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Sono le di   Aggiornamento 31 maggio 2019
 

Oggi, 31 maggio 2019, nel Mondo si celebra la


gIORNATA SENZA TABACCO:
fumano 2 italiani su 10,
a Sud piu' le donne

PACIFICI: «Serve incentivare campagne di dissuasione al fumo, soprattutto fra i giovani. I nuovi prodotti, sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, spesso utilizzati nei luoghi pubblici, minano il valore educativo delle leggi antifumo.».

di Piero Mastroiorio

I dati diffusi dal report dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, in occasione del World No Tobacco Day, una giornata di riflessione globale sui rischi associati al fumo, organizzata ogni anno il 31 maggio dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, quest'anno dedicata al tema “Tabacco e salute dei polmoni”, rivelano che in Italia non accenna a diminuire significativamente il numero dei fumatori, anche se, cala il numero di sigarette mediamente consumate al giorno: sono 11,6 milioni gli amanti delle bionde, più di un italiano su cinque, di cui 7,1 milioni sono gli umini e 4,5 milioni sono donne, con il rischio di contrarre il cancro al polmone, che si attesta come quarto tumore in termini di incidenza, ma la prima causa di morte per neoplasia. Le fumatrici sono aumentate soprattutto nelle regioni del Sud Italia: sono quasi il doppio rispetto alle fumatrici che vivono nelle regioni centrali e settentrionali per un totale pari al 22,4% nel Sud e isole contro il 12,1% del Centro e del 14% del Nord. Il dato che preoccupa più di ogni altro è che oltre la metà dei giovani fumatori, tra i 15 e 24 anni, fuma più di 10 sigarette al giorno e oltre il 10% più di 20.
Non cambiano negli ultimi anni le abitudini al fumo degli italiani segno che serve incentivare campagne informative soprattutto per i giovani che rappresentano un serbatoio che alimenta l’epidemia tabagica e per le donne, per le quali è in aumento la mortalità per tumore al polmone. E’ importante intervenire prima possibile e spiegare, come dimostra la nostra carta del rischio polmonare che più precocemente si diventa ex fumatore tanto prima ci si avvicina ad avere lo stesso rischio di ammalarsi di chi non ha mai fumato”, afferma Roberta Pacifici, Direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping.
Secondo l’indagine dell’ISS un fumatore maschio su 4 è un forte fumatore, fuma cioè più di un pacchetto al giorno. Quasi la metà delle donne fuma tra le 10 e le 20 sigarette al giorno. A questi fumatori si aggiungono quelli di nuovi prodotti: l’1,7% consuma e-cig e l’1,1% fa utilizzo di tabacco riscaldato. I nuovi prodotti tuttavia non cambiano la prevalenza dei fumatori di sigarette che diventano nella maggior parte dei casi consumatori duali, utilizzano cioè sia le sigarette tradizionali che i nuovi prodotti.
Relativamente alla 'e-cig' va sottolineato che molti fumatori la usano per smettere ma spesso diventano consumatori di entrambi i prodotti o addirittura iniziano proprio a fumare provando la sigaretta elettronica. Un dato preoccupante è inoltre che chi utilizza i nuovi prodotti. 'e-cig' e tabacco riscaldato, si sente autorizzato ad usarli nei luoghi dove vige il divieto di fumo minando il valore educativo di una Legge che in vigore da oltre 15 anni ha contribuito ad educare al rispetto della salute”, spiega Roberta Pacifici, a cui fa eco il farmacologo Silvio Garattini, Presidente dell’Istituto Farmacologico "Mario Negri", che sottolinea: “Rafforzare la legge e estendere i suoi divieti è un’azione fondamentale per la dissuasione al fumo di sigaretta.Estendere l’attuale divieto di fumo nei luoghi chiusi pubblici e nei luoghi di lavoro pubblici e privati è necessario – afferma Garattini – Cosi come vanno vietate le pubblicità alle sigarette elettroniche e agli 'heated tobacco products'.”.
Altro capitolo importante riguarda l’abitudine al fumo nei giovani che iniziano a fumare poco più che maggiorenni, le ragazze poco dopo e comunque prima dei 20 anni, con sigarette fatte a mano, l’uso dei trinciati è in costante aumento, soprattutto tra i maschi e al Sud, anche se più del 90% dei fumatori preferisce acquistare le sigarette tradizionali, e non risparmia neanche gli sportivi, tanto che nell’ambito del progetto SODA, Survey on Doping Among Adolescents, realizzato dall’IFC-CNR, Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, finanziato dalla Sezione di Vigilanza sul Doping del Ministero della salute, è emerso che tra i giovani, con età comtresa tra i 15 e i 19 anni, che fumano più di un pacchetto di sigarette al giorno oltre il 60% pratica attività sportiva sistematica e proprio tra i forti fumatori si osserva una percentuale maggiore dei soggetti che riferiscono di aver avuto la possibilità di utilizzare sostanze dopanti.
Tra gli adolescenti che fanno sport più di 2 volte a settimana, l’abitudine al fumo di sigaretta assume un andamento bimodale: ci sono gli sportivi che evitano o fumano raramente, e quelli che invece fumano oltre 20 sigarette al giorno. Attraverso lo studio SODA, ci è stato possibile comprendere meglio le differenze tra questi sportivi. In particolare, ci siamo stupiti nell’osservare che i forti fumatori sono soprattutto maschi, maggiorenni, che praticano sport individuali dove è previsto uno sforzo intenso, svolti soprattutto a livello professionistico, anche se nell’ultimo anno la maggioranza non ha partecipato a competizioni. E’ emerso anche che tra questi giovani il rischio di 'fare doping' è 7 volte superiore rispetto agli altri coetanei sportivi”, afferma Sabrina Molinaro dell’IFC-CNR.
Come detto in apertura il World No Tobacco Day 2019, giornata dedicata alla diffusione di informazioni sulla pericolosità del tabacco e sugli effetti del fumo passivo sulla salute, il cui focus quest’anno è incentrato sui danni che l’esposizione al tabacco causa ai polmoni e alla salute in generale ci porta a riassumere, la correlazione tra fumo e salute dei polmoni e sui benefici della cessazione, in questi pochi punti riassunti di seguito:
- il fumo di tabacco è la principale causa di cancro ai polmoni nel mondo, oltre due terzi del totale dei decessi per cancro ai polmoni, e anche la sola esposizione al fumo passivo, a casa o al lavoro, aumenta il rischio di svilupparlo. Per i fumatori l’unica forma di prevenzione possibile è smettere: infatti, dopo 10 anni, il rischio di cancro ai polmoni scende a circa la metà di quello di un fumatore.
- il fumo di tabacco è la principale causa della BPCO, broncopneumopatia polmonare ostruttiva cronica, e il rischio di svilupparla è particolarmente elevato tra chi inizia a fumare in giovane età, perché il fumo di tabacco rallenta lo sviluppo polmonare. Il tabacco aggrava anche l’asma, che limita l’attività e contribuisce alla disabilità. La cessazione precoce del fumo è il trattamento più efficace per rallentare la progressione della Bpco e migliorare i sintomi dell’asma.
- l’esposizione al fumo di tabacco durante la gravidanza, attraverso il fumo materno o l’esposizione materna al fumo passivo, può causare una ridotta crescita e funzionalità polmonare. Inoltre, l’esposizione nei bambini piccoli al fumo passivo può portare all’insorgenza o all’aggravamento di asma, polmonite e bronchite, e a frequenti infezioni delle vie respiratorie inferiori. Si stima che ogni anno, globalmente, 165 mila bambini muoiano prima dei 5 anni a causa di infezioni respiratorie inferiori causate dal fumo passivo. Anche in età adulta chi è stato esposto da bambino al fumo passivo presenta maggiori rischi per la salute, poiché le frequenti infezioni respiratorie inferiori nella prima infanzia aumentano significativamente il rischio di sviluppare la Bpco in età adulta.
- i componenti chimici del fumo di tabacco possono scatenare infezioni latenti di TBC, tubercolosi, che colpiscono circa un quarto di tutte le persone. La TBC attiva, aggravata dagli effetti del fumo di tabacco sulla salute dei polmoni, aumenta notevolmente il rischio di invalidità e morte per insufficienza respiratoria.
- il fumo di tabacco è una forma molto pericolosa di inquinamento dell’aria interna perché contiene oltre 7000 sostanze chimiche, tra cui 69 cancerogene e può rimanere nell’aria fino a cinque ore.



*** Le infografiche a corredo dell'articolo sono state riprese dalla
scheda PASSI 2012-15 dell'Osservatorio per la salute P.A.T. della P.A. di Trento