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Sono le di   Aggiornamento 24 maggio aprile 2019
 

Da maggio 2019 è attivo il servizio che cerca di arginare l'invasione pubblicitaria


Pubblicita' cartacea: attivo il servizio di opposizione

Gli intestatari di un numero presente negli elenchi telefonici pubblici possono iscriversi al Registro esprimendo l’opposizione sia alle chiamate di telemarketing sia alla pubblicità cartacea, quelli già iscritti al servizio per non ricevere la pubblicità telefonica potranno richiedere l’iscrizione per non ricevere nemmeno quella cartacea.

di Redazione

Se un tempo si diceva la pubblicità è l'anima del commercio, oggi si dice che la pubblictà è l'asillo del consumatore. Troppe chiamate ai telefoni, troppe email e messaggi, ma la cosa più brutta sono le tonnellate di carta inviata e depositato nelle cassete postali, che spesso finisce sui marciapiedi a peggiorare una già pesima situazione.
Da questo mese, maggio 2019 le cose potrebebro migliorare, inafatti, è attivo il servizio gratuito di iscrizione dei cittadini al Registro Pubblico delle Opposizioni per non ricevere pubblicità cartacea indesiderata agli indirizzi postali presenti negli elenchi telefonici pubblici. L’estensione dell’ambito di applicazione del Registro alla posta cartacea – stabilita dall’art.1, comma 54, della Legge 4 agosto 2017, n. 124 e regolamentata dal D.P.R. n. 149/2018 – ha equiparato il trattamento per finalità di marketing degli indirizzi postali presenti negli elenchi telefonici pubblici a quello delle relative numerazioni, estendendo l’opt-out telefonico a quello cartaceo. Pertanto in assenza dell’esercizio del diritto di opposizione attraverso il Registro sono consentiti i contatti pubblicitari tramite telefono o posta cartacea.
Come previsto dal Regolamento attuativo, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento è stata completata la realizzazione tecnica del Registro esteso alla posta cartacea. Al fine di garantire ai cittadini un tempo congruo per bloccare l’invio di posta pubblicitaria indesiderata, gli operatori di marketing dovranno attendere i termini stabiliti dal medesimo Regolamento per poter utilizzare, previa verifica con il Registro Pubblico delle Opposizioni, gli indirizzi postali presenti negli elenchi telefonici degli utenti che non hanno espresso l’opposizione. Il trattamento degli indirizzi postali per fini commerciali rimarrà valido anche a seguito dell’iscrizione nel Registro solo se gli operatori avranno raccolto apposito consenso dell’interessato, secondo la normativa vigente in materia di privacy e in particolare il Regolamento (UE) 2016/679.
Dal punto di vista operativo, gli intestatari di un numero presente negli elenchi telefonici pubblici possono iscriversi al Registro esprimendo l’opposizione sia alle chiamate di telemarketing sia alla pubblicità cartacea. Gli utenti già iscritti al servizio per non ricevere la pubblicità telefonica potranno richiedere l’iscrizione per non ricevere nemmeno quella cartacea. L’opposizione può essere espressa mediante quattro modalità disponibili: web, numero verde, email e raccomandata.
Per quanto riguarda l’estensione del servizio a tutti i numeri riservati, cellulari inclusi, stabilita dalla Legge n. 5/2018, è attualmente in corso l’iter di approvazione del Regolamento attuativo, che una volta emanato completerà la riforma del telemarketing, garantendo ai cittadini un maggiore controllo dei propri dati personali.
L’opuscolo pubblicitario indirizzato a nome dell’abbonato telefonico oramai è equiparato alla chiamata molesta. Ma attenzione: chi è inserito nell’elenco telefonico e non si iscrive al registro rischia di ricevere in futuro una valanga di pubblicità. Purtroppo il registro delle opposizioni inizierà a funzionare solo quando verrà data attuazione all’estensione dell’iscrizione ai numeri fissi privati e dei cellulari”, dice Walther Andreaus, Direttore del CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti.
Cosa fare se, nonostante l’iscrizione al registro continuiamo a ricevere invii pubblicitari?
Anzitutto non è detto che l’invio sia illegittimo, perchè, se abbiamo dato noi il consenso possiamo revocarlo, modulo presso il Garante della Privacy, se non abbiamo mai autorizzato la società è possibile presenta un esposto all’AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.