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Sono le di   Aggiornamento 31 maggio 2019
 

ADOLESCENTI E PREADOLESCENTI


SMARTPHONE: cosa fare
quando l’abitudine
diventa dipendenza

VILLANI: «E' indispensabile stabilire regole e limiti nell’utilizzo dei media device: mai a tavola o mentre si fanno i compiti, a meno che non siano di ausilio per lo studio, mai nei momenti in cui la famiglia è riunita o prima di andare a dormire.».

di Redazione

Una serie di recenti studi scientifici condotti in tutto il Mondo, che la SIP, Società Italiana di Pediatria, ha raccolto e esaminato in un Position Statement, presentato in occasione del 75° Congresso Italiano di Pediatria che si aperto ieri e terminerà domani 1 giugno 2019, a Bologna, rivela come il passo da abitudine all’uso del telefonino a dipendenza, sia è davvero breve: rischio principale a cui vanno incontro adolescenti e preadolescenti, ormai sempre più precoci nell’uso di smartphone e tablet e sempre più connessi. Troppe ore chini sullo schermo possono far perdere ore preziose di sonno, irritare gli occhi, provocare dolori al collo e alle spalle, rendere distratti e disattenti. Non che internet e i social network siano del tutto negativi, anzi in alcuni casi possono rappresentare un aiuto per favorire le relazioni sociali con i coetanei, ma un’iperattività concentrata sugli smartphone può diventare dannosa per la salute psicofisica.
Le ricerche, in massima parte, sono state condotta negli Usa e in Paesi asiatici come Cina e Corea, che per primi hanno sperimentato la diffusione su ampia scala delle tecnologie digitali, nonchè, i possibili rischi dell’iperconnessione, come isolamento sociale e vera e propria dipendenza: in Corea, dove la dipendenza da smartphone è riconosciuta come una vera e propria patologia al pari di quella dall’alcol o dalla droga, l’8,4% degli adolescenti ne è affetto.
La domanda è scontata: quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione e come si devono comportare mamme e papà con figli adolescenti e preadolescenti troppo telefono-dipendenti? Potremmo rispondere con le parole del dr. Alberto Villani, Presidente SIP, che spiega: “Servono dialogo e regole chiare. Raccomandiamo ai genitori di mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali. E' indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device: mai a tavola, mai mentre si fanno i compiti, a meno che non siano di ausilio per lo studio, mai nei momenti in cui la famiglia è riunita, mai prima di andare a dormire.”.
Regole che valgono prima di tutto per i genitori i quali dovrebbero dare il buon esempio. Genitori e pediatri dovrebbero inoltre fare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme tra i quali frequenti mal di schiena, mal di testa, modifiche nei ritmi del sonno, bruciore e lacrimazione degli occhi, mancanza di interessi e incapacità di staccarsi dallo smartphone. Inoltre, i pediatri dovrebbero utilizzare i controlli pediatrici come momento per approfondire questi aspetti, facendo domande sulla vita online dei ragazzi, incoraggiandoli a coltivare le relazioni 'vere' e informandoli sulle possibili conseguenze di un uso improprio dello smartphone. È molto importante fare rete tra genitori e pediatri con l’obiettivo di sostenere e proteggere i nostri ragazzi”, aggiunge Elena Bozzola, segretaria nazionale SIP.