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Sono le di   Aggiornamento 21 maggio aprile 2019
 

Un'analisi dell'ISS, presentata dal Ministero della Salute con
una relazione al Parlamento sul consumo di alcol nel nostro Paese, rivela


Consumo alcol: a rischio
8,6 milioni di italiani

La presa in carico dei soggetti alcoldipendenti da parte dei Servizi Alcologici è composta dal 27,1%, dell’utenza complessiva, da nuovi soggetti, il restante è rappresentato da quelli già in cura o rientrati nel corso dell’anno dopo aver sospeso un trattamento precedente.

di Redazione

Secondo un'analisi dell'ISS, Istituto Superiore di Sanità, presentata dal Ministero della Salute con una relazione al Parlamento sul consumo di alcol nel nostro Paese, la prevalenza dei consumatori a rischio è stata del 23,6% per uomini e dell’8,8% per donne di età superiore a 11 anni nel 2017, cioè 8.600.00, a cui vanno sommate altre 68.000 persone alcoldipendenti prese in carico dai servizi predisposti dalla Sanità nazionale.
La causa principale del consumo di alcol al di sopra dei limiti previsti dalle linee guida per la salute pubblica sarebbe da ricercare in una scarsa consapevolezza dei rischi che l’alcol causa alla salute. Sono infatti circa 700.000 i minorenni e 2.700.000 di ultra sessantacinquenni i consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Nel dettaglio l’analisi per classi di età mostra che le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono quelle dei 16-17enni, ralativamente al Maschi=47,0% e le Femmine=34,5%, che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e dei “giovani anziani” quelli con età compresa tra 65-75 anni.
Per quanto riguarda la presa in carico dei soggetti dipendenti dall’alcol da parte dei Servizi Alcologici, il 27,1% dell’utenza complessiva è rappresentato da nuovi soggetti; la quota restante da soggetti già in carico dagli anni precedenti o rientrati nel corso dell’anno dopo aver sospeso un trattamento precedente. A rivolgersi a questi servizi sono soprattutto persone con un’età compresa tra i 30 e i 59 anni, mentre i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 7,5% dei soggetti trattati; non trascurabile è la quota degli individui di 60 anni e oltre pari al 17,4%. La bevanda alcolica maggiormente consumata è il vino (48,1%), seguito dalla birra (27,1%), dai superalcolici (10,3%) e dagli aperitivi, amari e digestivi (5,5%).
Nel corso del 2017 si sono verificati complessivamente 39.182 accessi in Pronto Soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi il 70% si riferisce ad accessi di maschi e il restante 30% ad accessi di femmine.
La distribuzione degli accessi in Pronto Soccorso per triage medico mostra che il 64% degli accessi avviene in codice verde, il 20% in codice giallo, il 13,5% in codice bianco e il 2% in codice rosso.
Tra le conseguenze dell’abuso di alcol non vanno dimenticati gli incidenti stradali provocati da guida in stato di ebrezza.
Dai dati di Carabinieri e Polizia Stradale risulta che sono 4.575 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.690 sotto l’effetto di stupefacenti, su un totale di 58.583 incidenti. Il 7,8% e 2,9% degli incidenti rilevati dai Carabinieri e dalla Polizia Stradale è correlato dunque, rispettivamente ad alcol e droga, percentuali in aumento rispetto al 2015 quando erano pari al 7,6% e al 2,3%.