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Sono le di   Aggiornamento 17 maggio aprile 2019
 

Reso noto il secondo Rapporto “Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi
delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali


SANITA': tra costi elevati e tempi d'attesa lunghissimi

L'elaborazione dei dati conferma il divario e la differenza fra le regioni, considerate nell’indagine di quest’anno e in quella del 2017, e la spesa dei cittadini arrivare nel privato a quasi 35 miliardi di euro.

di Redazione

E' stato reso noto il secondo Rapporto “Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali”, elaborato da CREA e promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni, che rivela come nella Sanità italiana la facciano da padrone i lunghi tempi di attesa e il " privato" che diventa sempre più concorrenziale, in termini di costi, con il "pubblico", tanto che per alcune prestazioni sanitarie addirittura costa meno rispetto all’intra-moenia. Inutile dire che gli italiani ricorrono sempre più spesso, a spese di tasca propria per le visite mediche private, arrivando a quasi 35 miliardi di euro, di cui ben il 92% è out of pocket, per i lunghi tempi di attesa: si aspetta in media due mesi per una visita medica nella sanità pubblica a fronte di una sola settimana nel privato, “effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”.
Lo studio prende in considerazione 11 prestazioni sanitarie, specialistiche e diagnostiche, senza esplicita indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni e da 326 strutture sanitarie, 195 private e 131 pubbliche. Dallo studio emerge prima di tutto che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni, due mesi, nel pubblico a fronte di 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. In alcuni casi si aspetta di più: dai 112 giorni, quasi quattro mesi di attesa, per una colonscopia, contro gli 11 giorni di attesa per l'intra-moenia, 79 nel privato convenzionato e 11 nel privato. Attese medie che, tranne per il privato, risultano aumentare rispetto allo scorso anno.
Un dato che la ricerca stessa considera “sconcertante” è il costo delle prestazioni sanitarie e l’allineamento del privato rispetto all’intra-moenia. Pagando di tasca propria, insomma, si aspetta di meno e si finisce per pagare una cifra anche competitiva.
“Circa la metà delle prestazioni mediche prese in considerazione ha un costo inferiore nel privato piuttosto che in intra-moenia. È il caso, per esempio, della ecocardiografia, che in intra-moenia costa in media 109 euro, contro i 98 del privato. Insomma, non solo costi competitivi, in considerazione di tempi di attesa enormemente inferiori, ma addirittura spesso sovrapponibili o più economici dei costi sostenuti per il ticket. Questo spiega il sempre più frequente ricorso a spese ‘out of pocket’ (di tasca propria) per effettuare visite mediche private”, dice la Fp Cgil.
La ricerca conferma poi il divario e la differenza fra le regioni considerate nell’indagine di quest’anno e in quella del 2017: “La regione che eccelle, in termini di tempi di attesa per le prestazioni mediche, è l’Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa, a seguire Liguria e Campania, poi il Veneto, la Sicilia, la Lombardia, il Lazio, per ultima le Marche con una media di 110 giorni di attesa per una visita nella sanità pubblica.”.
Dalla ricerca si ricava agevolmente un Servizio sanitario nazionale non in grado, con queste caratteristiche, di dare servizi adeguati ai cittadini, tanto che la Funzione Pubblica Cgili commenta: “Alla luce di quanto emerso, risulta evidente quanti sia urgente e non più rinviabile un investimento straordinario in termini di risorse, personale, professionalità e tecnologie in tutto il nostro Servizio Sanitario nazionale che mostra evidenti segni di collasso con gravi e profonde ripercussioni sulle sue caratteristiche di universalità. Assistiamo da una parte ad un incremento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, dall’altra ad una progressiva dilatazione della spesa ‘out of pocket’ (di tasca propria) per visite mediche private. Il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario nazionale ha creato inefficienze che portano ad allungare le liste di attesa e incentivano lo sviluppo di un’offerta privata spesso concorrenziale, tanto per il costo quanto per i tempi di risposta.”.