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Sono le di   Aggiornamento 30 maggio 2019
 

Legambiente rende noti i dati contenuti in una sua indagine


"Beach litter 2019":
Il mare non te lo chiede,
ma ha bisogno di te

CIAFANI: «Siamo stati tra i primi paesi in Europa a mettere al bando gli shopper in plastica, e abbiamo anticipato la direttiva europea per i cotton fioc di plastica e le microplastiche nei prodotti cosmetici. Ora però è il momento di alzare l’asticella e recepire al più presto la nuova Direttiva europea con obiettivi e target di riduzione ancora più ambiziosi.».

di Redazione

I dati diffusi da Legambiente, lo scorso 20 maggio 2019, durante la presentazione dell’indagine Beach Litter 2019, rivelano che ogni 100 metri di spiaggia si trovano 34 fra piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica monouso e 45 bottiglie. Oltre a una buona dose di pezzi di plastica e polistirolo, tappi, cotton fioc, mozziconi di sigaretta e pure materiali da costruzione. In pratica per ogni passo sulla spiaggia si incrociano più di cinque rifiuti, dieci al metro, un frammento al passo. I rifiuti in spiaggia e sulla superficie del mare rappresentano appena il 15% di quelli che entrano nell’ecosistema marino, mentre la restante parte galleggia o affonda.
L’indagine di Legambiente presenta una situazione critica per molti arenili: “Su 93 spiagge monitorate, per un totale di circa 400mila metri quadri, pari a quasi 60 campi di calcio, sono stati trovati una media di 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia, sono 90.049 i rifiuti censiti in totale. L’81% è rappresentato dalla plastica (784 rifiuti ogni 100 metri) e per una spiaggia su tre la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati”, spiega l'Associazione ambientalista.
La classifica dei rifiuti trovati sulle spiagge da al primo posto pezzi di plastica e polistirolo, ma anche tappi e coperchi di bevande, se ne trovano 1 per ogni metro di spiaggia, mozziconi di sigarette, pari a 359 pacchetti di sigarette in 9 km, cotton fioc, pari al 7,4% di tutti i rifiuti monitorati, e materiale da costruzione, con oltre 4.000 rifiuti legati a sversamenti illegali in piena spiaggia. Non manca l’usa e getta di plastica, che se disperso nell’ambiente rappresenta uno dei principali nemici del mare: ogni 100 metri di spiaggia si trovano 34 stoviglie, tra piatti, bicchieri, posate e cannucce, e 45 bottiglie di plastica. Sono oltre 10.000 in totale le bottiglie e contenitori di plastica per bevande, inclusi i tappi e anelli censiti sulle spiagge, sostanzialmente la tipologia di rifiuti più trovata in assoluto.
Siamo stati tra i primi paesi in Europa a mettere al bando gli shopper in plastica, e abbiamo anticipato la direttiva europea per i cotton fioc di plastica e le microplastiche nei prodotti cosmetici. Ora però è il momento di alzare l’asticella e recepire al più presto la nuova Direttiva europea con obiettivi e target di riduzione ancora più ambiziosi. Insieme a questo bisogna promuovere innovazione e ricerca nell’ottica dell’economia circolare; stimolare l’industria e le aziende a farsi carico di questa emergenza; aumentare la qualità della raccolta differenziata e del riciclo; guidare i cittadini e i consumatori a prevenire i rifiuti, a non abusare della plastica e adottare stili di vita più sostenibili. È necessario che le tre gambe, governi nazionale e locali, industria e consumatori, sorreggano insieme la sfida impegnativa che ci aspetta: diminuire l’enorme pressione che l’uomo esercita sui mari, gli oceani e i suoi abitanti”, dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
Intanto, piatti, posate, cannucce, aste per palloncini e bastoncini cotonati in plastica monouso saranno vietati entro il 2021, con gli Stati membri che "sperano", convenendo, di raggiungere un obiettivo di raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029, inoltre, le bottiglie di plastica dovranno avere un contenuto riciclato di almeno il 25% entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.
La direttiva sulla plastica monouso si basa sulla legislazione dell’UE già esistente in materia di rifiuti, ma si spinge oltre, stabilendo norme più severe per i tipi di prodotti e di imballaggi che rientrano tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge. Le nuove norme vietano l’utilizzo di determinati prodotti in plastica usa e getta per i quali esistono alternative. Inoltre, vengono introdotte misure specifiche per ridurre l’uso dei prodotti in plastica maggiormente dispersi nell’ambiente”, spiegano dal Consiglio europeo.