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Sono le di   Aggiornamento 6 giugno 2019
 

A margine della Giornata mondiale dedicata all bicicletta

 

BICICLETTA: in Italia si deve ancora pedalare tanto

La Legge sulla mobilità ciclistica prevedeva che entro la metà del 2018 il Ministero delle Infrastrutture preparasse un piano triennale, ma del piano si sono perse le tracce, come dei 500.000.000 di euro per le ciclabili previsti dalla legge.

di Redazione

A margine della Giornata mondiale della bicicletta, che ricorre il 3 giugno, approvata, in una risoluzione del 12 aprile 2018, come giornata ufficiale delle Nazioni Unite per la consapevolezza dei benefici sociali derivanti dall'uso della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero alcuni dati relativi all'Italia non sono confortevoli, perchè la bici stenta, e non poco, a prendere piede ed una delle concause potrebbe essere legata alla carenza di piste ciclabili. I cicloturisti sono per lo più stranieri. Le grandi ciclovie nazionali, quelle che dovrebbero permettere di viaggiare nel paese pedalando, sono più sulla carta che nella realtà.
Secondo la FIAB, Federazione italiana ambiente e bicicletta, solo 5 italiani su 100 vanno in bici, migliorando di poco il dato di qualche anno fa li fissava a 3 su 100: si va dal 30% di certe regioni settentrionali, allo zero virgola di alcune regioni del Mezzogiorno.
I ciclisti urbani, secondo uno studio di Unioncamere e Legambiente, sono appena 700.000 e coloro che fanno le vacanze in bicicletta in Italia sono 1.850.00 ogni anno, +41% rispetto al 2013, mentre altri 4.180.000 usano la bici durante la vacanza, però, un'altra ricerca. realizzat dell’ENIT, Agenzia Pubblica del Turismo, precisa che il 61% dei cicloturisti in Italia sono stranieri e che le principali destinazioni sono tutte nel Nord Italia. A dare una mano l’orografia italiana che non è favorevole alla bici, salvo che nella Pianura padana, dove, non a caso, si registra l’area del Paese dove si pedala di più. Comunque, l’incredibile quantità di bellezze artistiche e naturali rende comunque l’Italia un potenziale paradiso per i ciclisti ai quali non si risparmia il problema legato alla mancanza di arterie dedicate alle biciclette, ciclabili urbane e ciclovie extraurbane. Chi pedala deve usare le stesse strade di auto e camion, ed è costantemente a rischio di venir travolto e ciò fa passare la voglia di pedalare a molti. Tanto per dare un’idea, Roma è la capitale europea dove ci si sposta meno in bici, solo l’1% della popolazione. Nel Nord Europa, dove si va tantissimo in bicicletta, non a caso abbondano ciclabili e ciclovie, curate e attrezzate.
Nonostante tutto ciò, il turismo in bici, secondo Unioncamere-Legambiente, fattura 7,6 miliardi all’anno nel nostro Paese, e l’intero giro d’affari legato al pedale arriva a 12 miliardi. L’Italia conta 20.000 km di piste percorribili in bicicletta. La maggior parte si trova al Nord. Sono stati avviati grandi progetti, comne le Ciclovie tirrenica, adriatica e dell’Appennino, ma per ora rimangono sulla carta. Della Ciclabile del Garda, uno dei progetti più belli, esistono solo dei brevi tratti. Nel Mezzogiorno, le ciclabili in genere non esistono proprio.
Le legge sulla mobilità ciclistica, la 2/2018, prevedeva che entro la metà del 2018 il Ministero delle Infrastrutture preparasse un piano triennale per le bici, ma del piano si sono perse le tracce, come dei 500.000.000 di euro, in 6 anni, per le ciclabili previsti dalla legge.