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Sono le di   Aggiornamento 5 giugno 2019
 

L'ultimo Rapporto ASviS rivela


ACQUA: tra scarsa tutela e perdite nella rete idrica

GIOVANNINI: «Riconoscere l'importanza del ciclo dell’acqua come processo biofisico è essenziale per conseguirne la gestione sostenibile. E’ necessario agire sul fronte legislativo e far capire che disponibilità e qualità dell’acqua, con le interferenze dell’uomo quali le trasformazioni del territorio, l’inquinamento e la conseguente perdita di biodiversità.».

di Redazione

L'ultimo Rapporto ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che riporta e commenta i dati ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica, rivela che del bene più prezioso, l'acqua, ne abbiamo sempre meno, ma in Italia continuiamo a sprecarla: la perdita giornaliera reale dalle reti di distribuzione dell’acqua potabile dei comuni capoluoghi di provincia ammonta a circa 50 metri cubi per ciascun chilometro di rete, cioè un volume che secondo il Rapporto ASviS 2018, stimando un consumo medio di 89 metri cubi annui per abitante, soddisferebbe le esigenze idriche di 10,4 milioni di persone.
Nella Legge di Bilancio 2019, in corso di approvazione, secondo l’esame dei provvedimenti svolto da ASviS, le problematiche inerenti il Goal 6, Acqua pulita e servizi igienico-sanitari, dell’Agenda 2030 si concentrano sulle infrastrutture tecnologiche idriche e nulla, però, si dispone in merito a misure economiche per la tutela del ciclo biofisico naturale dell’acqua, che ne rappresenta la fonte di approvvigionamento e rigenerazione.
Per quanto riguarda la tutela dei mari, invece, mancano gli strumenti gestionali adeguati per la messa in pratica del Buono Stato Ecologico entro il 2020, imposto da una Direttiva quadro sulla strategia dell’ambiente marino. L’ASviS, che con i suoi oltre 220 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile, chiede al Governo di “adottare tutte le misure previste dalla Direttiva, garantendo che le risorse umane e materiali impegnate a tal fine siano adeguate e commisurate all’interesse ambientale, economico e sociale che l’ecosistema marino riveste per il nostro Paese”.
Il tema è stato affrontato in occasione dell’evento nazionale organizzato dall’ASviS e dal WWF ItaliaAcqua. Salvaguardare i diritti umani tutelando gli ecosistemi” nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile dedicato al Capitale naturale e qualità dell’ambiente. Un’occasione per riflettere sul rapporto tra uomo e natura partendo dall’acqua e illustrando le implicazioni della gestione sostenibile della risorsa e della difesa del diritto universale alla sua fruizione, la priorità, urgenza e convenienza economica nell’investire per la salvaguardia e il ripristino degli ecosistemi che garantiscono l’integrità del suo ciclo biofisico naturale.
Riconoscere l'importanza del ciclo dell’acqua come processo biofisico è essenziale per conseguirne la gestione sostenibile. E’ necessario agire sul fronte legislativo e far capire che disponibilità e qualità dell’acqua, con le interferenze dell’uomo quali le trasformazioni del territorio, l’inquinamento e la conseguente perdita di biodiversità, sono problemi che riguardano tutti”, sottoline Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.
Durante la manifestazione sono state indicate alcune priorità ai responsabili della politica nazionali in rispetto alle proposte da sostenere in sede di politiche europee e di accordi internazionali per la finanza e il commercio, oltre all’impegno a perseguire gli obiettivi urgenti indicati dall’Agenda Onu 2030. In particolare, la protezione e il ripristino degli ecosistemi legati all’acqua, il riconoscimento degli ecosistemi come parte integrante delle strategie di sviluppo economico, l’integrazione sistematica dei valori di ecosistema e di biodiversità nella pianificazione nazionale e locale, la partecipazione delle comunità locale misure prioritarie per l’aiuto ai paesi in via di sviluppo.