminio delle capsule. Nel test fatto dal mensile, su undici marchi, sei presentano capsule non riciclabili, tre sono riciclabili svuotandole, due sono compostabili, ma, come si legge nell'inchiesta "Nespresso punta sul riciclo e vuole diventare entro il 2020 la prima azienda ad utilizzare 100% alluminio di origine responsabile”. Intanto, oggi, i consumatori non riescono a riciclare bene questi prodotti, come si spiega nell'inchiesta del mensile: “Resta il fatto che ancora oggi, in Italia, per i patiti di Nespresso restano solo tre possibilità: gettare le capsule che consumano nell’indifferenziata, esercitarsi nella complicata separazione della parte in alluminio dai residui della polvere o mettere da parte le capsule e consegnarle nei punti vendita monomarca.”.