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Sono le di   Aggiornamento 11 giugno 2019
 

Uno studio EUIPO rivela


CONTRAFFAZIONE:
mancate vendite per
56 miliardi in Europa

PESERICO: «Ci auguriamo che l’azione comunitaria arrivi a mettere sotto pressione i Paesi all’origine delle merci false, con attenzione, almeno, a Cina e Turchia che sono gran parte del problema. L’anticontraffazione non deve più essere solo argomento di discussione, ma azione concreta.».

di Redazione

Uno studio dell’EUIPO, European Union Intellectual Property Office, sull’entità delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, pubblicato lo scorso 6 giugno 2019, rivela che in undici settori chiave per l’economia europea si contano mancate vendite per oltre 56 miliardi di euro: abbigliamento, cosmetici e farmaci sono i prodotti più colpiti dalla contraffazione, con una tendenza in aumento, nonchè, prodotti che violano la proprietà intellettuale sono privi di garanzie per i consumatori, tanto che “18 miliardi di euro di mancate vendite” sono altrettanti miliardi di rischi per i clienti" sottolineano da Indicam, l’Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, commentando gli ultimi dati diffusi in tema di violazioni di diritti di proprietà intellettuale nell’ultimo rapporto EUIPO.
La contraffazione ha raggiunto livelli allarmanti per numeri, impatto sull’occupazione e sulle mancate vendite. È preoccupante il danno che soffrono le filiere dei vari settori che EUIPO ha analizzato, poiché la contraffazione va a impattare direttamente sulle persone che in quelle filiere lavorano, come dimostra il dato di 468.000 posti di lavoro persi”, ha detto Mario Peserico, Presidente Indicam.
L’ingresso di merci false in Europa è stimato da OCSE, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ed EUIPO in 121 miliardi di euro, un flusso proveniente in ampia maggioranza dalla Cina e dalla Turchia. Le mancate vendite nell’abbigliamento ammontano a 28 miliardi di euro, quelle dei cosmetici sono pari a 7 miliardi, e questi due settori insieme ai farmaci sono i più colpiti dalla contraffazione, con un trend in aumento. Tutto ciò a danno della proprietà intellettuale che vale il 42% del PIL, Prodotto Interno Lordo, comunitario, un valore che in Italia sale fino al 44% del prodotto interno.
I prodotti che violano la proprietà intellettuale sono privi di ogni elemento di garanzia per i consumatori. Leggendo il rapporto EUIPO si deve osservare che tra cosmetici, farmaci e prodotti alcolici destinati al consumo si parla di più di 18 miliardi di euro di mancate vendite. Ossia 18 miliardi di rischio per i clienti. È innegabile che non si stia adeguatamente contrastando il mercato di prodotti illeciti e ciò per via di norme, come quella che regolamenta l’e-commerce, non adeguate a dare profili di responsabilità agli operatori che oggi dominano il web. Ci auguriamo che la prossima Commissione Europea affronti, accanto a questo tema, anche il tema legato alla mancanza, ad oggi, di medesimi criteri e analisi di rischio tra le Dogane dei diversi Stati membri. Ci auguriamo che l’azione comunitaria arrivi a mettere sotto pressione i Paesi all’origine delle merci false, con attenzione almeno a Cina e Turchia che sono gran parte del problema. L’anticontraffazione non deve più essere solo argomento di discussione, ma azione concreta”, conclude Peserico.