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Sono le di   Aggiornamento 24 maggio aprile 2019
 

Il presidente di UNAPROL esterna un suo timore


XYLELLA: a rischio il 68%
della produzione italiana

GRANIERI: «Dopo anni di immobilismo e colpevoli ritardi delle istituzioni serve una duplice strategia che proceda parallelamente: fermare il contagio e sostenere gli agricoltori, stremati dalla burocrazia, nelle operazioni di espianto e reimpianto creando sistemi sostenibili nelle zone infette.».

di Redazione

Dopo che l'EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, negli scorsi giorni ha certificato che ancora non esiste una cura per eliminare la Xylella, il presidente di UNAPROL, Consorzio olivicolo italiano, David Granieri, esterna un suo timore: "La Xylella rischia di diffondersi in tutto il Mezzogiorno ed in breve tempo potrebbe essere infettato tutto il Mezzogiorno, a partire da Basilicata, Calabria, Campania e Molise da cui, secondo i dati 'ISMEA 2019' con la media delle ultime 4 campagne, è arrivato il 68% dell’olio italiano.".
A oggi la situazione è tragica e coinvolge non solo un’intera filiera, ma tutto il tessuto economico e sociale di una regione che produce circa il 50% dell’olio extravergine d’oliva italiano. I numeri parlano chiaro: 21.000.000 di piante infettate su quasi 800.000 ettari del territorio pugliese per un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro. Colpito soprattutto il Salento, dove, qualche giorno fa, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, e il Ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, hanno effettuato un sopralluogo in elicottero per verificare la situazione e gli effetti drammatici sul paesaggio.
"Dopo anni di immobilismo e colpevoli ritardi delle istituzioni serve una duplice strategia che proceda parallelamente: fermare il contagio e sostenere gli agricoltori, stremati dalla burocrazia, nelle operazioni di espianto e reimpianto creando sistemi sostenibili nelle zone infette. In queste aree è necessario imparare a convivere con la malattia, ad esempio attraverso innesti e sovrainnesti con varietà resistenti, come il 'Leccino'. Per questo 'Unaprol' insieme a 'Coldiretti' e al 'Consorzio DOP Terre d’Otranto' ha costituito il 'Consorzio Innesti' per sviluppare e implementare una tecnica, finora adottata sporadicamente dagli esperti, che cerca di salvare gli ulivi infettati dalla Xylella”, conclude il presidente di UNAPROL, David Granieri.