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Sono le di   Aggiornamento 29 maggio 2019
 

Una ricerca, pubblicata sulla rivista 'Molecular Neurobiology', rivela che


Capacita' olfattive?
Crescono con attivita' fisica

Lo rivela uno studio, condotto dall'IBCN-CNR in collaborazione con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e la Fondazione Ebri, secondo cui il movimento attiva cellule staminali neurali, aumentando il numero di neuroni maturi che partecipano ai processi olfattivi.

di Piero Mastroiorio

Una ricerca, pubblicata sulla rivista 'Molecular Neurobiology', condotta dall’IBCN-CNR, Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche, svolta in collaborazione con il laboratorio di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia e con Raffaella Scardigli della Fondazione Ebri, ha individuato il processo che porta alla formazione di neuroni olfattivi in alcune aree del cervello adulto dei mammiferi, in cui si originano nuovi neuroni a partire da cellule staminali neurali, una delle quali è denominata zona Svz, sottoventricolare, e rappresenta la principale fonte di nuovi neuroni del cervello dei topi adulti.
All’interno della 'zona Svz', le cellule staminali dormienti vengono attivate da stimoli interni o esterni e cominciano un percorso di espansione e maturazione fino a diventare neuroni maturi che migrano in direzione del bulbo olfattivo, dove partecipano attivamente ai processi olfattivi. Nel nostro laboratorio abbiamo scoperto che lo spegnimento, tramite ingegneria genetica, del gene anti-proliferativo p21 innesca uno straordinario aumento della risposta delle cellule staminali neurali quiescenti all’azione svolta dall’attività fisica, che favorisce la generazione di nuovi neuroni (proneurogenica). Ciò si traduce in un aumento dell’attivazione e della velocità di proliferazione delle cellule staminali e in un incremento del numero di nuovi neuroni attivi all’interno del bulbo olfattivo. Infine, le nostre osservazioni sul modello murino hanno stabilito che i soggetti provvisti di un numero superiore di nuovi neuroni all’interno del bulbo olfattivo sono dotati di una sensibilità e di una memoria olfattiva molto superiore rispetto a quelle registrate negli esemplari di controllo”, spiega Stefano Farioli Vecchioli, ricercatore dell'IBCN-CNR.
Lo studio è importante perché dimostra come l’attività fisica sia in grado di innescare l’espansione delle cellule staminali nervose adulte capaci, a loro volta, di aumentare la sensibilità olfattiva degli animali, come spega, il ricecartore Stefano Farioli Vecchioli, conclconcludendo: “Un risultato analogo è stato raggiunto recentemente anche da una ricerca realizzata dall’Università di Dresda (Bragado-Alonso S. et al EMBO J, 2019), partita da un approccio sperimentale differente e ciò avvalora la nostra ipotesi di una stretta connessione fra l’espansione delle cellule staminali adulte e il miglioramento delle capacità olfattive dei modelli murini. Nonostante la neurogenesi sottoventricolare sia un processo che nell’uomo termina nel corso dei primi anni di vita, riteniamo che il nostro studio possa fornire un contributo importante nell’ampio campo di ricerca inerente alle strategie terapeutiche basate sulle cellule staminali neurali, aprendo nuove prospettive nell’utilizzo delle cellule staminali attivate dalla corsa per prevenire l’invecchiamento cerebrale e per contrastare l’insorgenza di patologie neurodegenerative che colpiscono l’integrità strutturale e funzionale dell’area dell’ippocampo”.