8
Sono le di   Aggiornamento 3 giugno 2019
 

Parere negativo dal Movimento Consumatori ad
una norme prevista nel Decreto Crescita


BOLLETTE:
non possono essere
il Bancomat dello Stato

MARZAIOLI: «Non è pensabile che si utilizzi la bolletta elettrica come bancomat dello Stato per ogni emergenza finanziaria che richiede un facile sistema di prelievo, già da tempo è trapelata notizia anche di un possibile addebito TARI in bolletta e oggi siamo arrivati al paradosso di caricare anche la copertura finanziaria a sostegno dell’Alitalia.».

di Redazione

La norma prevista nel decreto Crescita a sostegno della continuità del servizio di Alitalia, in cui si prevede di attingere ai fondi della Cassa per i servizi energetici e ambientali, per complessivi 650 milioni di euro, spesa che farebbe aumentare gli oneri generali di sistema nelle bollette di luce e gas, che ha già incassato il parere negativo di ARERA, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, incassa un altro parere negativo, quello del MC, Movimento Consumatori, che così si esprime a riguardo: “La scelta di addossare alla bolletta costi che nulla hanno a che fare con l’energia elettrica, come già accaduto con il canone Rai, è sbagliata e immotivata.”.
Non è pensabile che si utilizzi la bolletta elettrica come bancomat dello Stato per ogni emergenza finanziaria che richiede un facile sistema di prelievo, già da tempo è trapelata notizia anche di un possibile addebito Tari in bolletta e oggi siamo arrivati al paradosso di caricare anche la copertura finanziaria a sostegno dell’Alitalia”, spiega Ovidio Marzaioli, responsabile del settore Energia MC, associazione che da tempo sta sollecitando al Parlamento e all’Arera stessa una revisione del sistema che sollevi la bolletta da ogni balzello non strettamente connesso al sistema energetico.
La proposta di MC è di portare tutto quanto è tassazione dello Stato sulla fiscalità generale come dovuto, vista anche la situazione del processo di liberalizzazione in corso che vede impedita o quanto meno limitata una reale e libera concorrenza tra le imprese.
Questo alleggerimento consentirebbe di allargare il margine in fattura a sostegno delle fasce deboli e per la compensazione delle cosiddette “morosità incolpevoli”.
Come associazione di consumatori e di cittadini quello che invece riteniamo corrisponda all’interesse generale è di assumersi la responsabilità di prendere decisioni politiche che diano una soluzione definitiva alla situazione dell’ex compagnia di bandiera e non il continuo procrastinarsi di misure tampone che aggravano, e di molto e senza prospettive, il costo che questa compagnia ha per il nostro Paese. Con tutto quello che si è speso anche solo negli ultimi venti anni avremmo potuto regalare un vitalizio a tutti i dipendenti e voltare pagina”, conclude segretario generale del Movimento Consumatori, Alessandro Mostaccio.