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Sono le di   Aggiornamento 29 maggio 2019
 

Musei italiani e offerte sui canali social


MUSEI:
tanto da fare
sul digitale

LORENZINI: «La necessità di trasformazione costituisce una sfida ma anche un’opportunità per avvicinare nuovi pubblici e per valorizzare i beni materiali e immateriali che le istituzioni custodiscono e producono.».

di Redazione

Importanti passi in avanti negli ultimi anni, sono stati fatti dai Musei italiani per quanto riguarda il loro posizionamento sui social, ma resta ancora tanto da fare per valorizzare meglio, far conoscere e frequentare i Musei italiani, tanto che il 69% dei Musei italiani è presente su almeno un canale social, erano il 57% nel 2018, soprattutto, su Facebook, dove passano dal 54% all’attuale 67%, e su Instagram dove il loro numero sale dal 23% del 2018 al 26% del 2019.
Oltre ad ampliare l’offerta sui propri canali, oggi le istituzioni si stanno aprendo alla collaborazione con gli altri attori del mondo digital: il 76% dei Musei è presente su Tripadvisor, dove registra un +1% rispetto al 2018, ma è ancora poco diffusa la valorizzazione di altri canali come le OTA, online travel agency, o i tour operator online.
Il 68% dei turisti, 2 su 3, consultano il web per scegliere i luoghi da visitare in vacanza, 1 museo su 2 ha un sito adatto alla navigazione da mobile, ma in Italia le attività culturali si acquistano ancora in loco, lo fa il 73% dei turisti, dove il 66% paga l'offerta in contanti.
Novità importanti nel rapporto tra le nuove tecnologie digitali e i musei italiani emergono dalla terza edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.
Per il 48% dei turisti digitali italiani, i principali strumenti di ispirazione sono recensioni e commenti letti online, a cui si aggiunge un 19% che trae indicazioni da post di altri utenti sui social network, ma in media solo il 4% dell’incasso da biglietteria per i musei italiani proviene dal sito web proprietario e l’1% da altri canali online.
Aumenta l’offerta dei supporti digitali messi a disposizione, il 58% delle istituzioni culturali mette a disposizione dei visitatori il wi-fi e il 17% le app, ma in 7 casi su 10 il visitatore non ne è nemmeno a conoscenza.
“Le istituzioni culturali si trovano nel mezzo di un processo profondo di cambiamento, stimolato dalla necessità di aprirsi sempre più all’esterno, utilizzando modi e linguaggi nuovi, fortemente influenzati dal digitale. La necessità di trasformazione costituisce una sfida ma anche un’opportunità per avvicinare nuovi pubblici e per valorizzare i beni materiali e immateriali che le istituzioni custodiscono e producono”, dichiara Eleonora Lorenzini, direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali.